Ferrara

“Cittadine dal 1946”: in mostra immagini e documenti sul diritto al voto e la cittadinanza femminile – FOTO

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Da mercoledì 20 maggio a mercoledì 3 giugno 2026 (orario uffici) a Palazzo Municipale di Ferrara

FERRARA – “Cittadine dal 1946: immagini e documenti sul diritto al voto e la cittadinanza femminile” è il titolo della mostra visitabile in Palazzo Municipale di Ferrara da mercoledì 20 maggio a mercoledì 3 giugno 2026 con apertura negli orari d’ufficio. L’iniziativa è stata presentata mercoledì 20 maggio 2026 con un incontro nella sala degli Arazzi della residenza municipale.

Ad illustrare l’esposizione sono intervenuti l’assessore alle Pari Opportunità e Politiche del lavoro Angela TravagliAnna Maria Quarzi di ISCO, curatrice della mostra; Mariaclaudia Ricciardi, dirigente dell’Area Enti locali, Elettorale in rappresentanza del Prefetto; Brando Sarto, presidente della Commissione Consiliare Pari Opportunità;Liviana Zagagnoni, presidente UDI Ferrara, insieme alle rappresentanti delle associazioni FIDAPA, CNA Impresa Donna e altre associazioni del territorio.

“Ritengo fondamentale promuovere momenti di riflessione e valorizzazione del contributo femminile alla costruzione della nostra democrazia, oggi più che mai attuale e necessario – dichiara l’assessore alle Pari Opportunità Anghela Travagli – e sono felice di poter vedere esposta, nei saloni di rappresentanza di questa Amministrazione, una testimonianza così forte e radicata nel nostro territorio, che merita non solo di essere ricordata e celebrata, ma anche divulgata alle giovani generazioni come esempio di grande impegno politico e sociale. I principi ispiratori della nostra Costituzione rappresentano il nostro faro di riferimento per  garantire una navigazione sicura ed  orientata ai diritti e alle pari opportunità per ogni persona.

Ringrazio tutte le Associazioni che hanno collaborato alla mostra e che sono oggi presenti, oltre alla prof.ssa Anna Maria Quarzi, per aver valorizzato e custodito negli anni  questi documenti, affinché continuino l’opera di testimonianza dell’impegno delle donne che ci hanno preceduto e che hanno tracciato il cammino della  nostra libertà”.

LA SCHEDA a cura dell’Ufficio comunale Pari Opportunità – Quest’anno ricorre l’80esimo Anniversario dell’ottenimento del diritto di voto da parte delle donne 1946-2026;  il 31 marzo del 1946 infatti è la data in cui le donne a Ferrara votarono per la prima volta alle elezioni amministrative, come elettorato attivo e passivo,  e successivamente alle politiche dell’Assemblea Costituente del 2 giugno 1946.

Dalla Camera dei Deputati è partita una programmazione ricca ed articolata che si svolgerà durante tutto l’anno per dare visibilità alle tante azioni concrete che le donne, elette dal 1946 ad oggi, hanno promosso nell’ambito della vita pubblica delle comunità locali e nazionali.

Anche il Comune di Ferrara, attraverso l’Assessorato alle Pari Opportunità ha organizzato alcune iniziative istituzionali a livello locale e  d’intesa con le Associazioni femminili ferraresi, sia storiche che più recenti,  non poteva tralasciare di riproporre una mostra storico-documentaria, già esposta in occasione del 70esimo anniversario del 2016, quale testimonianza del  grande impegno dimostrato dalle donne nella nostra Repubblica, dalle loro battaglie per il diritto di voto  all’attività fervente delle 21 Elette nell’Assemblea Costituente per porre fine a ogni forma di discriminazione e per garantire una piena e paritaria partecipazione delle donne alla vita civile e sociale del Paese.

La mostra documentaria  dal titolo “Cittadine dal 1946 – Immagini e documenti sul diritto al voto e la cittadinanza femminile” , proposta dalla Prof.ssa Anna Maria Quarzi  Presidente di ISCO Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara e sostenuta da tutte le Associazioni coinvolte,  si compone di circa 15 pannelli illustrativi contenenti  articoli, interviste  e fotografie dell’epoca che ripercorrono, senza pretese di esaustività, in una forma semplice e diretta,  la storia del nostro Paese per addivenire al riconoscimento del diritto di voto alle donne.

Si tratta di una  raccolta di grande valore storico e di notevole interesse soprattutto per le giovani generazioni, oltre che per l’intera collettività, sostenuta e promossa dalle Associazioni femminili locali quali FIDAPA BPW Italy, Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari; AIDM Associazione Italiana Donne Medico, Soroptimist sezione di Ferrara, Centro Donna Giustizia aps, ANDOS Associazione Nazionale Donne Operate al Seno,  Centro Documentazione Donna.

“Le schede che ci arrivano a casa e ci invitano a compiere il nostro dovere hanno un’autorità silenziosa e perentoria. Le rigiriamo tra le mani e ci sembrano più preziose della tessera del pane. Stringiamo le schede come biglietti d’amore”. Così scriveva la giornalista Anna Garofolo raccontando l’emozione delle donne italiane chiamate per la prima volta alle urne – dice Anna Maria Quarzi, presidente dell’Istituto di Storia Contemporanea di Ferrara.

