Modena

Casanova con Sandro Lombardi e la regia di Fabio Condemi al Teatro Storchi di Modena dal 7 al 10 maggio

01 ©LAC Lugano Arte e Cultura – Foto Luca Del Pia

MODENA – Teatro StorchiLargo Garibaldi, 15 – Modena

dal 7 al 10 maggio

giovedì e venerdì ore 20.30 – sabato ore 19.00 – domenica ore 16.00

Casanova

di Fabrizio Sinisi

liberamente ispirato a Storia della mia vita di Giacomo Casanova

regia Fabio Condemi

con Sandro Lombardi

produzione LAC Lugano Arte e Cultura

in co-produzione con Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, TPE – Teatro Piemonte Europa, Compagnia Lombardi Tiezzi e La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello

spettacolo presentato in collaborazione con Gruppo Hera

durata 1 ora e 40 minuti

Dopo Calderón (2022) e Nottuari (2024), Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale coproduce lo spettacolo di Fabio Condemi, regista fra i più interessanti della sua generazione. Casanova, al Teatro Storchi di Modena dal 7 al 10 maggio (giovedì e venerdì ore 20.30, sabato 19.00 e domenica 16.00), affronta le memorie autobiografiche del celebre filosofo e libertino veneziano con un testo originale di Fabrizio Sinisi, affidato a un interprete d’eccezione, Sandro Lombardi che condivide la scena con Marco Cavalcoli, Simona De Leo, Alberto Marcello e Betti Pedrazzi.

Sabato 9 maggio alle ore 16.30 ultimo appuntamento con il ciclo Conversando di teatro promosso da ERT e Associazione Amici dei Teatri Modenesi. La compagnia incontra il pubblico presso il Teatro Storchi, modera Angela Albanese, docente di Letterature comparate Università di Modena e Reggio Emilia, Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali. Ospite Gino Ruozzi, docente di Letteratura italiana, Università di Bologna.

Nell’ambito del progetto Teatro No Limits, la replica di domenica 10 maggio è audiodescritta per gli spettatori non e ipo vedenti, in collaborazione con Centro Diego Fabbri di Forlì e grazie a Fondazione Banco San Geminiano e San Prospero, ed è anche sovratitolata per persone sorde o con ipoacusia, in collaborazione con Associazione FIADDA Emilia-Romagna.

In questa sua prima collaborazione con il drammaturgo e scrittore Fabrizio Sinisi (Premio Testori per la Letteratura 2018 e Premio ANCT 2022), Condemi prosegue il lavoro iniziato con La filosofia nel boudoir del Marchese de Sade, opera che gli è valsa il Premio Ubu 2021 per la miglior regia, confrontandosi con un altro personaggio che incarna i paradossi del Settecento. Un periodo di invenzioni e grandi scoperte scientifiche ma in cui il pensiero irrazionale e le pratiche magiche esercitano un fascino forte nell’immaginario collettivo, come l’alchimismo e la teoria del magnetismo animale del medico tedesco Mesmer, due motori importanti della storia immaginata nel testo. Avventuriero, amante, giocatore d’azzardo, latitante, soldato di ventura, filosofo itinerante, Casanova ha attraversato tutto il secolo con la sua vita e la sua opera autobiografica, prima da protagonista e poi da osservatore.

«La vita di Casanova – afferma Fabio Condemi – è una miniera teatrale per i continui spunti drammaturgici, visivi e storici che contiene. Da protagonista a spettatore, Casanova ricorda se stesso da giovane e rievoca in modo frammentario le sue avventure. I ricordi si mescolano e prendono vita nella biblioteca del Castello di Dux, in Boemia, dove l’intellettuale veneziano trascorre gli ultimi giorni, esule, sbeffeggiato, escluso dal mondo moderno, dialogando con i fantasmi del suo passato. Casanova, filosofo, prestigiatore e truffatore che ha vissuto tutto il secolo dei lumi, muore proprio alla fine del Settecento, mentre il mondo cambia e inizia la modernità».

Inverno 1798. Un medico esperto di mesmerismo arriva a Dux, in Boemia, per incontrare il bibliotecario del castello: è Giacomo Casanova, ormai anziano, da anni al servizio del conte di Waldstein. Isolato, malato, insofferente verso l’ambiente che lo circonda, Casanova trascorre il tempo tra i libri e il rancore per una corte che gli parla in una lingua per lui estranea.

Durante la seduta mesmerica, affiorano frammenti del suo passato. Ma non sono ricordi fedeli: prendono la forma di visioni, apparizioni, presagi. Ne emerge il ritratto di un uomo attraversato dai fantasmi della propria esistenza, in bilico tra memoria e invenzione, tra verità e allucinazione.

