Unibo Ricerca. VIOLIN: un progetto per valorizzare l’olio di extravergine di oliva

Partono in autunno le attività per sostenere la ricerca nella filiera olivicola, rafforzando il comparto agroalimentare italiano. Tra i partner del progetto c’è anche l’Università di Bologna

UNIBO-logo-largeBOLOGNA – Valorizzazione dei prodotti Italiani derivanti dall’OLiva attraverso tecniche analitiche Innovative: è questa la finalità di VIOLIN, attività di ricerca sostenuta da Ager – Agroalimentare e ricerca con un finanziamento di 1 milione di euro per un partenariato che ha come capofila l’Università degli Studi di Messina, responsabile scientifico il prof. Luigi Mondello, e che comprende inoltre l’Alma Mater e le Università di Torino, del Sannio, della Tuscia, di Genova, La Sapienza di Roma, la Fondazione Edmund Mach, l’Università Campus Bio-Medico di Roma, l’Aldo Moro di Bari e l’Università di Verona.

La qualità scientifica di VIOLIN è stata valutata da 13 esperti internazionali, che hanno selezionato il progetto, all’interno del bando di 2,5 milioni di euro promosso da un gruppo di dieci Fondazioni di origine bancaria, secondo criteri di peer review, all’interno delle 38 proposte candidate. Nello specifico, il progetto ha una serie di finalità. La realizzazione di una banca dati degli oli, dove la composizione di ogni campione sarà correlato alle specifiche proprietà fondamentali per caratterizzare l’olio, come ad esempio quelle sensoriali, nutrizionali, di provenienza del prodotto. La messa a punto di sistemi per monitorare e preservare la qualità dell’olio durante la conservazione e anche per il packaging. Una migliore gestione e valorizzazione dei sottoprodotti della trasformazione, dai quali estrarre composti per l’industria cosmetica, farmaceutica e alimentare, in particolare per la produzione di alimenti che hanno un effetto benefico sulla salute umana. Infine il progetto punterà a creare nel consumatore una “cultura dell’olio italiano di qualità”, promuovendo una sana consapevolezza all’acquisto che darà supporto e sostegno economico alle produzioni di qualità. Accanto a tutto questo, un piano di comunicazione multilivello, che utilizzerà i canali della moderna divulgazione per raggiungere non solo la comunità scientifica, ma anche la società civile e soprattutto gli operatori della filiera, a cui sono destinati i risultati della ricerca.

In particolare, l’unità di ricerca dell’Alma Mater, coordinata dalla Prof.ssa Mara Mirasoli del gruppo del Prof Aldo Roda (Dipartimento di Chimica “Giacomo Ciamician”), avrà il compito di mettere a punto test cellulari per la valutazione dell’attività antiossidante e protettiva a livello vascolare dei diversi oli dalla banca realizzata e di sviluppare biosensori portatili, rapidi e di semplice utilizzo, per la valutazione delle caratteristiche qualitative degli oli (acidità, attività antiossidante, numero di perossidi, contenuto di polifenoli) direttamente sul luogo di produzione o di confezionamento. Il progetto, in partenza il prossimo autunno, fornirà un grosso contributo per consolidare la leadership di un prodotto made in Italy riconosciuto tra le eccellenze dell’agroalimentare del nostro Paese, garantire ai consumatori oli di alta qualità e coniugare elevate produzioni con la sostenibilità ambientale ed economica. Tutti aspetti che soddisfano completamente gli obiettivi delle Fondazioni aderenti ad Ager che finanziano il progetto e che sono Fondazione Cariplo (capofila), Fondazione di Padova e Rovigo, Fondazione di Cuneo, Fondazione di Modena, Fondazione di Parma, Fondazione di Udine e Pordenone, Fondazione di Teramo, Fondazione Banco di Sardegna, Fondazione di Bolzano e Fondazione con il Sud.

Per ulteriori informazioni: www.progettoager.it