A Mauro Forghieri le chiavi della città di Modena

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Cittadinanza onoraria a Mauro Forghieri

In Consiglio il conferimento all’ingegnere che assieme al Drake ha guidato la Ferrari a tanti successi nel mondo: “Sono commosso, il legame col territorio è fortissimo”

MODENA – Mauro Forghieri è cittadino onorario di Modena. Nella seduta di oggi, giovedì 13 gennaio, del Consiglio comunale, l’ingegnere, a lungo protagonista al fianco di Enzo Ferrari dei successi delle Rosse nel mondo, ha ricevuto dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli le chiavi della città, una consegna simbolica per il riconoscimento a una persona “che ha contribuito a fare grandi la Ferrari e Modena”, come ha affermato il sindaco, “esprimendo a livelli inarrivabili alcune delle caratteristiche che meglio identificano la nostra comunità: passione, creatività e spirito di innovazione, contribuendo anche a portare l’amore per la qualità e la bellezza”.

L’applauso dell’aula ha accompagnato il conferimento, che peraltro ha coinciso con l’87esimo compleanno di Forghieri: “Sono commosso – ha dichiarato –, ricevere questo riconoscimento dalla mia città ha un valore assoluto. Durante la carriera ho avuto molte occasioni di andare a lavorare all’estero, ma ho sempre rifiutato perché avrebbe significato lasciare Modena. Anche quando mi sposto non perdo occasione di parlare della mia città, che amo profondamente e orgogliosamente, così come la amano tanti modenesi”. La delibera sulla cittadinanza onoraria, presentata in aula dal sindaco Muzzarelli, è stata votata all’unanimità dall’Assemblea. E Forghieri, ricevendo le chiavi di Modena, ha donato al Comune un’opera con una rappresentazione grafica delle vetture da Formula 1 da lui progettate negli anni.

La cerimonia è stata aperta dall’intervento del presidente del Consiglio Fabio Poggi, che ha ricordato come la straordinarietà di Forghieri risieda nella capacità di trasformare “la passione in mestiere e quindi in un’esperienza di successo, con competenze uniche e prodotti inimitabili”, dando a questo processo visibilità internazionale. Forghieri, quindi, è l’esempio “della Modena ‘normale’ che diventa ‘eccezionale’”. A seguire è stato proiettato in aula un video incentrato sulla storia professionale e personale dell’ingegnere: il filmato, della durata di circa quattro minuti, racconta attraverso immagini storiche e interviste alcuni momenti del suo percorso, concentrandosi pure sul rapporto con figure come il pilota Gilles Villeneuve ed Enzo Ferrari.

Fu proprio il Drake a scegliere Forghieri come capo del “Reparto Corse” di Maranello: una scelta lungimirante nei confronti dell’allora 27enne ingegnere, entrato in Ferrari ad appena due anni dalla laurea all’Università di Bologna, che dimostrò ben presto la competenza e il carisma che contribuirono poi negli anni ai numerosi successi della Rossa. A partire dal 1962, rivestendo il ruolo di responsabile del Reparto tecnico per le vetture da corsa di F1 e della categoria Sport prototipi, Forghieri guidò infatti le supercar modenesi alla vittoria di 54 gran premi iridati, quattro titoli mondiali piloti e sette titoli costruttori; nella sua lunga attività a Maranello, inoltre, introdusse elementi tecnici di novità che hanno segnato la storia dei motori, come, per esempio, l’installazione degli alettoni sui veicoli che sfrecciano sulle piste. Alla fine degli anni Ottanta l’ingegnere lasciò poi la Ferrari per approdare prima alla Lamborghini e quindi alla Bugatti, sempre mantenendo il carattere innovatore che ne ha connotato la carriera.

Il percorso di Forghieri è stato sottolineato anche dall’intervento in aula del giornalista esperto di motori Leo Turrini, che, dopo averne citato il legame col territorio (“non ha mai rinunciato all’identità modenese”) e aver ricordato la scelta di Enzo Ferrari di nominarlo capo del Reparto Corse nonostante la poca esperienza (“allora si credeva nei giovani e si investiva nelle nuove generazioni”), ha messo l’accento sulla capacità di Forghieri di guardare al futuro. “Tante innovazioni da lui introdotte sono state poi adottate da tutti. Aveva visione: per esempio, nel 1990 realizzò per Lamborghini il primo furgone elettrico”.

In aula, assieme all’ingegnere, erano presenti la moglie Elisabetta Maurizzi e l’amico, nonché ex presidente del Consiglio comunale, Ennio Cottafavi. Da remoto erano collegati alla sala consiliare amici e conoscenti di Forghieri, oltre alle autorità: il presidente della Provincia Giandomenico Tomei, il sindaco di Formigine Maria Costi, monsignor Luigi Biagini in rappresentanza del vescovo, il prorettore di Unimore Gianluca Marchi, la questora Silvia Burdese, il comandante provinciale della Guardia di finanza Adriano D’Elia, il comandante dell’Accademia militare, generale di brigata Davide Scalabrin e l’imprenditore dei motori Gian Paolo Dallara.