Quello che inizia come un tentativo di recuperare la memoria perduta si trasforma così in un viaggio interiore oscuro e perturbante, fino a una possibile rivelazione finale: forse, per Casanova, non resta più nulla da ricordare, ma solo da dimenticare.

«Casanova è una meditazione sulla memoria e sul tempo – dichiara Fabrizio Sinisi – non solo quelli di Giacomo Casanova, ma di un’epoca intera. Ci sono personaggi, osservando i quali si può misurare la transizione di un’epoca storica. Casanova – nato all’inizio del secolo, nel 1725, e morto alle soglie del successivo, nel 1798 – è uno di questi corpi che funzionano come dei campi di battaglia. […] Giacomo Casanova è forse la più perfetta cartina di tornasole del Settecento, un secolo che vive uno dei più grandi stravolgimenti culturali, politici e antropologici che la storia ricordi: la fine dell’aristocrazia e l’ascesa della borghesia; il tramonto dei miti religiosi e l’accelerazione del capitalismo di mercato; l’inizio dell’età dei Lumi e del razionalismo materialista. […] Quest’uomo malinconico e rancoroso, rinchiuso come un prigioniero in una piccola biblioteca in Boemia, non è solo una celebre personalità del tempo che fu: è una maschera tragicomica, un paradigma che cambia, un’icona che segna la fine di un mondo e l’inizio di un altro. […] La sua vita è sempre stata un inno alla vitalità: avventuriero, amante, giocatore d’azzardo, latitante, soldato di ventura, filosofo itinerante – la sua esistenza è sempre attraversata da un desiderio incontenibile e sfuggente: un’inquietudine, una continua fuga in avanti. Ora, nell’ultimo atto della sua vita, quell’inquietudine diventa emblema di una ribellione disperata contro la mortalità. Questo rappresentano i diversi personaggi di questa sonata di fantasmi: l’affabile e ambiguo mesmerista; il frate Marino Balbi, compagno di cella di Casanova nel suo periodo di detenzione nel carcere dei Piombi; la giovane amata (e poi abbandonata) Henriette; e soprattutto la lunare, esoterica e futuristica Marchesa D’Urfé: tentativi di fermare l’entropia del mondo, di modificare quell’irrevocabilità che fa apparire ogni vita simile a un destino. Ognuno di loro rappresenta un turning-point nella vita di Casanova, un punto interrogativo della sua biografia, come un crocevia rimasto drammaticamente aperto».

Le scene e la drammaturgia dell’immagine sono a cura di Fabio Cherstich che dal 2017 collabora con Condemi. «Il dispositivo scenico di Casanova – scrive Cherstich – cita esplicitamente la biblioteca di Dux, dove il protagonista, ormai vecchio, scrive le sue memorie. Qui prende forma l’intuizione drammaturgica di Fabrizio Sinisi: il racconto si snoda attraverso una seduta mesmerica, trasformando la memoria in un viaggio tra apparizioni e dissolvenze. […] Fondamentale è il lavoro sulla luce di Giulia Pastore, che crea un gioco di buio e luce. Come la luce, anche la drammaturgia musicale di Andrea Gianessi interviene nel processo di espansione e contrazione dello spazio. […] Anche i costumi di Gianluca Sbicca partecipano a questa costruzione di un tempo non lineare. Il Settecento è citato nei costumi e in alcuni elementi scenici, ma non viene ricostruito fedelmente: è un divertissement, un gioco con l’immaginario visivo contemporaneo».

Altre date nella Stagione 2025/2026

13 – 17 maggio, Teatro Vascello – Roma

19 – 24 maggio, Teatro Elfo Puccini – Milano

Fabrizio Sinisi 

Drammaturgo, poeta e scrittore, nel 2012 debutta come autore teatrale con La grande passeggiata diretto da Federico Tiezzi. Dal 2010 è dramaturg della Compagnia Lombardi-Tiezzi e consulente artistico del Centro Teatrale Bresciano. Suoi lavori sono stati tradotti e rappresentati anche in Austria, Croazia, Egitto, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Romania, Spagna, Svezia, Svizzera e Stati Uniti. Collabora stabilmente con Doppiozero e con il quotidiano Domani. Ha ottenuto diversi premi, tra cui la menzione dell’American Playwrights Project, il Premio Testori per la Letteratura e il Premio Nazionale dei Critici di Teatro. Ad agosto 2025 è uscito il suo primo romanzo Il prodigio edito da Mondadori. 

