Si tratta degli unici due dipinti, databili intorno alla seconda metà del XVII secolo e riconducibili alla mano dell’artista Giovan Battista Salvi, detto il Sassoferrato, allievo di Domenichino, di cui si abbia la certezza della provenienza: nel retro della cornice è infatti presente una scritta che li ricorda come dono dell’abate Modesto Vendemini alla Basilica della Madonna del Monte. L’intervento in corso, affidato alle cure del laboratorio di restauro di Maria Letizia Antoniacci, è condotto a cantiere aperto e, benché in larga parte oscurato dalla emergenza sanitaria che ha determinato la chiusura dei musei, ha potuto godere di una prima occasione di presentazione, promossa dalla Soprintendenza nel corso delle Giornate Europee del Patrimonio (26 e 27 settembre 2020).
Venerdì 26 febbraio invece arte e musica saranno protagoniste del nuovo appuntamento tra le gallerie d’arte antica, moderna e contemporanea, nelle quali sono esposti dipinti su tavola, su tela e sculture dal tardo medioevo all’età contemporanea, prevalentemente di provenienza emiliano-romagnola. L’ultima tappa di questo percorso sarà venerdì 5 marzo con un omaggio alla donna e dunque alle figure femminili rappresentate nelle tele e nelle sculture della Pinacoteca. Cureranno queste ultime due visite gli operatori di Archeosistemi ed Atlantide.
L’ingresso è gratuito, la prenotazione va effettuata presso lo IAT, la capienza massima è di 8 persone. L’ingresso è garantito dalle 17 alle 19 con accesso ogni 30 minuti. Prenotazione obbligatoria telefonando allo 0547 356327 oppure scrivendo una mail a iat@comune.cesena.fc.it.
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