C.B. Ferrari: il Comune al tavolo per tutelare i lavoratori

21

“L’amministrazione farà quanto in suo potere per garantire un futuro all’azienda”. L’assessore Bosi ha risposto all’interrogazione di Camilla Scarpa (Sinistra per Modena)

MODENA – L’amministrazione comunale di Modena farà quanto in suo potere per garantire un futuro sul territorio alla C.B. Ferrari e parteciperà al tavolo istituzionale, che i sindacati richiederanno, con l’obiettivo di sostenere e tutelare i lavoratori modenesi. Lo ha detto Andrea Bosi, assessore alle Politiche per il lavoro, rispondendo in Consiglio comunale, nella seduta di giovedì 27 gennaio, all’interrogazione presentata da Camilla Scarpa (Sinistra per Modena) sulla situazione dei dipendenti dell’azienda metalmeccanica modenese che ha annunciato lo stop alla produzione sul territorio. L’assessore Bosi ha aperto la sua risposta comunicando di aver incontrato insieme al sindaco Gian Carlo Muzzarelli, proprio in occasione della risposta all’interrogazione, due rappresentanti dei dipendenti della C.B. Ferrari, “per esprimere loro solidarietà e vicinanza e l’impegno a fare quanto nelle nostre competenze per assicurare un futuro a Modena all’azienda”.

L’interrogazione ha preso il via dalla decisione dell’azienda, comunicata nel corso di un incontro con le rappresentanze sindacali che si è svolto il 13 gennaio, di cessare la produzione nell’impianto di via Curtatona e di dichiarare l’esubero per 17 addetti, in aspettativa retribuita fino a fine gennaio in attesa dell’avvio della procedura, mantenendo il rapporto di lavoro solo per sette dipendenti collaterali alla produzione. La consigliera, quindi, ha chiesto se l’amministrazione abbia avuto contatti con la proprietà, quali azioni si potranno portare avanti per salvaguardare l’occupazione e la produzione nello stabilimento di Modena, se si sia valutato di avviare un tavolo istituzionale per scongiurare la chiusura.

La C.B. Ferrari, che produce macchine fresatrici di precisione, attualmente è di proprietà del gruppo Jingcheng Holding Europe Gmbh, società interamente controllata da Beijing n.1 Machine tool, che occupa al momento oltre mille persone in tre stabilimenti in Germania, a Mornago (in provincia di Varese) e, appunto, a Modena.

L’assessore ha spiegato di aver contattato già nel mese di novembre l’amministratore delegato dell’azienda, “e risultano anche tentativi da parte della Fiom Cgil di Modena, che ha sollecitato la direzione a trovare una soluzione per la continuità produttiva, scontrandosi però con una generale indisponibilità al dialogo da parte dell’azienda”. Bosi ha concluso, quindi, auspicando l’avvio di un percorso sui tavoli istituzionali, regionale e del ministero, al quale sarà presente anche il Comune “per difendere il lavoro e i lavoratori modenesi”.

In replica, la consigliera Scarpa ha auspicato che il Comune “faccia tutto il possibile per evitare la chiusura dell’azienda”, scongiurando quindi “anche le ricadute sociali”. Ha quindi suggerito di “convocare subito un tavolo istituzionale con la proprietà e i rappresentanti sindacali”, pur nella consapevolezza che “la situazione è complicata dal fatto che l’azienda è presente anche in altre province e quindi la situazione riguarda pure altri territori”.