Fabio Condemi

Classe 1988, si diploma al corso di regia dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico di Roma. Successivamente collabora con Giorgio Barberio Corsetti come assistente per regie teatrali e operistiche e progetti didattici. Nel 2018 debutta alla Biennale Teatro di Venezia diretta da Antonio Latella con Jakob Von Gunten, tratto dal romanzo di Robert Walser. L’anno successivo presenta al Teatro India di Roma e al Verdi di Pordenone Questo è il tempo in cui attendo la grazia, monologo ispirato dalle sceneggiature di Pasolini e interpretato da Gabriele Portoghese. Dal 2019 ha fatto parte, insieme a DOM, Industria Indipendente, mk, Muta Imago, del progetto produttivo e abitativo del Teatro di Roma Oceano Indiano. Nel 2020 presenta alla Biennale Teatro di Venezia La filosofia nel boudoir del Marchese de Sade, spettacolo con cui, nel 2021, vince il Premio Ubu per la miglior regia.

Per il progetto digitale del LAC Lingua Madre. Capsule per il futuro firma la regia di Analisi Logica dal testo di Riccardo Favaro, lavoro selezionato all’Incontro del Teatro Svizzero 2022. Nel 2022 porta in scena Calderón di Pier Paolo Pasolini prodotto da ERT nell’ambito del progetto Come devi immaginarmi ideato da Valter Malosti con lo studioso Giovanni Agosti e realizzato all’interno del progetto internazionale Prospero Extended Theatre. Nel 2023 dirige Nottuari, tratto dalle opere di Thomas Ligotti, e debutta come regista di opera lirica con The turn of the screw di Benjamin Britten per I teatri di Reggio Emilia. Nel 2024 firma la regia di Ultimi crepuscoli sulla terra, ispirato alle opere di Roberto Bolaño. 

Sandro Lombardi

Attore, drammaturgo e scrittore. Diretto da Federico Tiezzi, ha interpretato, tra gli altri, testi di Aristofane, Beckett, Bernhard, Brecht, D’Annunzio, Luzi, Pasolini, Pirandello, Schnitzler. Di grande rilievo i suoi spettacoli da Giovanni Testori, che hanno rivoluzionato l’immagine dello scrittore lombardo. Per quattro volte, tra il 1988 e il 2002, ha ricevuto il Premio Ubu per la migliore interpretazione maschile. Ha inciso su cd le poesie di Pasolini e l’Inferno di Dante (Garzanti); Il teatro di Giovanni Testori negli spettacoli di Sandro Lombardi e Federico Tiezzi (Edizioni ERI); Cleopatràs di Giovanni Testori.

Le più recenti interpretazioni sono Antichi Maestri di Thomas Bernhard (2020), Scene da Faust di Johann W. Goethe e Il Purgatorio di Mario Luzi (2022). Con la sua prima regia ha diretto Anna Della Rosa in Erodiàs + Mater strangosciàs (produzione ERT del 2023). Fra teatro, musica e radio ha lavorato, tra gli altri, con Furio Bordon, Arturo Cirillo, Giancarlo Cobelli, Rainer W. Fassbinder, Roberto Latini, Claudio Longhi, Mario Martone, Riccardo Muti, Giorgio Pressburger, Carlo Quartucci, Pascal Rambert, Paolo Rosa, Giorgio Sangati, Fabrizio Sinisi, Fabio Vacchi. Ha pubblicato per Garzanti Gli anni felici, romanzo di formazione vincitore del Premio Bagutta Opera Prima nel 2004. Del 2009 è Le mani sull’amore (Feltrinelli), seguito nel 2015 da Queste assolate tenebre (Lindau), incentrato sul suo lavoro con Mario Luzi.

 

Casanova

di Fabrizio Sinisi

liberamente ispirato a Storia della mia vita di Giacomo Casanova

regia Fabio Condemi

con Sandro Lombardi

e con (in o.a.) Marco Cavalcoli, Simona De Leo, Alberto Marcello, Betti Pedrazzi

e con Tancredi Del Duca

scene e drammaturgia dell’immagine Fabio Cherstich

costumi Gianluca Sbicca

disegno luci Giulia Pastore

musiche e sound design Andrea Gianessi

assistente alla regia Andrea Lucchetta

produzione LAC Lugano Arte e Cultura

in coproduzione con Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, TPE – Teatro Piemonte Europa, Compagnia Lombardi Tiezzi e La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello

partner di produzione Gruppo Ospedaliero Moncucco – Clinica Moncucco e Clinica Santa Chiara

spettacolo presentato in collaborazione con Gruppo Hera

Personaggi e interpreti

Casanova                               Sandro Lombardi

Mesmerista                            Marco Cavalcoli

Henriette                                 Simona De Leo

Voltaire                                   Alberto Marcello

Marchesa D’Urfé                    Betti Pedrazzi

Casanova bambino                Tancredi Del Duca

 

 

 

 

Biglietteria

Tel. 059 301880 | biglietteria@emiliaromagnateatro.com

Aperta dal martedì al sabato ore 10.00 – 14.00; martedì e sabato anche ore 16.30-19.00

Vendita online: modena.emiliaromagnateatro.com | www.vivaticket.com

Biglietti: 30 / 8 €

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Pubblicato da
Roberto Di Biase

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