In grado di trasformare la sua voce in strumento terapeutico e meditativo, Thea – accompagnata nell’occasione dal musicista Gianluca Masi con Cristian Bonato addetto all’audio e all’elettronica – conduce concerti, seminari e ritiri in tutto il mondo da oltre dieci anni.
Formata in jazz tra Pesaro e Amsterdam, ha approfondito le tradizioni vocali e musicali di Java e India, unendo le radici occidentali e orientali nel suo stile unico. Autrice di libri sullo yoga e i mantra, ha inciso album e singoli (tra cui “Babaji” e “Nordic Sages”) ed è tra le voci più riconosciute nel panorama olistico italiano.
Thea Crudi, che serata dobbiamo aspettarci?
“A Cesenatico vivremo dei momenti molto intensi dedicati all’incontro con noi stessi attraverso il suono sacro”.
Da dove parte la sua arte-studio?
“Da migliaia di anni, grazie ad antiche tradizioni spirituali nate in varie parti del pianeta – non solo in India ma anche in Egitto, nelle culture arcaiche e celtiche e tra i Sami e gli Sciamani del nord Europa – il suono è sempre stato usato come un portale di connessione tra il visibile e l’invisibile, un varco per un viaggio che porta alla scoperta di noi stessi. Ecco perchè nel Giardino del Custodisca ci incammineremo verso un vero e proprio viaggio interiore alla scoperta della multi-dimensionalità di cui siamo fatti”.
I suoi spettacoli sono sempre esperienze “uniche”…
“Sì perchè tutto nasce da un approccio ancora piuttosto raro nella nostra cultura occidentale, solitamente focalizzata verso altri valori più vicini all’involucro che alla sostanza. Io offro l’opportunità di viaggiare dentro la spiritualità di ognuno di noi alla scoperta di quelle parti che, pur essendo essenziali, restano a volte nascoste o comunque faticano a manifestarsi e ad emergere”.
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