Al Cinema San Biagio, “Toro Scatenato” e “Il Re Leone” sul grande schermo (FOTO)

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CESENA – Nuovi appuntamenti al San Biagio per le rassegne La città che apprende e Il Cinema ritrovato al Cinema con due proiezioni sul grande schermo. Si tratta di “Toro Scatenato” di Martin Scorsese (versione originale sottotitolata) e “Il Re Leone” di Jon Favreau che saranno proiettati rispettivamente alle 21 di lunedì 13 gennaio e alle 15.15 di martedì 14 gennaio (quest’ultimo a cura dell’Associazione Auser).

Manifesto del cinema di Martin Scorsese, “Toro Scatenato” (1980) con Robert De Niro e Joe Pesci racconta la storia di Jake La Motta, un duro italo-americano del Bronx che divenne campione mondiale dei pesi medi all’indomani della Seconda guerra mondiale. Il film ha ottenuto 8 candidature e vinto 2 Premi Oscar, 6 candidature e un premio ai Golden Globes. L’appuntamento si inserisce nel ciclo di proiezioni che ripercorre le fila del grande dissonante ‘romanzo americano’ con alcuni dei suoi capolavori esemplari. Ingresso 5 euro (ridotto per studenti 3 euro).

“Il Re Leone” (2019) di Jon Favreau – che è anche attore, l’Happy Hogan della saga degli Avengers – ha consentito a tutti di rivivere la magia del grande classico Disney del 1994 emozionandosi con le vicissitudini di Simba. Leoni, antilopi, giraffe e iene sono gli assoluti protagonisti di questo capolavoro accompagnato anche dal successo della colonna sonora e dalle canzoni che in Italia sono state affidate a Elisa e a Marco Mengoni. Ingresso 3 euro per tesserati Auser, 5 euro per tutti.

INCONTRO. Inoltre, nella serata di martedì 14 gennaio, alle 21, il San Biagio ospiterà l’incontro con Giaime Barducci, Luca Berardi e Gianfranco Miro Gori, critico cinematografico e presidente Anpi Forlí-Cesena, con la proiezione del film “Quale Patria”. Dalla caduta di Mussolini alla Liberazione, la pellicola propone una narrazione dei fatti accaduti nel Cesenate tramite testimonianze e immagini d’archivio, cucite insieme dalla storia del protagonista per richiamare un’altra forma di resistenza, quella personalmente vissuta nella Striscia di Gaza. Attraverso uno stile sperimentale l’opera diventa anche una indagine dei meccanismi del fare memoria e della sua ricostruzione. Ingresso 5 euro.