Spazi commerciali sfitti in centro storico di Cesena

comune di Cesena logoAl via una Piattaforma per favorirne la locazione

CESENA – Lettera aperta del Sindaco Lucchi e dell’Assessore Dionigi alle Associazioni d’impresa, ai commercianti, ai proprietari immobiliari.

Negli ultimi 12 mesi la rete commerciale del centro storico di Cesena ha mostrato una sostanziale tenuta. Se, infatti, a fine 2014 le attività commerciali erano 491, a fine 2015 se ne sono contate 490.

Questo valore numerico testimonia come il nostro centro storico rappresenti ancora oggi una “buona piazza” dal punto di vista commerciale, confermando la propria attrattività per molti nuovi imprenditori.

Ma lo sappiamo bene: un dato positivo non deve divenire il facile espediente per evitare di lavorare con determinazione e costanza al miglioramento della capacità attrattiva del centro storico.

Per questo, intendiamo attivare una innovativa Piattaforma di monitoraggio degli spazi sfitti e di supporto agli imprenditori che avessero l’intenzione di avviare una nuova attività nel nostro centro cittadino.

Come?

Partiamo da qualche considerazione evidente: i circa 120 locali commerciali sfitti del nostro centro storico, nella gran parte dei casi, sono “fermi“ ormai da molto tempo ed apparentemente paiono ignorati dall’interesse di nuovi imprenditori.

Sappiamo infatti che spesso capita che più un locale resta inutilizzato, più se ne riduce l’appeal per chi ambisce ad avviare una nuova attività.

Le aree del centro storico con la percentuale maggiore di spazi commerciali sfitti sono: la Galleria OIR e via Fra Michelino (8 attività sfitte ciascuna), seguite da via Strinati (6 attività chiuse), via Pescheria (7 attività chiuse) e Via Cesare Battisti, che conta 15 spazi commerciali sfitti contro 64 locali utilizzati. Mentre le vie con una rete commerciale più compatta sono: Piazza Albizzi e Via Albizzi (15 spazi occupati su 15), Piazza Almerici e Fabbri (10 su 10), Corte Dandini (7 su 7), Piazza Amendola (20 su 21), Via Fantaguzzi (21 su 22), Via Zefferino Re (32 su 34), Corso Mazzini (38 su 40), Corso Sozzi (40 su 42).

E’ quindi giusto dedicare grande attenzione alle aree in difficoltà, che in questi anni sono state caratterizzate da un’immagine commerciale che si è progressivamente deteriorata.

Per questo nel corso dei prossimi mesi costituiremo (in rapporto diretto con le proprietà immobiliari e le agenzie alle quali è stato affidato il compito di agire da intermediarie) un’anagrafe degli spazi commerciali sfitti del nostro centro storico, rilevandone le caratteristiche, lo stato di conservazione, il canone di affitto richiesto.

Inoltre, proprio sul costo degli affitti intendiamo svolgere un monitoraggio comparativo. E’ infatti noto come spesso anche la richiesta economica della proprietà sia il principale elemento ostativo alla collocazione di nuove attività. Per esempio, a titolo esclusivamente esemplificativo (ed anche per sfatare il “mito” secondo il quale la pressione tributaria del Comune imporrebbe canoni più alti della media) , rendiamo noti i dati di una prima indagine effettuata proprio in questi giorni.

Un piccolo spazio commerciale di 20 metri quadrati, collocato in una delle vie principali del centro, è gravato da una Imu di circa 1.000 euro annui. Ma, con tutta probabilità, lo stesso spazio commerciale verrà proposto sul mercato ad un canone mensile d’affitto di 1.500/1.800 euro. Ciò significa che il proprietario dell’immobile ambisce ad incassare 18.000/21.000 euro annui ma che, allo stesso tempo, tale cifra corre il rischio di mettere fuori mercato qualunque attività commerciale, poiché non è certo facile pensare ad un rendimento economico in grado di ammortizzare un costo d’affitto così rilevante.

