Russi

25°ERF: Barend Middelhoff Quartet plays The Big Five l’8 settembre a Russi

Barend middelhoff 3 color foto Andrea Frascari

RUSSI (RA) – Lunedì 8 settembre alle ore 21:00, presso il giardino della Rocca T. Melandri a Russi (RA), sarà recuperato il concerto Barend Middelhoff Quartet plays The Big Five, previsto per il 13 luglio ma saltato a causa del maltempo. Il concerto organizzato sempre nell’ambito del XXV Emilia Romagna Festival è dedicato ai cinque grandi del Jazz e del musical statunitense delle origini: George Gershwin, Irving Berlin, Cole Porter, Jerome Kern e Richard Rodgers. Il Barend Middelhoff Quartet ruota appunto intorno a Barend Middelhoff, sassofonista nato in Olanda ma stabile da anni a Bologna, noto per il suo suono vellutato e melodioso. Middelhoff sarà accompagnato da Marco Bovi alla chitarra, Paolo Benedettini al contrabbasso e Adam Pache alla batteria.

Non esisterebbe il jazz più melodioso e popolare di oggi senza i cosiddetti Big Five, i Cinque Grandi che negli Stati Uniti di inizio novecento scrissero brani, musical e colonne sonore per il cinema, rinnovando con frizzantezza un genere musicale, e consegnandolo a quell’immaginario newyorkese cui ancora oggi facciamo riferimento quando pensiamo al suono caldo di un sassofono tenore, e al modo in cui le melodie orecchiabili ma imprevedibili riescono ad avvolgerci. Stiamo parlando di George Gershwin, autore della celeberrima Rapsodia in blu, Irving Berlin, Cole Porter, Jerome Kern e Richard Rodgers, che verranno omaggiati durante l’Emilia Romagna Festival con Barend Middelhoff Quartet plays The Big Five, un omaggio che il sassofonista Barend Middelhoff insieme al suo quartetto rivolgeranno a queste divinità della musica. Di sicura riuscita e di particolare effetto sarà il gusto di Middelhoff per le belle melodie, il suono vellutato del suo sax tenore, caratteristiche che ne fanno uno dei musicisti più richiesti della scena europea attuale, e uno dei migliori interpreti possibili per questo genere di musica.

Vero globe-trotter del jazz (Olanda, Francia, Italia, Stati Uniti) il sassofonista Barend Middelhoff è considerato dai suoi colleghi e dalla stampa specializzata, lo “Stan Getz olandese”. Nato in Olanda ma trasferitosi dal 2003 nella a Bologna, dove insegna al Conservatorio G.B. Martini, Barend Middelhoff è tra i sassofonisti di spicco della scena italiana e internazionale. Adesso è un vero veterano della musica, ma la sua carriera è iniziata nel 1993 nel sestetto olandese The Houdini’s, raccogliendo fin da subito i favori del pubblico e dell’intero panorama jazzistico, arrivando col tempo a collaborare con musicisti di fama internazionale, dagli americani Peter Bernstein, Christian McBride, e Dr Lonnie Smith, al francese Olivier Ker Ourio e all’italiano Fabrizio Bosso. Ad accompagnarlo alla chitarra, nel suo quartetto, sarà Marco Bovi, musicista apprezzato in ogni ambito, che è stato a fianco di artisti come Vinicio Capossela e Raphael Gualazzi, arrivando a esibirsi in molti tour teatrali e trasmissioni televisive insieme a diversi artisti, tra cui Aldo Giovanni e Giacomo e Cochi e Renato. Al contrabbasso ci sarà Paolo Benedettini, attivo fin dagli anni ’90, che ha fatto parte negli anni dei gruppi di Bobby Durham, di David Liebman, del Nicola Conte Jazz Combo, con cui si è esibito in tutto il mondo, e del trio di Jimmy Cobb, con cui ha suonato al Village Vanguard, registrando un album con ospite Roy Hargrove negli studi di Rudy Van Gelder. Ha suonato nei principali jazz club e festival europei e si è esibito in Giappone, Stati Uniti, Hong Kong, Brasile. Alla batteria, invece, l’australiano Adam Pache, rinomato per la sua impeccabile musicalità, il suono caldo e la versatilità autentica, Pache si è affermato come un batterista jazz di grande talento sulla scena internazionale. La sua arte esprime una profonda intuizione musicale e una genuina dedizione a servire la musica prima di tutto, che si tratti di guidare un ensemble dinamico o di sostenere passaggi delicati. E quindi, anche in questo caso verrà messa la musica prima di tutto: a parlare saranno gli stessi strumenti, e la voce sarà quella dei Big Five, che avvolgeranno il pubblico nelle atmosfere ruggenti e sognanti di un’epoca d’oro, quando tutto ancora sembrava possibile. 

