C’è un aspetto che rende quanto accaduto ancora più odioso: l’aggressione è avvenuta davanti agli occhi di suo figlio, un bambino. Chiunque abbia assistito a una scena del genere non può che provare indignazione. Colpire un uomo è grave. Farlo davanti a suo figlio è qualcosa di ancora più vile.
Saranno le indagini a chiarire ogni responsabilità e a ricostruire con precisione i fatti. Ma se venisse confermato quanto emerge dalle prime ricostruzioni, ci troveremmo di fronte a un episodio inquietante che richiama modalità e culture politiche che la nostra democrazia ha già condannato nella storia e che non devono trovare alcuno spazio nel presente.
La violenza, l’intimidazione e la prevaricazione non appartengono al confronto democratico. Nessuno può pensare di imporre le proprie idee con la forza, tantomeno prendendo di mira chi svolge un impegno sindacale, civile o politico.
Piacenza è e deve continuare a essere una città democratica, antifascista e rispettosa delle persone. Per questo credo sia necessario che di fronte a quanto accaduto si levi una condanna netta, forte e senza ambiguità. Ci sono momenti in cui non è possibile restare neutrali: questo è uno di quelli.»
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