Terreni di via Portogallo concessi dal Comune di Rimini per la progettazione sociale

comune di Rimini logoMessi a disposizione per un progetto di inserimento lavorativo con le cooperative sociali

RIMINI – I terreni di via Portogallo saranno i prossimi beni immobili concessi dal Comune di Rimini per la progettazione sociale. A deciderlo è stata la Giunta comunale che ha indicato come destinazione d’uso per l’area di via Portogallo (occupata per molti anni da un insediamento non autorizzato di gruppi nomadi) quella di tipo sociale. L’area, rientrante dunque tra i beni immobili facenti parti del patrimonio comunale indisponibile, sarà al centro di un progetto che riguarderà l’inserimento lavorativo di persone rientranti in alcune categorie di svantaggio, ai quali sarà affidato il compito di trasformare l’attuale area in un parcheggio e deposito dei mezzi di lavoro utilizzati dalle vicine cooperative e da altre aziende con sede negli spazi adiacenti.

Più in generale, tra beni immobili e altri tipi di servizi, negli ultimi cinque anni sono state 50 le istruttorie pubbliche fatte dai servizi di protezione sociale. Si tratta di una modalità che permette di coinvolgere il mondo del volontariato in maniera più dinamica e attiva rispetto ad altre, come ad esempio il bando. Tramite l’istruttoria pubblica il volontariato è chiamato infatti anche a coprogettare con l’Ente pubblico, mettendoci idee progettuali ma anche risorse.

“Creare opportunità di lavoro – è il commento di Gloria Lisi, Vicesindaco del Comune di Rimini con delega alla protezione sociale – dalla rimessa in circolo di beni attualmente indisponibili. Questo il vero punto di forza del progetto che andremo a realizzare negli spazi di via Portogallo, tramite la collaborazione con le cooperative e l’associazionismo. Un modo virtuoso di ridare vita a pezzi di città rimasti in sospeso e ora pronti a una nuova vita, in grado di generare lavoro e inclusione. Un esempio concreto di come il rapporto virtuoso tra pubblico e terzo settore possa giovare a tutti i settori della nostra comunità, a partire da quelli ora più in difficoltà”.