INGRESSO

Ingresso gratuito fino a esaurimento posti. Ingresso offerto da Top Service Srl. 

IN CASO DI MALTEMPO

Il concerto verrà annullato. 

BIOGRAFIA ARTISTI

Il sassofonista Barend Middelhoff (1965) è cresciuto ad Amsterdam dove, durante e dopo la sua formazione al Conservatorio, ha suonato e registrato con molti grandi musicisti e gruppi del mondo del jazz olandese come The Houdini’s, John Engels, Eric Vloeimans, Benjamin Herman, Carlo de Wijs, Hans e Candy Dulfer, Anton Goudsmit, Peter Beets, Jesse van Ruller e la “Jazz Orchestra of the Concertgebouw”. I suoi primi due album come bandleader “Soil” (AL73026) e “The River” (AL73103) sono stati pubblicati per l’etichetta A-records negli anni ’90. Nel 1994 vive a New York per un anno per studiare con Jimmy Heath, Barry Harris, George Garzone e Rich Perry. Nel 1998 si trasferisce a Parigi, dove rimane per 5 anni. In questo periodo ha effettuato tournée in Europa con il gruppo del chitarrista Martien Oster featuring, Dr Lonnie Smith, e ha registrato due album come bandleader: per Buzz-Records, “City Lines” (ZZ76016) con Olivier Ker Ourio e Denis Leloup, e altri, e per Aphrodite- Records, “Lucky Man” (APH106020) con Pierre Christophe, e altri. Nel 2003 si è stabilito a Bologna, dove da allora insegna presso il dipartimento jazz del Conservatorio. Ha registrato e collaborato con jazzisti italiani come Marco Tamburini, Paolo Birro, Pietro Tonolo, Piero Odorici, Guido di Leone, Roberto Rossi, Giovanni Amato e molti altri. Per l’etichetta giapponese Albore Records ha registrato “The Cause of the Sequence” (ALBCD025) con Nico Menci e Massimo Morganti. Nel 2019 ha presentato l’album “Fair Play” (JT2004002) con i musicisti newyorkesi Peter Bernstein, Clovis Nicolas e Jason Tiemann.

Marco Bovi vanta collaborazioni artistiche con numerosi musicisti del panorama jazzistico italiano tra cui Piero Odorici, Marco Tamburini, Paolo Birro, Sandro Gibellini, Gianni Cazzola, Fabrizio Bosso ecc.. Ha inoltre suonato con Bobby Durham, Steve Grossman, Jimmy Owens, Tony Monaco, Tom Kirkpatrick. È stato a fianco di artisti quali Vinicio Capossela e Raphael Gualazzi condividendo il palco con musicisti quali Marc Ribot e Vinicio Cantuaria. Ha inoltre suonato in diversi tour teatrali e trasmissioni televisive con diversi artisti tra cui Aldo Giovanni e Giacomo e Cochi e Renato.

Paolo Benedettini nasce a Pisa nel 1977. Si forma inizialmente frequentando seminari tenuti da Furio di Castri, Buster Williams, Barry Harris, Keter Betts, Wayne Dockery, per specializzarsi successivamente alla Juilliard School di New York e con Ron Carter, con cui studierà per sette anni. È attivo dalla fine degli anni novanta suonando e incidendo con importanti musicisti, tra cui Jimmy Cobb, Curtis Fuller, Benny Golson, Archie Shepp, Eddie Henderson, George Cables, Eliot Zigmund, Keith Copeland, Jack Walrath, , Steve Gut, Bud Shank, Steve Grossman, Ronnie Mathews, Harold Mabern, Eric Reed, Lee Konitz, Benny Golson, Jimmy Lovelace, Gianni Basso, Jim Rotondi, David Hazeltine, Joe Farnsworth, Eric Alexander, Joe Magnarelli, Joel Frahm. Fa parte negli anni dei gruppi di Bobby Durham, David Liebman, del Nicola Conte Jazz Combo, con cui si esibisce in tutto il mondo, e del trio di Jimmy Cobb, con cui suona al Village Vanguard e registra un album con ospite Roy Hargrove negli studi di Rudy Van Gelder. Ha suonato nei principali jazz club e festival europei e si è esibito in Giappone, Stati Uniti, Hong Kong, Brasile.

