Una trentina di istantanee in bianco e nero, raffiguranti piante di diverse specie e dimensioni che, come sottolinea l’autore, “immobili e silenziose si sono fatte trovare. Ritraendo questi alberi spogli ho provato una grande gioia per il loro grafismo, la loro imponenza o la loro esilità, comunque la loro dignità! Sono in particolare i mesi freddi – spiega Balordi – a permetterci di apprezzare queste meraviglie della natura nella loro fragilità, con i loro difetti, le loro ferite, le loro rughe, segni del tempo che passa e della lotta contro le avverse situazioni ambientali, ma anche la loro stupefacente bellezza, nella perfezione e nella varietà della trama dei rami protesi verso il cielo, nelle altre stagioni impossibili da cogliere”.
La mostra rientra tra le iniziative della rassegna “L’ultimo albero, un percorso artistico-culturale attraverso i segreti della natura, i cambiamenti climatici e le responsabilità dell’uomo”, che anche nel nuovo anno proporrà diversi eventi sul tema. Giuseppe Balordi è appassionato di fotografia e i suoi scatti, stampati su carta baritata, sono stati esposti in diverse rassegne personali e collettive tra cui “Non solo alberi”, ospitata al Museo di Storia Naturale.
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