Ravenna

Alla Fondazione Sabe per l’Arte, spazio alla danza contemporanea con “Dedica” di Sara Sguotti

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In attesa della terza mostra dell’anno, tanti appassionati di danza hanno ‘invaso’ la galleria per assistere e partecipare alla performance “Dedica” di Sara Sguotti, inserita nel cartellone del festival di danza urbana e d’autore “Variazioni per Ammutinamenti”

RAVENNA – In attesa dell’avvio ufficiale della nuova stagione d’arte a inizio ottobre, la Fondazione Sabe per l’Arte di Ravenna, il 5 settenbre, ha aperto le porte agli appassionati di danza. Dopo la buona riuscita delle passate stagioni, prosegue per il quinto anno la collaborazione con l’Associazione Cantieri che propone il festival di danza urbana e d’autore, quest’anno ribattezzato “Variazioni per Ammutinamenti”.

Tanti amanti di arte e danza hanno gremito le sale di via Pascoli 31, per ammirare uno degli ultimi lavori dell’autrice e performer Sara Sguotti, Premio Ubu 2024 come miglior attrice e performer Under 35: “Dedica”. Una performance di circa 30 minuti, su musica originale di Pierpaolo Vacca, che nasce dall’incontro tra corpo, spazio e suono: un’esperienza intima e condivisa, fondata sull’ascolto, sull’adattamento e sulla sincerità del gesto, omaggio al nostro continuo trasformarci. Il progetto è stato prodotto dal Centro di Produzione della Danza Cango/Firenze con cui Sguotti collabora dal 2025.

Da sempre interessata al corpo singolo e collettivo, e amante dei grovigli di pensieri, Sguotti è un’artista nata a Padova nel 1990 che ama spaziare – nella sua pratica coreografica – dalla ricerca in spazi solitari e intimi, all’altrove immaginativo. Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti e in Design della Moda, lavora e collabora come danzatrice e performer per diverse compagnie e artisti, quali: compagnia Virgilio Sieni, compagnia Anton Lachky, Damien Jalet, Roberto Magro, Simona Bertozzi, Cristina Kristal Rizzo, Nicola Simone Cisternino, Tommaso Serratore e tanti altri. La sua ricerca personale inizia con “S.solo” (vincitore di DNA Appunti Coreografici e della Vetrina Anticorpi nel 2017). Tra gli altri suoi lavori figurano “S.rituale”, “It’s Hard To Be Human” e “Dedica”, “Crepa”. Le sue creazioni sono state presentate in importanti contesti nazionali e internazionali, tra cui Brighton Fringe FestivalTanzhaus Zürich e K3 Kampnagel di Amburgo. Nel 2024 vince il Premio Ubu come Miglior Attrice e Performer Under 35.

L’idea di base della coreografia intitolata “Dedica” si sviluppa attraverso l’invito a instaurare un dialogo profondo con uno spazio fisico e un suono unico, esclusivo e irripetibile. «Ogni volta – spiega Sara Sguotti –, la struttura dell’opera è profondamente influenzata e modellata dall’ambiente in cui prende vita, trasformandosi in una partitura che si lascia guidare dall’architettura dello spazio stesso». Nella suggestiva sala della Fondazione Sabe, caratterizzata da soffitti alti con architravi e una grande finestra sul fondo che è come un quadro, gli spettatori sono rimasti colpiti dalla grazia e dall’energia della danzatrice. L’incontro con il luogo, il pubblico e il suono genera un’atmosfera carica di significato, una sorta di rituale magico in cui l’intimità diventa il veicolo per una riflessione profonda e personale.

Grazie alle mani di Sguotti che si distendono, come a chiedere un aiuto o un semplice contatto, il pubblico è invitato a immergersi nel suo lavoro, per un’esperienza che supera il semplice atto del guardare. “Dedica” si propone infatti di ritrovare una comunicazione sincera, concreta e tangibile, che accetta il rischio dell’errore e, al contrario, integra l’imprevisto e l’adattamento istantaneo all’interno dell’atto creativo. «In questo modo – conclude Sguotti –, il progetto si configura come un tributo all’essere umano, una celebrazione della nostra costante e spesso necessaria capacità di evolvere, da cui scaturisce un piacere tanto sottile quanto originale».

Il prossimo appuntamento con la danza, sempre nell’ambito di “Variazioni per Ammutinamenti” è per sabato 12 settembre, con due repliche (alle 17 e alle 19), con “Swinging is like saying no no no” di Marta Magini, proposto in occasione della “Vetrina della giovane danza d’autore”. Dopo la parentesi dedicata alla danza, da ottobre, la Fondazione Sabe tornerà a indagare e ad accostare linguaggi diversi, con la terza mostra del 2026. Sin dalla sua fondazione, la galleria – aperta da Norberto Bezzi insieme alla moglie-artista Mirella Saluzzo –, sta lavorando per diventare un punto di riferimento per la promozione e la diffusione dell’arte contemporanea in città attraverso mostre, incontri, proiezioni e altre attività culturali.

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Pubblicato da
Roberto Di Biase

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