Nota di Stefania Pucciarelli sul Convegno Lotta alla Contraffazione

86

Il Sottosegretario alla Difesa: “Contrastare il fenomeno è imprescindibile per lotta alla criminalità e per tutela salute consumatori, competitività aziende, spinta all’innovazione, posti di lavoro e gettito fiscale”

ROMA – “La lotta alla contraffazione è una battaglia complessa e cruciale che chiede uno sforzo corale, con sinergie tra Istituzioni e collettività, per agire simultaneamente, tanto sul piano della repressione al mercato della contraffazione, quanto su quello della sensibilizzazione culturale, soprattutto verso i giovani, rispetto ai rischi e al danno di acquistare prodotti non certificati o falsificati e quindi alla necessità di compiere deliberate ‘scelte di legalità’.

La Difesa è pronta a fare la propria parte nel concorrere alla protezione dei consumatori dall’impiego di beni potenzialmente dannosi per la salute ed alla tutela del lavoro di milioni di italiani e degli investimenti di migliaia di imprenditori, piccoli e grandi.” – ha voluto rimarcare il Sottosegretario alla Difesa, Stefania Pucciarelli, con delega all’indirizzo ed al coordinamento delle iniziative intraprese in materia di lotta alla contraffazione in sede di Consiglio Nazionale per la Lotta alla Contraffazione e all’Italian Sounding (CNALCIS). Organismo interministeriale e interagenzia ricadente sotto la guida del Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) che proprio oggi, mercoledì 27 ottobre 2021, è stato convocato nella sua prima seduta plenaria relativa al biennio 2021-2023, nell’ambito della 6^ edizione della tradizionale Settimana annuale Anticontraffazione, promossa dalla Direzione Generale per la Tutela della Proprietà Industriale – Ufficio Italiano Brevetti e Marchi del MiSe sin dal 2016 e quest’anno fissata tra il 25 e il 31 ottobre con numerose iniziative di sensibilizzazione, nel prevalente formato digitale causa pandemia, orientate a tenere alta l’attenzione delle pubbliche opinioni su questo annoso fenomeno e sui suoi pesanti impatti.

“La tutela della proprietà intellettuale delle nostre aziende e del Made in Italy attraverso la lotta ad ogni forma di contraffazione e violazione ad esse dirette rientra certamente tra gli obiettivi strategici che il nostro Paese deve perseguire, dato che la stessa Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) ci pone tra le prime tre nazioni su scala mondiale ad esserne maggiormente colpite.

La contraffazione cagiona gravissimi danni al nostro sistema sotto molteplici aspetti, tra loro strettamente collegati.

Sul piano produttivo-imprenditoriale – prosegue Pucciarelli – depaupera il preziosissimo capitale nazionale costituito dal nostro indiscusso estro ideativo, scoraggiando gli investimenti in qualità e innovazione, oltre a generare concorrenza sleale, che insieme riducono la competitività delle imprese italiane – grandi e piccole – sul mercato internazionale, con un danno stimato in 32 miliardi di Euro per le sole violazioni dei marchi. In termini economico-finanziari sottrae quote importanti di gettito fiscale – diminuzione stimata in 10.3 miliardi – e richiede parimenti ingenti risorse da dedicare al complesso contrasto di un fenomeno transnazionale capace di muovere un giro di affari mondiale di 461 miliardi di Euro l’anno, pari al 2,5% delle merci scambiate sul pianeta. Certo non ultimi per importanza sono poi i danni sociali e quelli alla salute dei consumatori derivanti, rispettivamente, dalla perdita di occupazione per le aziende colpite da concorrenza sleale e disincentivazione all’investimento – il drammatico conto pagato in tal senso dall’Italia parla di oltre 88.000 posti di lavoro – e dal mancato rispetto dei previsti standard di sicurezza nella produzione dei beni contraffatti, come l’emblematico uso di solventi, coloranti, sostanze chimiche o materiali nocivi per l’uomo perché più a buon mercato. Se tutto ciò non bastasse va poi conteggiato il fatto che dietro al mercato del falso e del non-certificato si celano sia ingenti profitti per le organizzazioni criminali sia vergognose forme di sfruttamento di lavoratori sottopagati, talvolta segregati in stato di nuova schiavitù.” – conclude il Sottosegretario Pucciarelli.