Borsa di ricerca su “Nuovi percorsi dalla istruzione e formazione al lavoro: le innovazioni nell’alta formazione in Emilia-Romagna”

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emilia-romagna-news-24EMILIA ROMAGNA – L’obiettivo della ricerca

La attività di ricerca si rende necessaria al fine di affrontare ed analizzare i processi di cambiamento e di innovazione in atto nei seguenti ambiti.

  1. I mutamenti in atto nella organizzazione della produzione, da un lato, e del lavoro, dall’altro.

Si manifestano come rilevanti, infatti, gli effetti delle nuove tecnologie leggere e diffuse, i cambiamenti nei prodotti e nei servizi di marketing e di distribuzione, la progressiva uscita di lavoratori giovani da imprese caratterizzate da tecnologie e organizzazione del lavoro di carattere tradizionale, la ricerca di nuovi lavori flessibili, digitali, con tempi più ampi per altre attività anche in ambiti dove gli interessi economici non sono prevalenti.

  1. I mutamenti nella organizzazione dei percorsi di istruzione e formazione tecnica oltre la fase scolastica, prima dell’accesso alla formazione universitaria.

A tale scopo vanno presi in considerazione alcuni ambiti di cambiamento e di innovazione in fase di espansione e di rafforzamento:

  • la crisi e la trasformazione dei Centri di formazione professionale che affiancavano i percorsi di istruzione superiore tecnica e professionale del sistema scolastico
  • l cambiamenti e le integrazione negli istituti scolastici di istruzione tecnica da un lato e di istruzione professionale dell’altro
  • la domanda delle imprese nei confronti degli istituti scolastici di istruzione tecnica e professionale di giovani formati con orientamento alle imprese, anche attraverso i periodi di tirocinio durante e successivi alla frequenza scolastica
  • l’avvio di nuove iniziative di alta istruzione e formazione tecnica e professionale di livello superiore, sulla base di convenzioni regionali tra: enti di formazione legati alle imprese, uffici scolastici regionali preposti agli istituti di istruzione tecnica e professionale, organizzazioni rappresentative delle imprese nei diversi settori, centri di ricerca applicata presso le Università, da cui si originano i corsi di Istruzione e formazione tecnica superiore (Icts).
  • ampliamento e differenziazione dei percorsi di accesso alla formazione universitaria
  • riconfigurazione dei rapporti di comunicazione, scambio e collaborazione con i Centri per l’impiego distribuiti sul territorio regionale.
  1. Occorre, quindi, prestare una crescente attenzione alla transizione verso un nuovo sistema di alta formazione tecnica, professionale, che in connessione con la istruzione scolastica di base e la formazione universitaria.

Da ciò, si possono trarre specifici obiettivi di ricerca:

  • gli accordi in atto tra Regione, istituti di istruzione tecnica e professionale (Its), enti di formazione professionale convenzionati, organizzazioni rappresentative delle imprese
  • iniziative attivate di centri e strutture finalizzati ad attivare – con gli accordi con i diversi partner – di corsi di Istruzione e Formazione Tecnica Superiore (Ifts), i settori produttivi interessati, la presenza e distribuzione di tali centri sui diversi territori della regione
  • I programmi e i progetti attivati dai diversi centri di promozione e di gestione dei corsi Ifts e la loro connessione con i settori produttivi della economia regionale
  • la valutazione sperimentale degli esiti prodotti dai centri e sedi dei corsi Ifts presenti in ambito regionale
  • la valutazione dei rapporti di interazione e integrazione tra sistemi scolastici territoriali e centri di formazione e di ricerca delle Università presenti nella Regione.

Chi può partecipare

Il progetto è rivolto a:

  • Neolaureati (laurea triennale, laurea magistrale, master), laureandi (laurea triennale, laurea magistrale, master), dottorandi di ricerca, nell’ambito delle scienze naturali, ambientali, economiche e sociali;
  • Giovani ricercatori (dottori di ricerca, ricercatori disoccupati o con contratti atipici) che presentino un curriculum coerente alla richiesta della borsa di ricerca.

I candidati dovranno essere residenti in uno dei comuni della Romagna Forlivese, Ravennate, Cesenate, Riminese.

Non saranno ammesse le domande di coloro che abbiano già compiuto il 35esimo anno di età alla data di scadenza del bando.

Il bando è pubblicato nel sito web del Centro Studi Melandri  www.centrostudileonardomelandri.it

Criteri di selezione

Saranno valutati i seguenti elementi:

– curriculum vitae;

– pubblicazioni ed altri titoli tecnico-scientifici;

– coerenza con le esperienze e le conoscenze del candidato

Somma disponibile per il titolare della borsa

La borsa di ricerca ammonta a euro 3.000, comprensivo delle eventuali spese sostenute dal borsista per la realizzazione della ricerca.

La gestione finanziaria verrà curata dal Centro studi L. Melandri, che coordinerà direttamente le erogazioni, che avverranno con le seguenti modalità:

  • acconto del 20% all’assegnazione;
  • 50% al raggiungimento delle 250 ore di attività, previa presentazione di una relazione sullo stato di avanzamento della ricerca;
  • 30% alla conclusione delle attività.

Le attività connesse alla Borsa si svolgeranno presso la sede e le sedi interessate a coinvolgersi attivamente al lavoro di ricerca.

Gli importi verranno erogati unicamente mediante bonifico sul conto corrente intestato al borsista tenuto presso uno degli sportelli della Banca di riferimento del Centro studi L. Melandri.

Tempi di svolgimento della ricerca

La ricerca dovrà iniziare non oltre il 1 ottobre 2022 e terminare entro il 30 settembre 2023

Tempi di assegnazione della borsa

Le domande debbono pervenire per e- mail presso info@centrostudileonardomelandri.it entro il giorno 20 settembre 2022.

L’assegnazione della borsa di ricerca avverrà entro il mese di settembre 2022

BANDO PER L’ASSEGNAZIONE DELLA BORSA

Il Centro Studi Leonardo Melandri e la Società SER.IN.AR.

con il contributo di CONFINDUSTRIA ROMAGNA,

propongono il seguente

Bando per una Borsa di ricerca

sul tema:

Nuovi percorsi dalla istruzione e formazione al lavoro:

le innovazioni nell’alta formazione in Emilia-Romagna