Riscoprendo la prima edizione dell’Orlando furioso

Presentazione venerdì 7 ottobre alle 17 nella sala Agnelli della biblioteca Ariostea

biblioteca-ariostea-dal-bassoFERRARA – Ripropone la prima edizione del capolavoro di Ludovico Ariosto, corredata da commenti sui suoi elementi linguistici più significativi, il volume dal titolo ‘Orlando furioso secondo l’editio princeps del 1516’ (Torino, Einaudi, 2016) a cura di Tina Matarrese e Marco Praloran che, venerdì 7 ottobre alle 17, sarà presentato nella sala Agnelli della biblioteca Ariostea. L’incontro, che vedrà la partecipazione di Tina Matarrese e Cristina Montagnani (Università di Ferrara), è organizzato in occasione dei Cinquecento anni dalla pubblicazione della I edizione dell’Orlando furioso, con il patrocinio del Comitato Nazionale V Centenario dell’Orlando furioso – Mibact

LA SCHEDA a cura degli organizzatori
Ci si può chiedere perché commentare la prima forma dell’opera quando esiste una tradizione di commenti nella sua ultima forma, l’Orlando furioso del 1532? Perché la distanza tra le due edizioni ha comportato mutamenti di progetto sul piano letterario, linguistico e ideologico, considerati i forti e veloci cambiamenti che segnano la letteratura volgare in quegli anni con la trasformazione di generi e forme e l’assestamento del toscano letterario come lingua “nazionale”. Il Furioso del ’16 possiede pertanto ragioni diverse da quelle del Furioso del ’32: una freschezza inventiva che risente della eredità dell’Innamoramento boiardesco, di cui raccoglie e perfeziona la tecnica dell’entrelacement; così come la lingua, ancora vicina alla koiné “illustre” d’ambito cortigiano, con i suoi latinismi e alcuni tratti padani, ma già grave; impregnata di toscano letterario: se non “un capolavoro assoluto” certo un’opera dotata di una “sua autentica forza espressiva”, per citare i giudizi di critici come Segre, Dionisotti e Caretti. Un’opera che risponde a una dimensione più familiare e, si potrebbe dire, più municipale, e anche partecipa più da vicino alle vicende della casa estense nel loro intersecarsi con le storie fantastiche, grazie all’apertura della narrazione alla storia vera e alla realtà contemporanea, non potendo il poeta ignorare il drammatico scenario di guerre e invasioni al tempo della composizione dell’opera.
Tina Matarrese ha insegnato Linguistica italiana all’Università di Ferrara. È autrice del volume Il Settecento nella serie di «Storia della lingua italiana» del Mulino (1993). Ha curato il volume Il Boiardo e il mondo estense nel Quattrocento (con Giuseppe Anceschi, Antenore 1998) e pubblicato Il poema epico-cavalleresco nella storia della lingua italiana e saggi sul Boiardo e l’ Ariosto.
Marco Praloran ha insegnato Letteratura italiana e Linguistica italiana all’Università di Udine, quindi Storia della lingua italiana all’Università di Losanna. Tra i fondatori della rivista “Stilistica e metrica italiana”, ha pubblicato diversi saggi: Metro e ritmo nella poesia e, postumo, La canzone di Petrarca. Orchestrazione formale e percorsi argomentativi). Altro suo centro di interesse lo stile e le strutture narrative del poema cavalleresco, con studi sul Boiardo e l’Ariosto.