Il progetto nasce dalla volontà di restituire un panorama volutamente plurale, rinunciando a individuare tendenze, scuole o linguaggi comuni. L’ipotesi è che, al contrario, uno dei caratteri più significativi dell’architettura italiana contemporanea risieda proprio nella sua diversità geografica, metodologica e culturale, espressione di un territorio segnato dalla storia, dalle peculiarità dei luoghi, dalle comunità e dalle differenti tradizioni formative.
Più che una rassegna di singole opere, “Singolarità italiane” costruisce così una mappa di traiettorie: ricerche e pensieri in divenire, osservati attraverso progetti costruiti e non costruiti, disegni, modelli, strumenti di rappresentazione, attività didattica e ricerca teorica. L’obiettivo non è definire un’immagine unitaria dell’architettura italiana, ma riconoscere la specificità di pratiche capaci di elaborare risposte autonome alle condizioni, spesso complesse, nelle quali il progetto prende forma.
Ne emerge un panorama composto da esperienze indipendenti, generazioni e posizioni differenti, accomunate non da un linguaggio condiviso, ma dalla capacità di fare della propria ricerca uno strumento critico e progettuale. È nella pluralità di queste esperienze – nelle loro differenze e nella loro irriducibile individualità – che prende forma il senso delle “Singolarità italiane”.
Singolarità italiane I–II sono i titoli dei numeri 967 e 977, che CASABELLA ha dedicato a due ampie ricognizioni sull’architettura italiana contemporanea.
Di queste esperienze e delle questioni emerse attraverso i due numeri se ne parla a Cersaie, in un incontro che riunisce i curatori Michel Carlana, per Singolarità italiane I (Casabella #967), e Maria Claudia Clemente – Labics, per Singolarità italiane II (Casabella #977), insieme al direttore di CASABELLA Francesco Dal Co e ai progettisti coinvolti nelle due ricognizioni.
La partecipazione a questa conferenza dà diritto a 2 Crediti Formativi Professionali per architetti. Inoltre, la sola visita alla fiera conferisce un ulteriore credito formativo, ottenibile tramite autocertificazione allegando il biglietto d’ingresso.
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