Secondo esempio: uno spazio commerciale più ampio, di 93 metri quadrati, sempre collocato in una delle vie principali del centro, è gravato da una Imu di circa 4.800 euro annui e da un’aspettativa d’affitto di 3.000/3.500 euro mensili, che portano il potenziale affittuario a dover anticipare la bella somma di 36.000/42.000 euro. Anche in questo caso una cifra difficile da sostenere.

Vi sono, per fortuna, anche proprietari immobiliari disponibili ad abbassare le proprie richieste per garantirsi comunque un rendimento certo.

Ma questo tipo di sensibilità – che rientra all’interno della sfera delle scelte personali anche se, in realtà, incide sulla qualità attrattiva e sociale del nostro centro storico – va anche diffusa, ricercata e stimolata con il dialogo e con un confronto diretto con coloro che tendono a pensare ad affitti commerciali più adatti al periodo consumistico degli anni ’90 che non all’attuale fase di perdurante crisi dei consumi e di profondo cambiamento degli stessi.

A noi pare che contratti come quello a “scaletta incrementale” (che vedono un affitto progressivamente incrementato nel corso degli anni, se l’impresa che utilizza lo spazio trova redditività), siano la base per un corretto supporto al sistema commerciale delle vie maggiormente in difficoltà del nostro centro storico.

Per parte nostra – poiché, lo sappiamo bene, ognuno deve fare la propria parte – abbiamo già confermato, anche nel 2016, gli incentivi per le nuove imprese. Gli stessi tengono in particolare considerazione quelle collocate nel centro cittadino, garantendo un sostegno economico che nel 2015 ne ha supportate 48 (nella gran parte dei casi pubblici esercizi ed attività commerciali non alimentari).

Siamo inoltre disponibili a valutare altre occasioni di supporto alla fase di startup di nuove attività commerciali, artigianali, bar e ristoranti.

Ma non ci limiteremo a questo. Subito dopo l’attività di monitoraggio, creeremo una Piattaforma stabile di attrazione verso il nostro centro storico, attivando un’operazione di marketing a largo raggio che ci porterà a confrontarci con grandi e piccoli player commerciali locali (dei settori dell’abbigliamento, calzaturiero, alimentare di qualità) e con le principali catene commerciali nazionali ed internazionali.

Per realizzare questo genere di attività, l’Amministrazione comunale si avvarrà di professionisti specializzati nel settore del marketing commerciale, aggiungendo un ulteriore patrimonio di competenze ed esperienze a quello che in questi anni le Associazioni d’impresa della nostra città non hanno mai fatto mancare.

Così facendo, entro il 2016 puntiamo ad avere disponibile uno studio completo sugli spazi sfitti del centro cittadino ed una serie di proposte per il ripopolamento commerciale, basate anche su idee innovative, come la creazione di “distretti” commerciali all’interno del centro storico, in grado di suddividere per zone la collocazione di generi diversi, migliorando così la capacità attrattiva e d’identificazione di ogni via della nostra città.

E’ con il lavoro assiduo e con una regia generale garantita anche dall’impegno costante di “Zona A”, che un vero centro commerciale all’aria aperta di qualità come il nostro, può e deve operare, tessendo una rete di contatti e di progettualità utili a favorire un rafforzamento della capacità attrattiva della parte più bella della nostra città.

D’altra parte tra 2017 e 2018 la riqualificazione di Piazza della Libertà e di Palazzo Bufalini, oltre che l’avvio dei lavori per riconfigurare le piazze e gli spazi di fronte alla Biblioteca Malatestiana, ci garantiranno un valore aggiunto di qualità urbana, destinato a migliorare l’immagine della nostra città. E’ bene che si creino le condizioni perché lo stesso salto di qualità, nel frattempo, lo possa fare anche la nostra rete commerciale.