È bene ribadire che i box arancioni non sono autovelox attivi e, di conseguenza, non elevano sanzioni, ma costituiscono un efficace strumento di prevenzione allo scopo di ridurre velocità nell’interesse primario della sicurezza stradale e della tutela della vita umana.
Non esistono soltanto le istanze di chi lamenta multe ingiuste; esistono prima di tutto le esigenze degli utenti deboli della strada — pedoni, ciclisti, bambini, anziani, peraltro anch’essi rappresenti da svariate associazioni — che hanno il sacrosanto diritto di muoversi in città in sicurezza. È a loro che l’Amministrazione guarda, ed è per loro che è stata avviata la campagna “AttentaMente”. Un obiettivo, quest’ultimo, che si fatica davvero a immaginare come “ingiusto”.
L’associazione Altvelox sostiene di voler combattere quei Comuni che “fanno cassa” sfruttando il tema della sicurezza stradale con sanzioni ingiuste. A Piacenza il presupposto è del tutto sbagliato: qui non c’è alcun progetto finalizzato a comminare multe. Semmai esattamente il contrario: puntare al massimo della tutela della vita delle persone con il minimo delle sanzioni possibile e immaginabile. Non c’è alcun inganno: i box arancioni, ben visibili e riconoscibili, con tanto di segnaletica stradale, non contengono autovelox attivi ma hanno già dimostrato – dati alla mano – di produrre un effetto concreto, inducendo gli automobilisti a ridurre la velocità. A regime, con tutte le autorizzazioni e le modalità previste per legge, verrà installato un autovelox attivo a rotazione. Tutto ciò, come è evidente, ha l’unica finalità di prevenire gli incidenti provocati dall’alta velocità sulle strade urbane senza ricorrere a strutture “fisiche” ben più costose e impattanti come i dossi, ad esempio, che hanno controindicazioni serie. Una su tutte: rendono pericoloso il transito dei mezzi di soccorso o di polizia, ovvero gli unici che hanno pieno diritto, come è ovvio che sia, a viaggiare veloci nell’interesse della collettività.
È dunque legittimo domandarsi: quale sarebbe l’obiettivo di chi attacca questa iniziativa? Consentire forse agli automobilisti di correre a velocità folli nelle strade urbane?
Contrariamente a quanto sostenuto da Altvelox, l’Amministrazione comunale ha fornito la documentazione richiesta attraverso l’accesso agli atti, fatta eccezione per una minima parte della richiesta, formulata in termini troppo generici e non circostanziati. È pertanto totalmente falso affermare che non sia stato dato riscontro adeguato o trasparente.
Si ricorda, inoltre, che la stessa associazione è già stata oggetto di una denuncia per diffamazione da parte del Prefetto di Belluno, circostanza che conferma la tipologia di comunicazione particolarmente aggressiva e fuorviante adottata nei confronti delle istituzioni.
L’Amministrazione comunale di Piacenza conferma con decisione che il progetto “AttentaMente” è stato avviato con l’unico obiettivo di rafforzare la sicurezza sulle strade cittadine e tutelare la vita dei cittadini, senza finalità sanzionatorie o di altra natura.
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