Bertinoro

A Bertinoro è in corso la settimana di animazione missionaria

BERTINORO (FC) – Prosegue fino a domenica 31 maggio, nella comunità parrocchiale di Santa Maria Nuova di Bertinoro, la settimana di animazione missionaria promossa dal Servizio di pastorale giovanile e vocazionale della Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue.

Avviata ieri con la celebrazione di apertura e il conferimento del mandato missionario all’equipe, l’iniziativa coinvolge l’intero territorio parrocchiale attraverso visite dei missionari alle scuole e agli ammalati, attività dedicate a ragazzi e giovani, celebrazioni eucaristiche, momenti comunitari e catechesi rivolte ad adulti e giovani. Il tema scelto, “Chi è freddo non riscalda”, prende spunto da una celebre espressione di san Gaspare del Bufalo, fondatore della Congregazione.

Tra gli appuntamenti centrali, giovedì 28 maggio alle ore 20.30 si svolgerà la liturgia penitenziale, mentre venerdì 29 maggio, sempre alle 20.30, la comunità vivrà la via Crucis lungo le vie del territorio parrocchiale.

Particolarmente significativa sarà la giornata di sabato 30 maggio: alle 18.00 è prevista l’accoglienza dell’immagine miracolosa di Maria Santissima Madre della Misericordia, proveniente dal santuario di Rimini; alle 21.00, in chiesa, si terrà la veglia Eucaristica, momento culminante dell’intera settimana missionaria.

La missione si concluderà domenica 31 maggio alle ore 10.30 con la Messa di chiusura, seguita dall’inaugurazione della targa a ricordo della missione.

«Nei giorni dell’animazione missionaria – condivide don Valerio Volpi, Missionario del Preziosissimo Sangue e direttore dell’ufficio di pastorale giovanile e vocazionale – abitiamo fisicamente tutti i luoghi della comunità, per cercare di guardare negli occhi e stringere la mano a “vicini” e “lontani”. Ai vicini, perché insieme a noi possano riscoprire la bellezza della dimensione missionaria del loro battesimo, perché nelle loro fatiche si sentano confermati e possano riprendere slancio nella loro vita pastorale. L’animazione è per questi una sorta di grande “defibrillatore” che possa renderli più consapevoli e responsabili del tesoro che il Signore ha loro affidato con il dono della fede. “Non veniamo a far da padroni sulla vostra fede – ripetiamo con san Paolo a tutti coloro che ci accolgono nelle loro comunità – siamo piuttosto collaboratori della vostra gioia” (2 Cor 1,24). Ai “lontani” invece, a quelli che hanno perso il gusto del loro battesimo, o a quei fratelli e sorelle che portano nel cuore ferite tanto grandi da avere a volte oscurato la gioia del Vangelo, ci piace farci compagni di viaggio. Volti amici e sorrisi che con il passare del tempo, durante una settimana, divengono “familiari”, perché il calore umano diventi il primo mezzo per suscitare domande».

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Pubblicato da
Roberto Di Biase

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