Siccità, la Regione a fianco delle imprese agricole per sostenere le produzioni, in particolare quella del pomodoro da industria.

L’assessore Caselli: “Da subito al lavoro per affrontare l’emergenza. Orientare gli sforzi per salvare il massimo della produzione possibile”. L’impegno dell’Emilia-Romagna confermato nel corso di un incontro con il presidente dell’OI Pomodoro Nord Italia, Tiberio Rabboni. Circa 26mila gli ettari coltivati

logo regione emilia romagnaBOLOGNA – Massima attenzione da parte della Regione a una delle colture più colpite dalla crisi idrica in corso, quella del pomodoro da industria.

L’impegno è stato confermato da Simona Caselli, assessore regionale all’Agricoltura, nel corso di un incontro con il comitato di coordinamento dell’OI (Organizzazione Interprofessionale) Pomodoro da industria del Nord Italia – circa 26mila ettari coltivati nella sola Emilia-Romagna –, guidato dal presidente Tiberio Rabboni.

All’ordine del giorno, la grave siccità che sta interessando la parte occidentale della regione e, in particolare, i territori di Parma e Piacenza, per i quali è stato proclamato dal Governo lo stato di emergenza idrica.

L’incontro, chiesto dal presidente Rabboni, si è svolto in un clima di “confronto costruttivo” – come è stato definito dai partecipanti – e ha consentito di condividere alcuni obiettivi illustrati dall’assessore.

“L’evidente effetto dei cambiamenti climatici sul nostro territorio– ha sottolineato Caselli-, chiaramente dimostrato dalle varie avversità atmosferiche sempre più frequenti, ci impone di considerare la siccità come una sfida da affrontare in modo continuativo nel tempo, perché non è destinata a essere un fenomeno passeggero”.

Secondo l’assessore, sono quindi necessarie strategie non solo di mitigazione, con la riduzione delle emissioni in atmosfera e le tecniche di risparmio dell’acqua, ma anche “di adattamento ai cambiamenti climatici, attraverso comportamenti nuovi, dal campo alla filiera di trasformazione, che con innovazioni e provvedimenti infrastrutturali, peraltro già stati messi in campo dalla filiera del pomodoro, consentano di affrontare in modo sistematico le avversità”.

L’obiettivo delle istituzioni e degli operatori economici della filiera è di compiere ogni sforzo per contenere al massimo i danni alle colture: per questo motivo sarà istituito un tavolo di monitoraggio. “La filiera del pomodoro– ha spiegato l’assessore-, come altre importanti filiere dell’agroalimentare regionale, non si esaurisce nella parte agricola ma contribuisce a costruire valore aggiunto e occupazione nella trasformazione alimentare, nella logistica e nella distribuzione dei prodotti, per cui è necessario orientare gli sforzi a salvare il massimo della produzione possibile”.

Nel corso dell’incontro, si è ricordato come il settore del pomodoro da industria, anche grazie al forte impegno dell’OI nel corso degli anni, utilizzi da tempo in modo massiccio metodi di irrigazione a goccia, adottati – a seconda delle zone – su superfici che vanno dal 70 a 100% delle coltivazioni; si tratta quindi di una produzione all’avanguardia nel risparmio della risorsa idrica, e che di certo non ne spreca.

Si è condiviso che, oltre ai provvedimenti di deroga già adottati, occorre sviluppare in tempi brevi scelte precise e chiare per quanto riguarda i piccoli e medi invasi per uso irriguo, e altre possibili soluzioni infrastrutturali, in modo tale da raccogliere il più possibile l’acqua quando è disponibile e a riutilizzare l’acqua esistente.

“A questo proposito- ha sottolineato Caselli- sono disponibili le risorse del Programma di Sviluppo Rurale sia nazionali che regionali”. A chiusura dell’incontro, il presidente Rabboni – a nome della filiera del pomodoro – ha ringraziato la Regione per lo sforzo fatto sui diversi fronti di intervento.