Ritrovamenti archeologici in Piazza della Libertà a Cesena

comune di Cesena logoLa Soprintendenza Archeologia orientata a ricoprire gli scavi al termine delle indagini. “I reperti si stanno già deteriorando e la loro musealizzazione avrebbe costi troppo alti”. Allo studio, invece, interventi per valorizzare gli altri siti presenti in città

CESENA – La Soprintendenza Archeologia dell’Emilia Romagna è orientata a interrare nuovamente gli scavi eseguiti in piazza della Libertà una volta conclusa la fase di indagine. A comunicarlo è lo stesso Soprintendente Luigi Malnati nella sua risposta alla lettera con la quale il Sindaco Paolo Lucchi e l’Assessore ai Lavori Pubblici Maura Miserocchi interpellavano la Soprintendenza per chiedere come valorizzare i ritrovamenti emersi negli ultimi mesi.

“L’attenzione con cui la città ha seguito le varie fasi del lavoro degli archeologi – spiegano il Sindaco Lucchi e l’Assessore Miserocchi – indica quanto questo tema stia a cuore ai cesenati. E non a caso molti ci hanno sollecitato affinché almeno una parte dei ritrovamenti venga lasciata a vista per garantirne la fruizione in futuro. Per questo, ritenendo l’opzione sensata, ci siamo rivolti alla Soprintendenza, per chiederne il parere che, come tutti capiranno, è vincolante. L’esigenza era di capire cosa comporterebbe questa ipotesi, tenuto conto degli ormai imminenti lavori di riqualificazione della piazza, e più in generale quale sia l’orientamento dell’ente preposto per valorizzare i ritrovamenti, garantendone la doverosa tutela, conservazione e salvaguardia, nell’ambito di una opportuna opera di condivisione con i cesenati”.

Nella sua articolata risposta, il Soprintendente Malnati condivide l’opportunità di pianificare le operazioni future e prende in considerazione vari aspetti, sottolineando che “a conclusione delle indagini sarà possibile fare un bilancio degli obiettivi raggiunti, esporre i risultati della ricerca scientifica e rilanciare un piano condiviso tramite rinnovate creatività e capacità operative”.

In particolare, ricorda che i dati raccolti costituiranno preziosi aggiornamenti per la redazione – attualmente in corso – della Carta delle potenzialità archeologiche del Comune di Cesena e aggiunge che, in questa fase, la gestione dei ritrovamenti archeologici di piazza della Libertà dovrà garantire di conservare e valorizzare gli elementi “che determinano l’importanza culturale del genius loci”.

Subito dopo, però, riferisce che i ritrovamenti medievali e post medievali emersi durante gli scavi (murature, acciottolati, ecc.) stanno già evidenziando un grave processo di degrado a soli sei mesi dalla scoperta. A complicare il quadro, la presenza nell’area di numerosi vani interrati (fosse granarie, pozzi.ecc.) che renderebbero complesso un eventuale progetto di fruizione, richiedendo adeguati dispositivi di recinzione protezione.

Secondo il parere del Soprintendente, i resti demolitivi dell’Ospedale di San Tobia e del complesso monastico del Carmine non possono essere lasciati a vista, perché andrebbero incontro a un inesorabile processo di deterioramento. D’altro canto la loro musealizzazione richiederebbe la copertura di un’area molto vasta (almeno 2200 mq) e costi di manutenzione e conservazione molto elevati, che la Soprintendenza non sarebbe in grado di sostenere. Una valutazione, quest’ultima, guidata anche dall’esito di esperienze del passato, che non hanno dato l’esito auspicato proprio a causa della mancanza di risorse economiche adeguate.

Naturalmente, la Soprintendenza Archeologia è consapevole dell’importanza dei ritrovamenti effettuati e dell’interesse dei cittadini, suffragato dall’alta partecipazione alla visita guidata organizzata in dicembre e di quelle dedicate alle scuole, in collaborazione con il Gruppo Archeologico. E proprio per questo è orientata a valutare nuovi strumenti di valorizzazione, anche attraverso il ricorso alle nuove tecnologie (e in questo contesto è auspicata la collaborazione partner scientifici qualificati come l’Università di Bologna).

Ma, al termine di tutte queste considerazioni, si arriva a un verdetto inequivocabile: la Soprintendenza è attualmente orientata per un reinterro dell’area archeologica di piazza della Libertà. Al contempo, però, intende rilanciare un piano condiviso per la manutenzione e valorizzazione di altri siti (come le antiche fornaci dell’ex Zuccherificio) e per l’implementazione e riqualificazione del Museo Archeologico.

Quanto alle indagini archeologiche di piazza della Libertà, una volta concluse si provvederà a esporre i reperti più significativi e a pubblicare l’esito delle ricerche. Potrebbe accadere verosimilmente nel 2018.