Riccione

Al via il 99° Congresso SIU: nel tumore della vescica la biopsia liquida guida la terapia e raddoppia il periodo libero da malattia nei pazienti operati

RICCIONE (RN) –  Biopsia liquida e immunoterapia raddoppiano il periodo libero da malattia nei pazienti operati per tumore della vescica con DNA tumorale circolante positivo; nella prostata a basso rischio la sorveglianza attiva raggiunge il 97% di sopravvivenza cancro-specifica a 15 anni, evitando trattamenti non necessari;

  • IA, robotica e biologia molecolare rendono le cure sempre più mirate, dalla diagnosi alla sala operatoria;
  • Nasce l’Uroforum, il nuovo spazio di confronto tra urologi e Istituzioni su prevenzione e liste d’attesa. Al Congresso anche il dibattito sul nuovo rapporto medico-paziente nell’era digitale.

Non curare di più, ma curare meglio. È questa la nuova sfida dell’urologia al centro del 99° Congresso Nazionale della Società Italiana di Urologia (SIU), in programma a Riccione dal 28 al 31 ottobre. Una trasformazione che porta la medicina oltre il paradigma della personalizzazione della cura al momento della diagnosi, verso una Terapia Adattativa, capace di modificare nel tempo le scelte terapeutiche sulla base dell’evoluzione della malattia e delle condizioni del paziente.

Diagnostica per immagini e molecolare, biomarcatori, biopsia liquida, intelligenza artificiale, chirurgia robotica e nuovi farmaci stanno cambiando il modo di affrontare le principali patologie urologiche. Tecnologie che non servono soltanto a rendere più precisi gli interventi, ma soprattutto a capire quando intervenire, quanto trattare e quando, invece, è possibile ridurre o evitare l’intensità delle cure.

“Oggi stiamo assistendo a una profonda trasformazione dell’urologia contemporanea: la tecnologia, la biologia molecolare e l’intelligenza artificiale non servono semplicemente per aumentare il numero o la complessità degli interventi, ma per comprendere a fondo il comportamento biologico della patologia”, dichiara il Prof. Giuseppe Carrieri, Presidente della SIU. “Il nostro obiettivo prioritario è evolvere da una medicina personalizzata, che stabilisce una cura statica al momento della diagnosi, a una Terapia Adattativa in grado di accompagnare il paziente lungo l’intero percorso di malattia. Significa sapere quando osservare, quando conservare gli organi, ma anche quando intensificare o de-intensificare i trattamenti per garantire la massima efficacia oncologica e la migliore qualità di vita possibile”.

Il primo principio è quello di osservare quando non è ancora necessario intervenire. È il caso della sorveglianza attiva nel carcinoma prostatico a basso rischio, resa sempre più sicura da risonanza magnetica multiparametrica e biomarcatori, che consentono di identificare i pazienti nei quali è possibile rinviare il trattamento senza compromettere il controllo della malattia.

La stessa logica riguarda la conservazione dell’organo. Nel tumore del rene, ricostruzioni tridimensionali, pianificazione digitale e robotica permettono di rimuovere la neoplasia preservando quanto più possibile il tessuto sano. Nel carcinoma prostatico, una localizzazione sempre più precisa della malattia consente di modulare la chirurgia e valutare strategie focali in pazienti selezionati. Nella vescica, l’integrazione tra chirurgia e terapie mediche apre nuove prospettive per conservare l’organo in pazienti selezionati.

Quando invece la malattia mostra caratteristiche aggressive, la Terapia Adattativa significa intensificare le cure in modo mirato. Un esempio è rappresentato dalla biopsia liquida nel tumore della vescica, che permette di rilevare precocemente il DNA tumorale circolante e guidare l’impiego dell’immunoterapia adiuvante nei pazienti a maggior rischio, già operati di cistectomia per tumore muscolo-invasivo, con risultati che mostrano un raddoppio del periodo libero da malattia (mediana da 4,8 a 9,9 mesi) e un miglioramento della sopravvivenza globale.

Al contrario, quando il beneficio atteso non giustifica il peso del trattamento, l’obiettivo diventa de-intensificare le cure, riducendo tossicità ed effetti collaterali. Un approccio che richiede di considerare non soltanto l’età anagrafica, ma anche fragilità, condizioni funzionali e qualità di vita della persona.

La Terapia Adattativa diventa così un modello che accompagna il paziente nel tempo: osservare, conservare, intensificare o de-intensificare, in base a ciò che accade durante il percorso di malattia. Intelligenza artificiale, biomarcatori e robotica diventano strumenti a supporto di decisioni cliniche sempre più dinamiche, dal percorso diagnostico alla sala operatoria, fino al monitoraggio nel tempo.

Tra le novità organizzative del Congresso vi è inoltre il debutto dell’Uroforum, uno spazio di confronto strategico tra urologia universitaria, ospedaliera, territoriale e privata per definire strategie condivise su prevenzione e liste d’attesa, oltre a una sessione speciale dedicata al Paziente Digitale e al nuovo rapporto di comunicazione medico-paziente nell’era della rete e dell’IA.

Società Italiana di Urologia (SIU)
Fondata nel 1908, la Società Italiana di Urologia (SIU) è la principale associazione scientifica di riferimento per gli urologi italiani. La SIU promuove la ricerca, la formazione continua e l’aggiornamento professionale con l’obiettivo di garantire i più elevati standard di cura per la salute urologica dei cittadini. Attraverso le sue attività, la SIU favorisce l’innovazione clinica e tecnologica, collaborando attivamente con le istituzioni sanitarie e i decisori politici per il costante miglioramento dei percorsi assistenziali all’interno del Servizio Sanitario Nazionale.

Per ulteriori informazioni:

Ufficio Stampa – Comin &Partners
Helodie Fazzalari | helodie.fazzalari@cominandpartners.com
Andrea Chirillo | andrea.chirillo@cominandpartners.com

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Pubblicato da
Roberto Di Biase

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