Unibo. Tre giorni per parlare di sostenibilità all’Alma Mater

BOLOGNA – Sostenibilità come strategia di sviluppo per migliorare la qualità della vita privata e lavorativa delle persone e il benessere della comunità. È questo il filo rosso che lega tre giornate che l’Università di Bologna dedica al tema della sostenibilità. Tre eventi il 7, l’8 e il 9 novembre che si svolgeranno a Bologna, Imola e Rimini. Numerosi gli ospiti: dal Ministro per l’Ambiente Gian Luca Galletti a Ashima Sukhdev della Fondazione Ellen Mc Arthur, dai rappresentanti delle istituzioni (i rappresentanti delle città di Bologna, Ozzano, Imola, Faenza, Ravenna, Forlì, Cesena, Cesenatico, Bertinoro, Rimini) a Banca Intesa Sanpaolo, Unipol e i partner del mondo delle imprese, tutti chiamati a raccolta attorno al tema dello sviluppo sostenibile, ai progetti legati alla salvaguardia degli stili di vita e al miglioramento del benessere generale.

“L’Università di Bologna è un’istituzione accademica con un orizzonte di riferimento globale e un forte e distintivo radicamento nel territorio regionale”, afferma il Rettore Francesco Ubertini. “Il nostro Ateneo, con oltre 80 mila studenti, 5800 dipendenti, tra docenti e personale tecnico amministrativo, un milione di metri quadrati di fabbricati e 1,7 milioni di risorse del patrimonio bibliotecario, ha un forte impatto diretto sull’economia locale, sulla società e sull’ambiente circostante. Per noi, il tema della sostenibilità non è una tra le tante opzioni disponibili, ma una necessaria e responsabile strategia di sviluppo”.

Il contesto
Da numerosi anni l’Università di Bologna adotta strategie innovative per armonizzare i rapporto tra spazio ambiente e persone. I valori propri della sostenibilità quali la valorizzazione e la salvaguardia del territorio, il miglioramento del benessere della comunità, lo sviluppo economico basato sulla conoscenza, l’equità sociale e la capacità stessa dei soggetti coinvolti di operare insieme efficacemente, trovano infatti una declinazione metodologica nel modello universitario Multicampus, consentendo all’Ateneo di favorire la diffusione di una cultura effettivamente sostenibile e di rivestire così un ruolo determinante nella realtà economica locale e nella trasmissione della conoscenza all’interno della società. Su tali basi l’Alma Mater guida il processo di transizione verso una società sostenibile secondo l’etica della responsabilità, operando nel rispetto delle risorse disponibili e ponendo l’attenzione sulle esigenze delle future generazioni, motore e al contempo ragion d’essere di una istituzione universitaria.

L’Agenda 2030 e i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, approvati un anno fa dai 193 Paesi aderenti alle Nazioni Unite, rappresentano i principi cardine entro cui si inseriscono gli obiettivi dell’Ateneo, secondo quanto Unibo enuncia espressamente nel proprio Bilancio sociale.

Gli eventi
Bologna, Imola e Rimini saranno teatro di altrettanti incontri sul tema. Il primo evento, a Bologna il 7 novembre alle ore 15,30 in Rettorato (Sala VIII Centenario), sarà dedicato al legame tra Università e sviluppo dei centri urbani e vedrà gli interventi introduttivi del Rettore Francesco Ubertini, del Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare Gian Luca Galletti e di Irene Priolo, Assessore alle Politiche per la Mobilità del Comune di Bologna.

Il Ministro Gian Luca Galletti, proprio nel giorno in cui prende avvio la conferenza mondiale Cop22 di Marrakesh sul contrasto ai cambiamenti climatici, illustrerà l’attività del governo sul fronte della sostenibilità e della qualità dell’aria nelle città: dalla mobilità elettrica al bike e car sharing, dalle misure di efficienza energetica in case, condomini ed edifici pubblici fino alla riqualificazione urbana con la valorizzazione del verde pubblico, il Ministro affronterà ad ampio raggio il tema delle Smart cities. Si partirà proprio dall’esempio di Bologna, col progetto di mobilità sostenibile ciclistica rivolto agli studenti universitari, finanziato dal Ministero con 1,5 milioni di euro e a cui partecipa anche il Comune.

L’evento del 7 novembre prevederà anche alcune relazioni, moderate da Angelo Paletta, delegato al bilancio dell’Alma Mater. La prima sarà quella di Ashima Sukhdev, Government & Cities Programme Lead presso la Fondazione Ellen MacArthur, realtà estremamente attiva e influente che lavora con governi, mondo industriale e università nel campo della Circular Economy. Il suo intervento sarà sulla rigenerazione delle città storiche e il tema delle sustainable smart cities. Poi sarà la volta di Maria Luisa Parmigiani di Unipol e di Massimiano Tellini di Banca Intesa Sanpaolo, partner della Fondazione. Seguirà la presentazione del progetto Multicampus sostenibile a cura di Riccardo Gulli, delegato del Rettore all’edilizia e sostenibilità e del progetto europeo ROCK, a cura di Giovanni Leoni, docente del Dipartimento di Architettura. Infine sarà la volta di Andrea Segrè, docente al Dipartimento di Scienze e tecnologie Agro-Alimentari, che interverrà su “Il cibo come driver per la sostenibilità economica, sociale e ambientale: il caso Bologna”.

