REGGIO EMILIA – Giuliano Ravazzini
Titolo: Mimesi
Dialogo contemporaneo sulla croce
Cattedrale-Museo Diocesano
Reggio Emilia Dal 21/03 al 30/04/2026
Le opere in legno e argilla, collocate nei Musei Diocesani di Reggio Emilia e nella cripta della Cattedrale, saranno visibili fino al 30 Aprile 2026, si tratta di tre sculture contemporanee raffiguranti il simbolo della croce.
Le croci esposte in questi spazi sospesi tra la devozione e silenzio si mimetizzano integrandosi fra gli antichi oggetti sacri.
La mimesi appunto è l’obiettivo dell’artista che in un’epoca dominata dal culto della visibilità, dove l’esistenza si misura in like e l’identità si costruisce attraverso l’esposizione, sceglie il mimetismo che si configura non come una ritirata, ma come un autentico atto di resistenza filosofica.
La poetica della discrezione, delineata in queste opere, rappresenta un ribaltamento radicale dei paradigmi estetici e etici che governano il nostro rapporto con il mondo.
Il legno, segnato da venature e dorature consunte, porta in sé la memoria di ciò che non è mai stato. È materia che finge l’antico, ma proprio in questa finzione ritrova una verità più profonda quella della continuità del sacro, che non conosce epoche.
Nel contesto dei musei diocesani, le sculture di Ravazzini si comportano come presenze mimetiche: non interrompono la narrazione del luogo, ma la prolungano. Il loro dialogo con le croci medievali e rinascimentali non è fatto di contrasti, ma di consonanze.
Esse chiedono di essere accolte, non riconosciute; di appartenere piuttosto che di emergere. Così, l’artista si misura con il rischio dell’invisibilità un rischio che è anche un atto di fede nell’opera stessa.
E forse è proprio in questo continuo rinnovarsi della sua immagine che il simbolo del sacro trova la sua verità più autentica: non nell’età delle cose, ma nella capacità di continuare a parlare.
Ogni croce di Ravazzini è un atto di ascolto della materia, della luce, della memoria.
È una mimesi spirituale, una presenza che, pur silenziosa, ridefinisce il nostro modo di vedere il tempo.
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