Rimini calcio, dichiarazione del sindaco Andrea Gnassi

comune di Rimini logoRIMINI – L’Amministrazione Comunale continua a seguire gli ultimi preoccupanti sviluppi che riguardano il futuro della Rimini calcio e l’iscrizione al prossimo campionato di Lega Pro, che appare quanto mai in bilico. Nell’attesa di vedere come si muoveranno nei prossimi decisivi giorni i soggetti che hanno nelle mani il futuro della società biancorossa, l’Amministrazione comunale si è già attivata con la Figc e gli altri organi competenti per capire quali percorsi intraprendere nel caso la Lega Pro, scaduti tutti i termini, ratifichi la mancata iscrizione del Rimini al campionato.

Pur augurandoci un colpo di scena, non vorremmo che la Rimini del calcio si dovesse preparare a fare i conti con l’ennesima delusione – commenta il sindaco Andrea Gnassi – In questi anni, negli ultimi dodici mesi e anche in questi giorni (sia con la società sia con le ‘supposte’ parti interessate), il Comune ha sempre fatto la sua parte per supportare la principale realtà sportiva della città, pur non potendo per competenza intervenire sulle questioni prettamente societarie e nel rapporto coi soggetti eventualmente interessati.

La città, i tifosi, ormai hanno capito che ci siamo sempre stati: le porte del Comune sono state sempre aperte e lo dimostrano i molteplici incontri a cui abbiamo partecipato e che abbiamo promosso, soprattutto negli ultimi mesi, anche per favorire relazioni tra società e altri soggetti. Abbiamo ascoltato, ribadendo quello che per noi era più importante: difendere un patrimonio storico e identitario come la Rimini calcio, partendo però da basi solide. Niente voli pindarici e progetti faraonici, ma azioni mirate per garantire continuità e stabilità e magari mettere le basi per un futuro di più ampio respiro. Tanti contatti che purtroppo non si sono rivelati seri e che non si sono mai tradotti in azioni concrete e in programmi, e su questo ha inevitabilmente influito l’emergere della difficile situazione debitoria della società.

Speriamo ancora che le cose annunciate e dette dalle parti, che prefiguravano come certa l’iscrizione, siano vere e che, a differenza di quanto sembra, la non iscrizione sia dovuta a intoppi superabili. Se ciò non fosse, non ci sarebbe spiegazione comprensibile rispetto a quello che è stato detto alla città e all’amministrazione”.