Al via il “Cuore di Lituania”

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Danza e cinema dal paese baltico a Teatri di Vita, Bologna, 5-8 maggio

BOLOGNA – Soffia dal Baltico una straordinaria vitalità creativa, unita alla precarietà di una posizione che la geopolitica degli ultimi anni ha reso problematica. “Cuore di Lituania” è un omaggio al primo Paese resosi indipendente dall’Unione Sovietica nel 1990, e a cui Teatri di Vita aveva dedicato il suo primo festival internazionale, esattamente 30 anni fa, nel 1996. Quel festival “Lietuva!” fu all’origine dei futuri festival internazionali di Teatri di Vita dal titolo “Cuore di…”, che dal 2005 hanno caratterizzato la programmazione del nostro centro: ecco, dunque, chiudere il cerchio con “Cuore di Lituania”, in programma a Teatri di Vita (piazzetta Sergio Secci 1, Bologna; tel. 333.4666333; teatridivita.it): da martedì 5 maggio a venerdì 8 maggio.
Ad inaugurare la rassegna sarà proprio uno dei protagonisti del festival di 30 anni fa, il musicologo e primo Presidente della Repubblica Lituana, l’ultranovantenne Vytautas Landsbergis che invierà un video di saluti. In programma, due spettacoli di danza in prima nazionaleTogether Alone della compagnia Low Air (giovedì 7), indagine a due sull’identità del performer maschile, utilizzando i linguaggi della danza contemporanea, dell’hip hop e dei balli popolari lituani; e Under the Sun di Oksana Griaznova (venerdì 8), performance coreografica giocata sul corpo nel limite di uno spazio ristretto. Inoltre, quattro film recentissimi, reduci dai maggiori festival internazionaliSlow di Marija Kavtaradze (2023), premiato al Sundance Festival, storia della relazione tra un’insegnante di danza e un interprete del linguaggio dei segni; Toxic di Saulė Bliuvaitė (2024), vincitore di numerosi premi tra cui il Pardo d’Oro al Festival di Locarno, storia di un’amicizia morbosa tra due ragazze in una scuola per modelle; The activist di Romas Zabarauskas (2025), che ci porta nel mondo dei giovani neonazisti, tra i quali si infiltra un ragazzo gay dopo l’uccisione del suo compagno; Laguna di Šarūnas Bartas (2025), viaggio di un padre e una figlia nei paesaggi messicani sulle tracce di una sorella scomparsa.
Il festival “Cuore di Lituania” è parte di “Cultura Lituana in Italia 2025-2026“, realizzato dall’Istituto di Cultura Lituano e dall’Ambasciata della Repubblica di Lituania nella Repubblica Italiana. Le attività del Centro di Produzione Teatrale Teatri di Vita sono sostenute dal Ministero della Cultura, dalla Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna | Settore Cultura e Creatività.

