Avviato nell’Ateneo di Parma il progetto “METACYL” su nuove metodologie per la funzionalizzazione di composti aromatici

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Il progetto, finanziato dal Programma Europeo Horizon 2020, sarà condotto dal ricercatore Vinayak Botla sotto la supervisione di Nicola Della Ca’, docente del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale

PARMA – È entrato da poco in piena attività nei laboratori chimici dell’Università di Parma il progetto Catalytic META C-H ACYLation of arenes–METACYL. Questo progetto, della durata di due anni, è finanziato dal Programma Europeo Horizon 2020 (Marie Skłodowska-Curie Actions) e sarà condotto dal ricercatore Vinayak Botla sotto la supervisione di Nicola Della Ca’, docente di Chimica Industriale al Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale.

Prima dell’inizio di questo progetto, Vinayak Botla ha lavorato allo sviluppo di metodologie di sintesi innovative di composti di interesse farmaceutico presso l’Osmania University (Hyderabad, India) e svariate industrie di settore.

L’oggetto della ricerca del progetto METACYL è una nuova promettente metodologia di sintesi catalitica basata sulla combinazione delle reazioni di carbonilazione con la strategia di attivazione selettiva dei legami C-H aromatici. In questo contesto, le reazioni di carbonilazione rappresentano uno strumento versatile per l’inserimento di gruppi funzionali come acidi, chetoni, esteri, ammidi su substrati organici largamente disponibili. D’altra parte le strategie che prevedono l’attivazione di legami C-H presentano un’elevata economia di atomi e sono altamente sostenibili dal punto di vista ambientale, poiché non è necessaria la prefunzionalizzazione dei reagenti di partenza.

L’attivazione selettiva di legami C-H in posizione meta su un anello aromatico e la loro successiva funzionalizzazione attraverso reazioni di carbonilazione rappresenta un obiettivo ambizioso ma altamente innovativo nel panorama internazionale della catalisi metallica, che consentirà di accedere in modo diretto e più sostenibile a strutture molecolari complesse e potenzialmente utili nel campo della chimica fine.

Foto dal sito dell’Università di Parma