Ci ha lasciato Maria Grazia Moratti, libraia e costumista di Reggio Emilia

Maria Grazia Moratti e Dario Fo

REGGIO EMILIA – Ci ha lasciato Maria Grazia Moratti, affascinante libraia e costumista di Reggio Emilia.

Andandosene a soli 65 anni, “Mari” priva la città di un luminoso riferimento culturale, estetico, letterario, e soprattutto umano.

Ha cominciato a lavorare ventenne, fondando con Ramona Ferrarini la sartoria teatrale Bottega delle stelle, un magico mondo di tessuti, colori e grandi interpreti da palcoscenico. Grazie anche alla collaborazione e all’amicizia dell’allora direttore della sartoria del Teatro alla Scala di Milano, Luigi Benedetti, la bottega emiliana è rimasta fino al 2000 un punto di riferimento nazionale straordinario, realizzando costumi di ogni tipo.

Ed è come se oggi, in questo addio, le seguisse per salutarla il variopinto corteo dei personaggi che ha vestito: Otello, Matilde di Canossa, il duca di Mantova ne il Rigoletto, Rossella o’Hara di Via col vento, con anche le Troiane della tragedia greca di Euripide. Un defilée di cantanti lirici, attori, ballerini, figuranti e indossatrici, in mezzo ai quali si è sempre sentita felice. Molti dei suoi costumi sono stati scelti dallo scenografo Emanuele Luzzati e per rappresentazioni di carattere nazionale e internazionale.

Quando la sartoria ha chiuso, Maria Grazia ha scelto di cambiar mestiere. Ed eccola – appassionata lettrice – farsi d’impeto agente e libraia per la casa editrice Einaudi. In quei panni, si è mostrata capace non solo di vendere, ma soprattutto di costruire atmosfere. La libreria – prima nel cortile di Palazzo Brami, poi negli Atelier di via due Gobbi, e infine nel suggestivo concept store Rebell, immaginato da Eleonora Reggiani – è rimasta a lungo un luogo-rifugio per i liberi pensatori. Anche lì “Mari” ha lasciato il tocco della sua magia, competenza e gusto per l’allestimento.

Era impossibile resistere ai suoi inviti. Aveva una tale capacità innata di costruire relazioni che quasi tutti i più grandi scrittori italiani e in certi casi anche stranieri hanno accettato di incontrare il pubblico nella sua “tana” di lettura. Ha portato a livelli molto alti il progetto lettura di Einaudi per le scuole, Lo Struzzo a Scuola. Ha organizzato incontri per i giovani allievi con Vera Gheno, Giorgio Scianna, Giacomo Mazariol, Paolo Rumiz, Benedetta Tobagi e altri, stabilendo un rapporto di amicizia personale anche con Dario Fo. Decisamente, senza di lei, oggi Reggio si ritrova più povera.

La più bella conferma del suo carattere lieto, “Mari” l’ha data proprio durante la malattia. L’ha osservata con distacco, come se riguardasse il corpo di un altro. Passava oltre il dolore e rinasceva ogni volta, carica di gioia di vivere, con in corpo voglia di boschi, di mare e di amici.

Compagna negli ultimi vent’anni del regista reggiano Alessandro Scillitani, Maria Grazia lascia un figlio, Gabriele, che con Gloria, Stefano, i ragazzi e la moglie Francesca l’ha dolcemente seguita in casa fino all’ultimo e due nipotini che l’hanno fortemente amata.

I funerali si terranno lunedì 20 ottobre alle 11.15 nella chiesa della Regina Pacis a Reggio Emilia.