La rassegna “Identità e alterità”, curata da Leonardo Gandini e Chiara Strozzi dell’Università di Modena e Reggio Emilia in collaborazione con l’associazione Intendiamoci e la Tenda, giunta alla seconda edizione, propone quest’anno pellicole degli anni ’60 declinate in due micro-temi: cinema e impegno, e conflitto generazionale.
In bianco e nero, ambientato in una Milano fredda e ostile e raccontato dal punto di vista di chi è costretto a migrare, il film racconta la tragedia familiare di Rosaria Parondi che, dopo essere rimasta vedova, si trasferisce dalla Lucania a Milano, dove già abita il primogenito Vincenzo, con gli altri quattro figli: Simone che inizia una carriera come pugile, Rocco, garzone in una stireria, Ciro operaio specializzato e Luca, il più giovane che si ingegna in qualche lavoretto per aiutare la madre. Simone ha una relazione con una donna di strada, Nadia, della quale dopo qualche tempo si innamora anche Rocco e questo innesca la tragedia. Ispirato a un romanzo di Giovanni Testori e sceneggiato, oltre che dallo stesso Visconti, anche da Suso Cecchi d’Amico, Pasquale Festa Campanile, Vasco Pratolini, Massimo Franciosa ed Enrico Medioli, con le musiche di Nino Rota, il film vede Alain Delon nei panni di Rocco e Annie Girardot in quelli di Nadia.
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