SCHEDE

martedì 5 maggio
Slow
(LT-ES-SE, 2023)
regia e sceneggiatura Marija Kavtaradze
con Greta Grinevičiūtė, Kęstutis Cicėnas
sottotitoli italiani
preceduto dal video di saluti di Vytautas Landsbergis
Un’insegnante di danza e un interprete della Lingua dei Segni s’incontrano e instaurano un bellissimo legame, ma devono capire come costruire la loro intimità. Girato in pellicola 16mm, il film racconta la relazione tra due trentenni: Elena e Dovydas. La coppia cerca di far funzionare la relazione nonostante le diverse esigenze e aspettative sessuali. Un ritratto intimo di una storia d’amore improbabile eppure così vicina e credibile. Come ha dichiarato la regista, “inizialmente ritenevo che questo film dovesse parlare di sessualità, ma man mano che scavavo nei miei personaggi e cambiavo insieme a loro, mi sono resa conto che in fondo il film tratta soprattutto del bisogno delle persone di creare un legame e di mantenerlo nel tempo”.
Marija Kavtaradze, nata nel 1991, laureata nel 2014 all’Accademia lituana di musica e teatro, è al suo secondo film dopo Summer Survivors, presentato in anteprima al Toronto IFF. Slow si è aggiudicato numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui il premio per la miglior regia nella sezione World Cinema – Dramatic del Sundance Film Festival.
mercoledì 6 maggio
Toxic
(Akiplėša, LT, 2024)
regia e sceneggiatura Saulė Bliuvaitė
con Ieva Rupeikaitė, Vesta Matulytė, Giedrius Savickas, Vilma Raubaitė, Eglė Gabrėnaitė
sottotitoli italiani
Abbandonata dalla madre, la tredicenne Maria è costretta a vivere con la nonna in una squallida città industriale. Durante un violento scontro per strada, Maria incontra Kristina, una ragazza della sua stessa età che aspira a diventare una modella. Nel tentativo di avvicinarsi a lei, Maria si iscrive a una misteriosa scuola di moda, dove le ragazze si stanno preparando per il più grande casting della regione. Il suo ambiguo rapporto con Kristina e l’ambiente intenso e quasi settario della scuola di moda spingono Maria a intraprendere un percorso alla scoperta della propria identità.
Saulė Bliuvaitė è regista e sceneggiatrice. Ha iniziato la carriera con diversi cortometraggi, collaborando anche alla sceneggiatura di Isaac, il film lituano candidato al Premio Oscar 2022 per il miglior film internazionale. Toxic, lungometraggio d’esordio, è stato presentato in anteprima nella sezione internazionale del Festival del Cinema di Locarno, dove ha vinto il prestigioso Pardo d’Oro, ottenendo successivamente numerosi altri riconoscimenti internazionali.
giovedì 7 maggio
Together Alone (Vienudu)
idea Airida Gudaitė
coreografia Laurynas Žakevičius, Rokas Šaltenis, Airida Gudaitė
performer Laurynas Žakevičius, Rokas Šaltenis
musica Agnés M, Marta Finkelštein
light designer Eugenijus Sabaliauskas
costume designer Rūta Kyguolytė
prima nazionale
Il duetto dei danzatori Laurynas Žakevičius e Rokas Šaltenis si configura come un dialogo con sé stessi e con l’altro. Esplorando i movimenti e la loro fluidità nella break dance, e al contempo confrontandoli con la danza popolare lituana, si cerca una forma in cui far rientrare l’identità del danzatore maschile. Diventando riflessi reciproci, nel mondo odierno di norme, pregiudizi e stereotipi, si tenta di tornare a sé stessi, di trovare forza nella sensibilità, di riconoscersi nell’altro e di percepire l’altro, nella dualità.
Laurynas Žakevičius è un pedagogista sociale, istruttore di programmi di prevenzione del bullismo, danzatore e insegnante. Ha fondato il Low Air Dance Theatre, primo teatro in Lituania basato sui principi della danza urbana.
Rokas Šaltenis, noto come B-Boy Rukus, è un danzatore di breakdance lituano, noto per aver partecipato a eventi internazionali e per il suo lavoro con il Low Air Dance Theatre.
giovedì 7 maggio
The Activist
(Aktyvistas, LT, 2025)
regia Romas Zabarauskas
sceneggiatura Romas Zabarauskas, Marc David Jacobs, Vitalija Lapina
con Robertas Petraitis, Vaslov Goom, Teklė Baroti, Simas Kuliešius, Elvinas Juodkazis
sottotitoli italiani
Andrius, ventenne che lavora in una tipografia, è scettico sull’attivismo LGBTQ+ del fidanzato Deividas e teme le minacce dei neonazisti. Deividas è il leader di Rainbow Kaunas, un gruppo che sta organizzando il primo Pride nella seconda città più grande della Lituania. Una notte, Andrius torna a casa e trova Deividas assassinato. Di fronte all’indifferenza della società e della polizia, decide così di prendere in mano la situazione e trovare da solo il colpevole, infiltrandosi proprio tra le fila del gruppo neonazista.
Romas Zabarauskas, nato nel 1990, è regista, sceneggiatore e produttore cinematografico. Nel 2012 ha fondato la società di produzione Naratyvas ed è membro dell’Accademia Europea del Cinema. Al suo attivo ha diversi film: We Will Riot, Nuo Lietuvos nepabegsi, Advokatas, The Writer.
venerdì 8 maggio
Under the sun (Po saule)
ideato e interpretato da Oksana Griaznova
prima nazionale
Un piccolo mondo di un metro quadrato: dentro i suoi confini, l’artista cammina senza sosta, tracciando percorsi invisibili, compiendo gli stessi passi più e più volte, ma ogni passo in avanti sembra riportare allo stesso punto. L’opera esplora l’idea che ognuno di noi viva in un mondo a sé stante, un mondo che ereditiamo, abitiamo e che (ri)creiamo costantemente.
Oksana Griaznova, danzatrice e coreografa, si è diplomata presso il North-Karelia College di Outokumpu, in Finlandia, e ha poi studiato a Francoforte. Ha danzato, tra l’altro, nella compagnia Aura Dance Theatre.
venerdì 8 maggio
Lagūna
(LT-F, 2025)
regia Šarūnas Bartas
sceneggiatura  Geoffroy Grison, Šarūnas Bartas
con Ina Marija Bartaitė, Šarūnas Bartas, Una Maria Bartaitė, Bryan Ordonez Ruiz
sottotitoli italiani
Sulla costa pacifica del Messico, nella terra che Ina Marija scelse come dimora prima di morire prematuramente, sua sorella Una e suo padre Šarūnas intraprendono un viaggio per ripercorrere i suoi passi. Come ha scritto Giampiero Raganelli, per il noto regista lituano l’elaborazione del lutto per la figlia passa per un viaggio insieme all’altra figlia, nella foresta di mangrovie messicana a contatto con la popolazione indigena, nella consapevolezza dei cicli chiusi naturali della vita e della morte, e della serena rassegnazione della cultura indigena. Un tuffo catartico fuori dalla civiltà che è anche un tuffo nel suo cinema, nelle sue tipiche atmosfere e tematiche.
Šarūnas Bartas è regista e produttore e una delle personalità cinematografiche più significative del cinema baltico. Dopo i primi film Trys dienos e Koridorius (presentato a Bologna in collaborazione con la Cineteca, nell’ambito del festival che Teatri di Vita ha dedicato alla Lituania nel 1996), ha realizzato numerose altre opere, come Lontano da Dio e dagli uomini, Namai, Freedom, Frost, che hanno attraversato i festival internazionali vincendo numerosi premi, da Berlino a Cannes, da Venezia a San Sebastian.