RAVENNA – Tenere viva la partecipazione delle donne è un dovere verso le nuove generazioni, perché a ottant’anni dalla conquista del suffragio universale il percorso dell’emancipazione femminile è ben lontano dall’essere concluso: la parità di genere passa da azioni concrete che aiutino a superare i gap a tutti i livelli.
Silvia Calamandrei, nipote del giurista padre costituente Piero, figlia dei partigiani Franco Calamandrei e Maria Teresa Regard, ha discusso di questi temi a Ravenna, città a cui è particolarmente legata, in occasione dell’iniziativa organizzata da Legacoop Romagna, Federcoop Romagna, Anpi e Circolo dei Cooperatori in vista della Festa della Repubblica.
In occasione del 2 giugno, l’intervista è stata pubblicata in forma integrale sul portale www.legacoopromagna.it e su tutti i canali social dell’associazione.
Nel dialogo con la giornalista Irene Soave, Calamandrei ha affrontato anche un paradosso doloroso: la crescente difficoltà e disaffezione delle giovani generazioni di donne nell’esercitare il diritto di voto, in particolare sotto i 35 anni e tra le laureate. Se per le donne del dopoguerra recarsi alle urne fu una conquista vissuta con l’orgoglio di chi aveva lottato nella Resistenza armata e civile, oggi il diritto rischia di essere dato per scontato e sfocia in un astensionismo preoccupante.
È il sintomo di una sfiducia verso le istituzioni e di una disaffezione che è sintomo di un’esclusione più ampia che le donne sperimentano ancora in tanti mondi, a partire da quello del lavoro. Nonostante l’accesso a praticamente tutte le professioni un tempo riservate agli uomini, il cosiddetto “soffitto di vetro” continua a essere ben presente. A ciò si aggiunge il peso del lavoro di cura, che ancora oggi costringe troppe cittadine a una scelta obbligata tra maternità e carriera.
Il cammino iniziato ottant’anni fa non può dirsi concluso: la sfida odierna è riempire di significato la Carta Costituzionale , offrendo alle giovani donne risposte concrete sul piano del lavoro, dei servizi e della rappresentanza, affinché la cabina elettorale torni a essere lo strumento centrale per decidere del proprio destino.
Il cammino verso una reale parità in Italia, ha ricordato Calamandrei, è stato lento sin dalle origini. Nell’Italia arretrata e bigotta del primo Dopoguerra le prime ventuno donne elette alla Costituente dovettero fare fronte comune, al di là delle appartenenze politiche, per superare i pregiudizi di un mondo monopolizzato dagli uomini, riuscendo a dare un contributo fondamentale alla stesura della Carta. Oggi i segnali di speranza per il futuro arrivano dalle piazze del paese e dall’entusiasmo dei movimenti.
Occorre però superare il rischio di una retorica sempre in agguato. Calamandrei, che cura gli archivi del nonno e dei genitori, ha sottolineato l’importanza della digitalizzazione – come il portale archiviocalamandrei.it – per rendere la storia della nostra democrazia uno strumento vivo, accessibile e consultabile direttamente dalle nuove generazioni.
Le quali hanno bisogno di azioni concrete, come le borse di studio che Legacoop Romagna e CIA-Conad hanno dedicato a dieci giovani studentesse universitarie Stem e sono state consegnate al termine dell’evento.









