Unibo. “Le azioni del CUG. Gli atti sul mobbing, le tesi premiate, il bilancio di genere”

Una giornata di confronto e riflessione organizzata dal Comitato Unico di Garanzia – CUG dell’Università di Bologna

UNIBO-logo-largeBOLOGNA  – Martedì 15 novembre, alle 10, in Rettorato, si svolgerà l’incontro “Le azioni del CUG. Gli atti sul mobbing, le tesi premiate, il bilancio di genere” per riflettere sui temi delle pari opportunità e del benessere lavorativo. Aprirà, con i saluti istituzionali, la Prorettrice alle Risorse Umane di Ateneo, prof.ssa Chiara Elefante e poi interverrà la prof.ssa Tullia Gallina Toschi, Presidente del CUG dell’Università di Bologna, per una panoramica sullo stato di realizzazione delle azioni positive del Comitato dell’Alma Mater.

Saranno presentati gli atti del percorso formativo: “Mobbing: conoscere per prevenire”, il ciclo organizzato con il contributo di sociologi, giuristi e psicologi di Ateneo, per comprendere quali sottili meccanismi siano alla base di rapporti lavorativi a rischio, cosa li renda più frequenti, quali interventi attivare per evitarli e, infine, per ricordare quanto sia importante non essere complici di alcuna situazione volta a isolare o a discriminare.

Durante l’incontro verranno conferiti i Premi di laurea finanziati dal CUG per le migliori tesi sui temi di interesse del Comitato e sarà, poi, presentato il primo Bilancio di Genere dell’Università di Bologna, realizzato per la prima volta dall’Ateneo, nel 2015, con l’obiettivo perseguire una politica di pari opportunità.

L’Alma Mater è il quarto Ateneo statale e il secondo mega Ateneo italiano a redigere e rendere pubblico un documento di questo tipo, dopo l’Università di Ferrara, che lo elabora regolarmente a partire dal 2011, l’Università di Perugia, che nel 2015 ha pubblicato il suo primo Rapporto sulla Composizione di Genere dell’Ateneo, e l’Università di Napoli – Federico II, l’altro mega Ateneo che ha pubblicato, proprio quest’anno, il primo Bilancio di Genere.

La pubblicazione del Bilancio di Genere è un atto coraggioso, perché esprime la volontà di esporre i dati così come sono, di mettere in discussione lo stato delle cose e di assumere le azioni necessarie per perseguire davvero una politica di pari opportunità. Il documento non nasconde una situazione di evidente disequilibrio, ma la osserva a fondo, la disaggrega, rendendo così possibile ogni tipo di analisi, ogni valutazione politica ed organizzativa ed un’ampia e libera riflessione in merito alle ragioni delle disparità.