La ricerca di artisti che condividano un sentimento di emergenza, intesa come urgenza rispetto ai tempi moderni e al ruolo dell’arte, si è tradotta per Irene Finiguerra, curatrice di BI-BOx, nel coinvolgimento di GEC e BR1, entrambi caratterizzati da percorsi profondamente radicati nello spazio pubblico e le cui opere riflettono due modi complementari di intendere l’arte come intervento: un’azione che si nutre di linguaggi popolari e immediati e, proprio per questo, è capace di aprire domande complesse sul nostro tempo.
Il pubblico che visiterà lo stand, avrà da subito la sensazione di trovarsi di fronte a un cortocircuito: ciò che siamo abituati a incontrare per strada – la poster art, l’icona pop, la figura che ci interroga da un muro – entra nello spazio codificato della fiera, ma senza perdere la propria urgenza. Anzi: la fiera diventa una lente che mette in evidenza una tensione essenziale, quella tra immagine come merce e immagine come presa di posizione. BI-BOx lavora da sempre in questo punto instabile, dove l’energia dell’urbano non è “decorazione” ma linguaggio critico, e dove l’ironia non alleggerisce, semmai affila.
Dalla serie legata ai Gratta&Vinci (grattare, sperare, perdere), realizzata l’impiego di migliaia di tagliandi usati, raccolti attraverso una rete di tabaccai e utenti; a Marilyn, simbolo globale di glamour e seduzione, che qui diventa una centralinista da call center, il volto disegnato su dispense universitarie: nei progetti di GEC, il coinvolgimento del pubblico non è un accessorio comunicativo, ma la sostanza stessa del lavoro, il motore che rende visibile ciò che normalmente resta sommerso nelle nostre abitudini di consumo, nelle retoriche della pubblicità, nelle gerarchie di classe, nel rapporto ambiguo con la tecnologia e con l’ambiente.
Se con GEC lo sguardo attraversa consumo, promessa e partecipazione, con BR1 lo stand si apre su un’altra linea di tensione: il confine. BR1 lavora da anni nello spazio pubblico con interventi effimeri e spontanei, spesso non autorizzati, costruiti attraverso poster dipinti a mano e installati in luoghi carichi di significato sociale. A BOOMing 2026, BI-BOx presenta un’opera inedita, che segna un punto di sintesi e di maturità della sua ricerca: Eternal feeling to escape from something or somewhere. Il dipinto non si presta a una lettura univoca. Un muro alto, il filo spinato, il tentativo di superare un limite che appare invalicabile: l’immagine condensa dinamiche che attraversano la nostra contemporaneità, dai conflitti ancora aperti alle rivolte represse, dai confini geopolitici a quelli interiori. Andare oltre quel muro richiede uno sforzo fisico e mentale, lo stesso di chi, nel passato, non accettava lo status quo imposto dal potere e ha attivato rivoluzioni, o di chi ha intrapreso viaggi verso mondi in gran parte sconosciuti.
La fiera si svolge a Palazzo Isolani (via S. Stefano 16, Bologna). Saranno presenti allo stand, Irene Finiguerra, curatrice di BI-BOx Art Space e gli artisti Gec e BR1.
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