Rimini, dal 1° giugno in vigore l’ordinanza contro l’abuso di alcool

Previste sanzioni da 300 a 500 euro per i trasgressori

alcoolici birreRIMINI – Entrerà in vigore il 1° giugno l’ordinanza contingibile ed urgente messa a punto dal Comando di Polizia Municipale per contrastare l’abuso di alcol e il degrado urbano che questo comporta in determinati spazi ed aree pubbliche di Rimini. Con l’ordinanza in concreto si vieta a tutti gli esercizi di vicinato del settore alimentare e misto ubicati nelle zone di maggior presenza turistica di conservare allo scopo di vendita bevande alcoliche di qualsiasi gradazione in qualunque sistema e apparecchio di refrigerazione e raffrescamento presso i locali e le aree esterne delle attività.

L’ordinanza, valida fino al 15 settembre, riguarda i negozi e le attività che sorgono nelle seguenti vie: Via Beccadelli; Via Vespucci; Via Mantegazza; Viale Trieste; Viale Cormons; Viale Trento; P.le Kennedy; P.le Marvelli; Viale R. Elena; Viale Parisano; Viale Carducci; Viale Pascoli; Via Lagomaggio da Viale R. Elena fino alla ferrovia; P.le Toscanini; Viale R. Margherita; P.le Gondar; Via delle Rimembranze da P.le Gondar alla ferrovia; Via Siracusa; Via Oliveti da Via R. Margherita alla ferrovia; Via Principe di Piemonte; Via Martinelli dalla Via P. di Piemonte alla ferrovia; Via G. Marconi; Via Mantova; Via Destra del Porto; Via Coletti; Via L. Lando; Via Ortigara; Viale Paolo Toscanelli; P.le Adamello; Viale Dati G.; Viale Porto Palos; Viale San Salvador; P.le C. Battisti; Via Gambalunga; Via Giovanni XXIII; Via Roma da Via Dante a via dei Mille; Via dei Mille; Via R. Tosi. Sono esclusi dal provvedimento i laboratori artigianali per le quali la vendita di bevande è un’attività accessoria (come ad esempio piadinerie, pizzerie al taglio, ecc.).

“L’ordinanza nasce a seguito del confronto avuto in sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica e persegue due obiettivi: il primo è quello di porre un freno al consumo di alcol tra i minorenni, fenomeno sempre più preoccupante nelle città italiane e che assume i contorni dell’allarme sociale, favorito dalla facilità e dall’economicità con la quale si possono acquistare bevande alcoliche da asporto negli esercizi di vicinato– è il commento dell’Amministrazione Comunale – Anche in questo caso il Comune si trova a dover colmare un difetto della legislazione nazionale che, alla luce della liberalizzazione dell’esercizio della attività commerciale, non prevede limitazioni o vincoli per la vendita di alcolici effettuata al di fuori dai pubblici esercizi, privando di fatto Amministrazione e Forze dell’ordine di strumenti di controllo. Il secondo obiettivo, strettamente correlato, è quello di limitare i fenomeni di degrado urbano che il consumo di alcolici lungo le strade pubbliche comporta, dal disturbo della quiete pubblica all’abbandono dei contenitori di vetro. Situazioni che minano la convivenza civile, la sicurezza e l’incolumità pubblica. Sul contrasto a questo fenomeno l’amministrazione comunale non transigerà e userà il pugno duro, attuando controlli sistematici”.

La violazione delle disposizioni contenute nell’ordinanza comporterà una sanzione amministrativa che andrà da un minimo di 300 ad un massimo di 500 euro (che si potrà ridurre a 400 euro se pagata entro 60 giorni dalla contestazione o dalla notifica dell’accertamento).