“Amore in tre tempi” domenica 7 settembre al Teatro Socjale di Piangipane

Jacopo Rivani

RAVENNA – Domenica 7 settembre 2025 alle ore 20.00 il Teatro Socjale di Piangipane ospiterà la nuova produzione de La Corelli, “Amore in tre tempi”. Un trittico di opere da camera concepito per raccontare l’amore nelle sue mille sfaccettature, tra ironia, tensione e disincanto. Il format della serata è coinvolgente e immersivo: tra un’opera e l’altra il pubblico potrà condividere un momento gioviale con i celebri cappelletti e il sangiovese del Teatro Socjale, in un piacevole alternarsi di palco e tavola, arte e convivialità.

«Le tre brevi opere in scena sono tre autentici gioielli che hanno molto in comune – spiega il regista Lorenzo Giossi – Il tema della relazione tra uomo e donna le lega come tre episodi della stessa storia. Ma ciò che le rende davvero intriganti è la componente delirante: ogni vicenda ha un momento in cui tutto collassa e prende una strada fantastica». Si comincia con La scuola di guida di Nino Rota (1959), delizioso atto unico su libretto di Mario Soldati che mette in scena l’incontro-scontro tra un timido istruttore (“Lui”) e la sua allieva (“Lei”). Qui, osserva Giossi, «abbiamo il sogno di Lei, che immagina di viaggiare in tutto il mondo con l’amore della sua vita, mentre lui tenta di riportarla coi piedi per terra (o sul freno!), tra gag da avanspettacolo». Segue The Discussion (2025), nuova composizione in prima assoluta di Danilo Comitini, un atto unico pensato come ponte drammaturgico e incentrato sull’acceso battibecco tra due partner in uno spaccato di vita quotidiana realistico e incalzante. «È sempre bello poter lavorare su una composizione nuova – racconta Giossi – perché apre la nostra mente a nuovi linguaggi e a nuovi modi di intendere vita e musica. Fin dalle prime chiacchiere con il maestro Comitini è emersa complicità e identità di vedute: lo spartito suggeriva già con chiarezza l’impronta da dare in scena». Chiude il trittico Il Telefono (1947) di Gian Carlo Menotti, breve opera comica che riflette, in maniera sorprendentemente attuale per i tempi, sul ruolo sempre più ingombrante della tecnologia nelle relazioni. «Ben, il fidanzato che tenta invano di chiedere all’amata di sposarlo, vede il telefono come un mostro con migliaia di teste e un ombelico di acciaio. Ho voluto trasformare questo piccolo oggetto in un vero e proprio titano che divide e imprigiona, un’idra che avvolge il protagonista nella sua coda infinita», spiega Giossi.

La regia e la scenografia dello spettacolo giocano su un equilibrio di realismo e fantasia: «Ogni storia è ambientata negli anni ’40 e caratterizzata da un colore dominante che crea continuità tra i tre atti. Le scene si muovono costantemente tra realtà e fantasia, trasformandosi in un continuo gioco visivo che accompagna il delirio dei personaggi: tavoli che diventano locomotive, fondali che ruotano, alberi che compaiono all’improvviso. Tutto azionato a mano, come in un grande fumetto, in omaggio anche al sodalizio Rota-Fellini», aggiunge il regista.

Il soprano Mariska Bordoni e il baritono Gianandrea Navacchia danno voce ai protagonisti delle tre opere, accompagnati dall’Orchestra La Corelli diretta da Jacopo Rivani. Lorenzo Giossi cura regia e scenografia con la collaborazione di Marco Montanari. Ai costumi Giulia Merlini; Gabriele Fiorio maestro collaboratore e assistente alla direzione; alle luci Luca Galeati; direttore di produzione Nicola Nieddu.

Biglietteria: intero a 20 €; ridotto per gli under-25 a 15 €. La formula include spettacolo, un piatto di cappelletti e un bicchiere di vino. I posti sono limitati e per questo è vivamente consigliata la prenotazione all’indirizzo: biglietteria@lacorelli.it.

Lo spettacolo nasce in coproduzione con il Teatro Marrucino di Chieti, con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Ravenna, e con il supporto di AIAM, TUKE S.A.S. e D3M3.