Mauro Forghieri è cittadino onorario di Modena. Nella seduta di oggi, giovedì 13 gennaio, del Consiglio comunale, l’ingegnere, a lungo protagonista al fianco di Enzo Ferrari dei successi delle Rosse nel mondo, ha ricevuto dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli le chiavi della città, una consegna simbolica per il riconoscimento a una persona “che ha contribuito a fare grandi la Ferrari e Modena”, come ha affermato il sindaco, “esprimendo a livelli inarrivabili alcune delle caratteristiche che meglio identificano la nostra comunità: passione, creatività e spirito di innovazione, contribuendo anche a portare l’amore per la qualità e la bellezza”.

L’applauso dell’aula ha accompagnato il conferimento, che peraltro ha coinciso con l’87esimo compleanno di Forghieri: “Sono commosso – ha dichiarato –, ricevere questo riconoscimento dalla mia città ha un valore assoluto. Durante la carriera ho avuto molte occasioni di andare a lavorare all’estero, ma ho sempre rifiutato perché avrebbe significato lasciare Modena. Anche quando mi sposto non perdo occasione di parlare della mia città, che amo profondamente e orgogliosamente, così come la amano tanti modenesi”. La delibera sulla cittadinanza onoraria, presentata in aula dal sindaco Muzzarelli, è stata votata all’unanimità dall’Assemblea. E Forghieri, ricevendo le chiavi di Modena, ha donato al Comune un’opera con una rappresentazione grafica delle vetture da Formula 1 da lui progettate negli anni.

La cerimonia è stata aperta dall’intervento del presidente del Consiglio Fabio Poggi, che ha ricordato come la straordinarietà di Forghieri risieda nella capacità di trasformare “la passione in mestiere e quindi in un’esperienza di successo, con competenze uniche e prodotti inimitabili”, dando a questo processo visibilità internazionale. Forghieri, quindi, è l’esempio “della Modena ‘normale’ che diventa ‘eccezionale’”. A seguire è stato proiettato in aula un video incentrato sulla storia professionale e personale dell’ingegnere: il filmato, della durata di circa quattro minuti, racconta attraverso immagini storiche e interviste alcuni momenti del suo percorso, concentrandosi pure sul rapporto con figure come il pilota Gilles Villeneuve ed Enzo Ferrari.

Fu proprio il Drake a scegliere Forghieri come capo del “Reparto Corse” di Maranello: una scelta lungimirante nei confronti dell’allora 27enne ingegnere, entrato in Ferrari ad appena due anni dalla laurea all’Università di Bologna, che dimostrò ben presto la competenza e il carisma che contribuirono poi negli anni ai numerosi successi della Rossa. A partire dal 1962, rivestendo il ruolo di responsabile del Reparto tecnico per le vetture da corsa di F1 e della categoria Sport prototipi, Forghieri guidò infatti le supercar modenesi alla vittoria di 54 gran premi iridati, quattro titoli mondiali piloti e sette titoli costruttori; nella sua lunga attività a Maranello, inoltre, introdusse elementi tecnici di novità che hanno segnato la storia dei motori, come, per esempio, l’installazione degli alettoni sui veicoli che sfrecciano sulle piste. Alla fine degli anni Ottanta l’ingegnere lasciò poi la Ferrari per approdare prima alla Lamborghini e quindi alla Bugatti, sempre mantenendo il carattere innovatore che ne ha connotato la carriera.

Il percorso di Forghieri è stato sottolineato anche dall’intervento in aula del giornalista esperto di motori Leo Turrini, che, dopo averne citato il legame col territorio (“non ha mai rinunciato all’identità modenese”) e aver ricordato la scelta di Enzo Ferrari di nominarlo capo del Reparto Corse nonostante la poca esperienza (“allora si credeva nei giovani e si investiva nelle nuove generazioni”), ha messo l’accento sulla capacità di Forghieri di guardare al futuro. “Tante innovazioni da lui introdotte sono state poi adottate da tutti. Aveva visione: per esempio, nel 1990 realizzò per Lamborghini il primo furgone elettrico”.

In aula, assieme all’ingegnere, erano presenti la moglie Elisabetta Maurizzi e l’amico, nonché ex presidente del Consiglio comunale, Ennio Cottafavi. Da remoto erano collegati alla sala consiliare amici e conoscenti di Forghieri, oltre alle autorità: il presidente della Provincia Giandomenico Tomei, il sindaco di Formigine Maria Costi, monsignor Luigi Biagini in rappresentanza del vescovo, il prorettore di Unimore Gianluca Marchi, la questora Silvia Burdese, il comandante provinciale della Guardia di finanza Adriano D’Elia, il comandante dell’Accademia militare, generale di brigata Davide Scalabrin e l’imprenditore dei motori Gian Paolo Dallara.