“Ottant’anni fa, con in mano quella scheda elettorale “più preziosa della tessera del pane“, le donne italiane entrarono pienamente nella vita democratica del Paese e conquistarono finalmente il riconoscimento della propria cittadinanza politica. Il 2 giugno 1946 rappresenta certamente la vittoria della Repubblica, ma anche una svolta storica nel percorso di emancipazione femminile: per la prima volta nella storia d’Italia le donne poterono votare ed essere elette, diventando protagoniste della costruzione del nuovo assetto democratico.

Tornare oggi a quella data – continua Anna Maria Quarzi – significa ricordare una conquista fondamentale, maturata attraverso decenni di battaglie civili, sociali e culturali. Il diritto di voto non fu una concessione immediata, ma il risultato di un lungo percorso.

Attraverso questa mostra documentaria abbiamo cercato di ripercorre la lunga storia della conquista del diritto di voto, soffermandoci in particolare sul contributo e sulle esperienze delle donne ferraresi con l’obiettivo di offrire alle nuove generazioni un’occasione di riflessione sul valore della partecipazione democratica, della cittadinanza attiva e dei diritti conquistati”.

Accanto a questa iniziativa il Comune di Ferrara ha inoltre aderito al progetto espositivo promosso dalla Regione Emilia Romagna intitolato  “PRENDERE PAROLA. Le donne nella costruzione della Repubblica”, ideato e proposto dal Centro Documentazione Donna di Modena, in collaborazione con i Centri di documentazione donna/Archivi delle donne convenzionati con la Regione Emilia-Romagna, consistente in una mostra iconografica che sarà allestita a Bologna presso la sede dell’Assemblea Legislativa, in cui saranno raccontate,  per ogni Comune capoluogo,  le storie significative di quelle donne che, in ogni territorio,  si impegnarono in militanza politica o sindacale, nel sociale, nel giornalismo, nell’arte come nella cultura e che ebbero la forza ed il coraggio di “prendere la parola” in molteplici luoghi della sfera pubblica nel periodo della Ricostruzione (1945-1955)  alla fine della guerra.

Per il Comune di Ferrara è stata scelta la figura di  Luisa Gallotti in Balboni, la prima Sindaca di un Comune Capoluogo di Provincia dal  1950  al 1956; persona di  tenace operosità che ha lavorato per il  potenziamento dei servizi per l’educazione all’infanzia oltre a ripristinare le strutture scolastiche danneggiate dalla guerra e costruirne  di nuove con una particolare  attenzione alla refezione scolastica.

ALCUNE NOTE STORICHE

– nel 1945 in Italia venne esteso il diritto di voto alle donne. Con il decreto  legislativo luogotenenziale 2 febbraio 1945, n.23 “Estensione alle donne del diritto di voto”, il Consiglio dei ministri presieduto da Ivanoe Bonomi ha riconosciuto il voto femminile, su proposta di Palmiro Togliatti e di Alcide De Gasperi;

– nel decreto 2 febbraio 1945, n. 23, non era prevista l’eleggibilità delle donne, che fu sancita dal decreto n. 74 del 10 marzo 1946 “Norme per l’elezione dei deputati all’Assemblea costituente” in cui, secondo l’articolo 7, “Sono eleggibili all’Assemblea Costituente i cittadini e le cittadine italiane che, al giorno delle elezioni, abbiano compiuto il 25° anno di età”;

– nel 1946 si svolsero le prime elezioni amministrative dopo la caduta del fascismo e per la prima volta nella storia del Paese le donne andarono alle urne in 436 Comuni;

– il 31 marzo 1946 è la data in cui le donne a Ferrara votarono per la prima volta alle amministrative, come elettorato attivo e passivo,  poi in occasione del Referendum Istituzionale e successivamente alle politiche dell’Assemblea Costituente del 2 giugno 1946;

– già dall’anno precedente, con il decreto luogotenenziale “l’estensione alle donne del diritto di voto” del 1 febbraio 1945,   le donne italiane avevano ottenuto tale diritto e comunque impossibilitate ad esercitarlo per il fatto che  il settentrione era ancora in guerra

– che tale decreto fu tenacemente  sostenuto dai segretari dei due partiti di massa,  De Gasperi e Togliatti, come un atto dovuto alle donne  italiane che si erano spese nella lotta contro il fascismo;

– l’Assemblea Costituente si riunì per la prima volta il 25 giugno 1946, e nel corso della prima seduta elesse come Presidente Giuseppe Saragat, ed Enrico De Nicola Capo provvisorio dello Stato. Il 15 luglio 1946 l’Assemblea decise di istituire una Commissione speciale, nota come Commissione dei 75, che aveva il compito di proporre il progetto di Costituzione da discutere in Aula. La Commissione, che elesse come Presidente Meuccio Ruini, già Presidente del Consiglio di Stato, si organizzò in tre sottocommissioni, rispetto alle sezioni previste nella nuova carta costituzionale: i diritti e i doveri dei cittadini; l’organizzazione costituzionale dello Stato; i rapporti economici e sociali. Nella Commissione dei 75 furono elette cinque donne (Teresa Noce, Maria Federici Agamben, Angelina Merlin, Nilde Iotti e Ottavia Penna Buscemi;

– all’Assemblea Costituente furono elette 21 donne su un totale di 556. Grazie all’impegno di tante donne furono riconosciuti nella nostra Costituzione principi come la pari dignità sociale e l’uguaglianza davanti alla legge di tutti i cittadini (art.3), la parità di trattamento tra uomini e donne nelle condizioni di lavoro (artt. 4 e 37), l’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi all’interno del matrimonio (art. 29) la parità di accesso agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizione di uguaglianza (art. 51).

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Pubblicato da
Roberto Di Biase

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