Rinomato per la sua impeccabile musicalità, il suono caldo e la versatilità autentica, Adam Pache si è affermato come un batterista jazz rispettato e di grande talento sulla scena internazionale. Endorser esclusivo di Canopus Drums, piatti Paiste e bacchette Vic Firth, la sua arte esprime una profonda intuizione musicale e una genuina dedizione a servire la musica prima di tutto. Nato a Sydney, in Australia, la passione di Pache per la musica è sbocciata presto grazie alle percussioni tradizionali della Papua Nuova Guinea, dove ha trascorso parte della sua infanzia. Dopo gli studi al Conservatorio di Sydney, si è trasferito a New York, perfezionando la sua arte sotto la guida di maestri come Greg Hutchinson e Carl Allen. Durante questi anni formativi, si è esibito con luminari del jazz e ha assorbito l’essenza del vivace panorama musicale della città. Ora residente a Bologna, in Italia, Pache è diventato il batterista di riferimento per numerosi artisti di primo piano. La sua notevole carriera comprende collaborazioni con un impressionante roster di grandi del jazz, tra cui leggende come Lee Konitz, Steve Grossman, Carla Bley e Steve Swallow, la due volte vincitrice del Grammy Award Diane Schuur, l’artista Impulse Recording Sarah McKenzie, Seamus Blake, Jeremy Pelt, Gary Smulyan, Joe Cohn, Tony Monaco, Bruce Foreman, Danny Grissett, Dena DeRose, David Kikoski, Ben Wolfe, Jim Rotondi, Jesse Davis, Joe Magnarelli, Scott Hamilton, Clark Terry, Junior Mance, Linda Oh, Will Vinson e Yotam Silberstein. Ha collaborato inoltre con maestri del jazz italiano come Emanuele Cisi, Piero Odorici, Max Ionata, Fabrizio Bosso, Fabio Boltro e Francesco Cafiso. Che si tratti di guidare un ensemble dinamico o di sostenere passaggi delicati, Pache porta in ogni performance una sensibilità raffinata e una profonda convinzione. La sua carriera internazionale lo ha portato in prestigiose venue di tutto il mondo, tra cui il JVC Jazz Festival (New York), il Montreux Jazz Festival, l’Umbria Jazz Festival, l’Oslo Jazz Festival, il Sydney Festival, il Bangkok Jazz Festival e il Copenhagen Jazz Festival. Oltre alle esibizioni, condivide la sua esperienza attraverso masterclass in Italia, Germania, Francia, Turchia, Australia, Thailandia,

Filippine, Libano, Kuwait, Dubai, Abu Dhabi e Stati Uniti, spesso su invito delle missioni diplomatiche australiane e italiane. Con una discografia che supera i trenta album come sideman e il suo debutto da leader “Where We Fly” con Jeremy Pelt, Pache continua a lasciare la sua impronta distintiva sulla scena jazz contemporanea attraverso la sua convinzione musicale e la sua personale visione artistica.

Emilia Romagna Festival è realizzato grazie al contributo e sostegno di:

Ministero della Cultura, Regione Emilia-Romagna

e di un’importante rete di Comuni:

Forlì, Imola, Cesena, Codigoro, Comacchio, Castel San Pietro Terme, Alfonsine, Bagnara di Romagna, Borgo Tossignano, Budrio, Castel Bolognese, Castel Guelfo di Bologna, Città Metropolitana di Bologna, Faenza, Fontanelice, Lugo, Mordano, Riolo Terme, Russi, Tredozio. 

Anche per il 2025 Emilia Romagna Festival potrà contare sul supporto di numerosi enti e privati:

Turkish Airlines

Fondazione Cassa di Risparmio di Imola

Con.Ami – Consorzio Azienda Multiservizi Intercomunale

Gruppo Hera

Banca di Imola

Andalò Gianni S.r.l.

Confindustria Emilia Area Centro – Delegazione imolese

Terme di Castel San Pietro Terme

Terme di Cervia

Clai

Sfera S.r.l.

Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì

Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna

Fondazione Dozza Città d’Arte

Bologna Estate – Città metropolitana di Bologna

Romagna Acque – Società delle Fonti S.p.A.

Curti – Costruzioni Meccaniche S.p.A.

Sacmi S.c.

Eurovo S.r.l.

Cooperativa Ceramica d’Imola S.c.

Bcc Ravennate Forlivese e Imolese

Auto Sica

Scardovi & Giordani

XXV EMILIA ROMAGNA FESTIVAL – ERF

3 luglio – 11 settembre 2025

Classico è contemporaneo

CONCERTO RECUPERATO 

Barend Middelhoff Quartet plays The Big Five

BAREND MIDDELHOFF QUARTET

Barend Middelhoff sassofono tenore

Marco Bovi chitarra

Paolo Benedettini contrabbasso

Adam Pache batteria 

Lunedì 8 settembre, ore 21:15

RUSSI – Giardino della Rocca T. Melandri

Condividi
Pubblicato da
Roberto Di Biase

L'Opinionista © since 2008 - Emilia Romagna News 24 supplemento a L'Opinionista Giornale Online
reg. tribunale Pescara n.08/2008 - iscrizione al ROC n°17982 - P.iva 01873660680
Contatti - Archivio news - Privacy - Cookie Policy

SOCIAL: Facebook - X