Il progetto Multicampus Sostenibile rappresenta la sintesi e lo strumento con cui l’Università di Bologna intende valorizzare la propria vocazione di modello policentrico a scala regionale, fornendo una risposta aggiornata alle istanze che orientano oggi le politiche per uno sviluppo sostenibile. Riportando l’attenzione sui bisogni e abitudini della comunità universitaria, sull’ambiente e sul loro reciproco rapporto, il progetto mira a soddisfare le richieste di salvaguardia dell’ambiente, di rinnovamento delle risorse naturali, di contenimento dei consumi che interessano i plessi edilizi, i siti e la mobilità, e a perseguire gli obiettivi di cura del patrimonio costruito contestualmente al miglioramento del benessere sociale. Gli ambiti tematici sui quali si sviluppano le linee di azione sono: Spazio (siti, aree verdi, patrimonio costruito, nuove opere), Consumo (acqua, rifiuti, suolo, energia), Mobilità (intermodalità, economicità, velocità), Tutela (salute, cura e manutenzione, sicurezza, valorizzazione). Le linee di azione sono: Una comunità attiva, Muoversi sostenibile, In simbiosi con l’ambiente, Comportamenti sostenibili.

Il progetto ROCK (Regeneration and Optimisation of Cultural heritage in creative and Knowledge cities) partecipa alla selezione per il Bando Europeo Cultural Heritage as a Driver for Sustainable Growth del programma di finanziamento Europeo Horizon 2020. È coordinato dal Comune di Bologna supportato dall’Università di Bologna e ha riunito un consorzio che comprende circa trenta partner internazionali tra Municipalità, Università, reti di imprese, aziende, agenzie di sviluppo, fondazioni ed enti di beneficienza. L’idea consiste nel mettere in rete città impegnate nel processo di rigenerazione urbana, sulla base di un meccanismo che vede città-guida mentori di città-replicator, per la condivisone di dati, strategie e casi di successo, assumendo il patrimonio culturale come driver per la crescita sociale ed economica a scala urbana. Nello specifico, a Bologna sarà testato il potenziale di replicabilità di alcuni modelli-pilota di importanti città europee, localizzando l’applicazione nell’area compresa tra piazza Maggiore e via Zamboni (comprendendo una buffer-zone circostante) interpretata come un Distretto Culturale e Creativo della città, portando a sistema e valorizzando le risorse culturali già esistenti e basate su una forte presenza fisica di istituzioni. Università, Istituzioni e Associazioni Culturali, Enti Privati, Comitati di Residenti, Cittadinanza Studentesca saranno attori coinvolti nel processo partecipativo di co-progettazione per la riappropriazione dei luoghi urbani. Il progetto prevede una riqualificazione fondata su una innovazioni tecnologica – mirata a incrementare la sicurezza, a mappare i flussi, a favorire il comfort outdoor e indoor, la gestione green degli eventi, ecc. – e una di tipo sociale che prevede il coinvolgimento di tutte le categorie di stakeholder locali attivando percorsi condivisi per la modifica strutturale e/o temporanea dello spazio, attraverso una rete di living-lab diffusi nel centro storico con obiettivi tematici specifici.

Il giorno 8 novembre sarà Imola a fare da scenario ad un evento che si terrà a partire dalle ore 9.30 presso la sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, partner strategico per la nascita e lo sviluppo del progetto dell’Alma Mater in Imola. In apertura gli interventi del Rettore Ubertini, del Sindaco di Imola Daniele Manca, del presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola Fabio Bacchilega, della referente accademica del plesso didattico imolese Patrizia Tassinari. Seguiranno le relazioni di Riccardo Gulli sulla sostenibilità come strategia per l’Ateneo e di Andrea Braschi sul Progetto Multicampus Sostenibile. A seguire la firma di un protocollo di intesa sul Multicampus Sostenibile con i partner del progetto (Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, CON.AMI, Unipol, Unindustria, Technogym, Illumia e Orogel). Chiuderà la mattinata una tavola rotonda con i sindaci del territorio (Bologna, Ozzano, Imola, Faenza, Ravenna, Forlì, Cesena, Cesenatico, Bertinoro, Rimini).

Il 9 novembre lo scenario si sposterà infine a Rimini, all’interno della Fiera e nella cornice della manifestazione Ecomondo, che conta più di 100,000 visitatori da più di 80 Paesi diversi e oltre 1200 aziende espositrici. Qui a partire dalle 10, dopo l’intervento di apertura del prorettore vicario Mirko Degli Esposti, le relazioni del prof. Carlo Maria Medaglia, Capo Segreteria Tecnica sulle ”Politiche di sostegno allo sviluppo sostenibile, di Riccardo Gulli sulla “Sostenibilità come strategia per l’Ateneo di Bologna, di Andrea Braschi sul “Progetto MultiCampus sostenibile”, di Olivia Bernardi su “Unibo sostenibile: i principi della sostenibilità nello svolgimento delle attività di Ateneo” e di Alessandra Bonoli, docente del Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei materiali su “La scuola di Ingegneria e Architettura: un living lab partecipato della sostenibilità”.