Il “Riso dell’arte” nella lezione modenese di Cacciari

Massimo Cacciari foto Clavio CiceroVenerdì 15 gennaio alle 18 alla Fondazione Biagi a Modena, secondo appuntamento di “Impara l’arte”, l’intervento del filosofo su “Commedia-tragedia tra Beckett e Bacon”

MODENA – Prosegue con la lezione di Massimo Cacciari intitolata “Commedia-tragedia tra Beckett e Bacon”, in programma venerdì 15 gennaio alle 18 alla Fondazione Marco Biagi di Modena, la rassegna aperta a tutti “Impara l’arte. Introduzione alla ricerca contemporanea”, promossa dal Comune e dalla Fondazione Cassa di risparmio di Modena e organizzata dal Consorzio per il festivalfilosofia in collaborazione con Galleria civica di Modena e Fondazione Fotografia. Nel caso tutti i posti disponibili fossero esauriti, si potrà comunque seguire la lezione che sarà trasmessa in contemporanea su grande schermo anche alla “Tenda” (viale Monte Kosica) a breve distanza dalla Fondazione Biagi.

Attraverso le opere di due grandi figure della ricerca artistica contemporanea – Samuel Beckett e Francis Bacon – la lezione di Cacciari intende chiarire il senso della hegeliana “morte dell’arte” e la necessaria fine di ogni rappresentazione. “L’arte contemporanea – ha scritto Cacciari – può esistere solo come riflessiva; ogni ‘bellezza’, ogni immediatezza, ogni armonia debbono esserle negate. Anzi essa ne rappresenta appunto l’effettuale negazione, la ‘morte’ ”. Divenuta mondo a sé, l’arte sarebbe entrata nel regime del “comico”, di un “riso” che non giudica, libero da ogni risentimento per le miserie del mondo e gratuito in quanto privo di scopo, ma non senza legami con la dimensione tragica. “L’autentico comico – sostiene infatti Cacciari – si connette all’apprendere attraverso il dolore, che è proprio della forma tragica”; “Chi non sappia realmente partecipare al ‘riso di quest’arte – prosegue il filosofo – con tutto il suo spirito, non potrà mai comprenderla, tanto meno ‘amarla’ ”.

Massimo Cacciari è professore emerito di Estetica presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Ha rivolto la sua attenzione alla crisi dell’idealismo tedesco e dei sistemi dialettici, valorizzando la critica della metafisica occidentale propria di Nietzsche e di Heidegger e seguendo la genealogia del pensiero nichilistico nei classici della mistica tardo-antica, medievale e moderna. Tra i suoi numerosi libri, ricordiamo: “Icone della Legge” (Milano 1985 e 2002); “L’Angelo necessario” (Milano 1986 e 1994), “Tre icone (Milano 2007), “Hamletica” (Milano 2009). Utili ai fini della rassegna anche i saggi: “Da Hegel a Duchamp”, in Enciclopedia delle arti contemporanee (Milano 2010) e “Il produttore malinconico”, in Walter Benjamin, “L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica” (Torino 2014).

La rassegna proseguirà venerdì 22 gennaio con la lezione di Mario Perniola dal titolo: “Come le cose diventano opere d’arte” e continuerà ogni venerdì fino al 12 febbraio.

Ai partecipanti agli incontri di “Impara l’arte” potrà essere rilasciato un attestato di frequenza utile come riconoscimento per il personale della scuola, per i crediti scolastici e per gli usi consentiti dalla legge.

Informazioni on line (www.imparalartemodena.it; www.festivalfilosofia.it).