Siccità. Deroghe per le necessità potabili e acqua per uso agricolo: misure straordinarie per i territori di Parma e Piacenza

Il presidente Bonaccini annuncia i provvedimenti. Vertice dell’Osservatorio a Piacenza col ministro Galletti, la sottosegretaria De Micheli, l’assessore Gazzolo. Deroga immediata al deflusso minimo vitale per la val d’Arda, rilascio di 4 milioni di metri cubi d’acqua dalla diga di Brugneto per uso agricolo, riunione operativa lunedì in Arpae a Piacenza per il Trebbia

logo regione emilia romagnaBOLOGNA – Deroga immediata al deflusso minimo vitale per le esigenze potabili della val d’Arda, rilascio di 4 milioni di metri cubi d’acqua dalla diga di Brugneto per uso agricolo, riunione operativa lunedì in Arpae a Piacenza per il Trebbia.

Sono le tre misure principali annunciate dal presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, mentre nella prefettura di Piacenza si teneva un vertice dell’Osservatorio permanente per gli usi idrici, presieduto dal ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti, sulla drammatica crisi che sta interessando in particolare i territori del parmense e del piacentino.

“Mettiamo in atto delle misure di emergenza adeguate alla crisi che sta colpendo i nostri territori- ha commentato Bonaccini-, dopo aver chiesto immediatamente al Governo di attivare lo stato di emergenza che ci è stato concesso in pochi giorni, insieme alla garanzia dell’arrivo di quasi 9 milioni di euro destinati a queste zone. Continueremo a stare vicini alle popolazioni, con le autobotti laddove sia necessario, con la consegna dell’acqua a quei comuni che ne abbiano necessità. Infine attiveremo la ricerca di nuovi pozzi, affinchè l’acqua possa essere recuperata anche in profondità e utilizzata”.

Quindi, da ieri deroga al deflusso minimo vitale per assicurare ai 35 mila abitanti della val d’Arda le esigenze per l’idropotabile, grazie ai rilasci della diga di Mignano che oggi è l’invaso più in crisi della provincia. Per quanto riguarda il Trebbia, lunedì riunione operativa in Arpae a Piacenza per quantificare i volumi della deroga al deflusso minimo vitale per l’uso irriguo, salvaguardando comunque corso d’acqua e biodiversità. Infine, confermato che la Liguria ha dato il via libera al rilascio di 4 milioni di metri cubi dalla diga di Brugneto, che saranno destinati interamente a uso agricolo per le necessità del territorio piacentino.

“La Regione è al lavoro per arrivare in pochi giorni all’approvazione del Piano degli interventi urgenti che saranno avviati con i fondi resi disponibili dal Governo- ha dichiarato l’assessore regionale all’Ambiente e Protezione civile, Paola Gazzolo, a margine dell’Osservatorio riunitosi a Piacenza-: riattivazione di pozzi in secca, potenziamento della capacità di quelli esistenti, realizzazione di nuovi pozzi, ricerca di nuove sorgenti, sistemi di potabilizzazione delle acque. Al tempo stesso grande impegno per valutare le richieste di deflusso minimo vitale che sono già arrivate e arriveranno, con serietà e velocemente: servono risposte celeri e le stiamo dando”.

“Stiamo monitorando la situazione minuto per minuto con il lavoro degli Osservatori sugli usi idrici e una cabina di regia permanente- ha affermato il ministro Galletti-. Con i Presidenti Bonaccini e Toti promuoverò una mediazione per una nuova intesa sui rilasci dalla Diga del Brugneto capace di conciliare le esigenze di entrambi i territori, emiliano e ligure. Affrontata l’emergenza, occorre strategia capace di aumentare le capacità di invaso del Paese”.

Presenti alla riunione, oltre il ministro Galletti e la Regione Emilia-Romagna, la sottosegretaria all’Economia Paola De Micheli, Anbi, i rappresentanti delle Regioni del distretto padano, Aipo, Atersir e i soggetti principali coinvolti nella gestione della risorsa idrica a livello distrettuale.

“Ringrazio il Governo per la celerità con la quale ha dichiarato lo stato di emergenza- ha aggiunto la sottosegretaria De Micheli-, ora servono tutte le azioni possibili per mitigare effetti siccità. Poi si potrà intervenire secondo le regole già approvate e che si sono applicate per i rimborsi alle attività produttive, comprese quelle agricole, dopo il maltempo 2013-15 e che si uniranno alle risorse già disponibili con l’apposito Fondo del Ministero dell’Agricoltura”.

A oggi l’Osservatorio si è riunito più volte, l’ultima il 20 giugno e ha verificato una condizione di criticità media della portata del Po per l’intero distretto padano.
Per tutti i corsi d’acqua della Regione Emilia-Romagna e in particolare per Parma e Piacenza si è verificata una criticità alta e quindi richiesto intervento protezione civile nazionale.