Rifiuti. Gazzolo: “Emilia-Romagna autosufficiente. I 5 Stelle si arrampicano sugli specchi”

L’assessore: “Parlano di quelli speciali per spostare l’attenzione dal vero problema all’ordine del giorno: lo smaltimento dei rifiuti urbani di Roma. Rifiuti urbani che nella nostra regione sono recuperati o smaltiti nei nostri impianti, senza scaricare la questione su altri”

logo regione emilia romagnaBOLOGNA – “I 5 Stelle stanno sempre più arrampicandosi sugli specchi. Ci vuole un bel coraggio a sostenere certe posizioni. Con il nuovo Piano dei rifiuti, che la stessa consigliera Piccinini dovrebbe conoscere perché discusso 26 ore in Commissione, abbiamo programmato gli impianti necessari allo smaltimento dei rifiuti prodotti sul nostro territorio come ci chiede l’Europa. In Emilia-Romagna tutti i rifiuti urbani indifferenziati sono recuperati o smaltiti nei nostri impianti e non scarichiamo sicuramente su altri il problema. Per gli speciali, ribadisco ancora una volta, l’ennesima, un concetto elementare: secondo la norma nazionale, sono a libero mercato e a libera circolazione. I nostri impianti, come previsto appunto dal Piano, sono però dimensionati per garantirne lo smaltimento di una quantità pari a quella prodotta nella regione. Questa si chiama autosufficienza. Rilevandolo annualmente, sappiamo quanti rifiuti speciali si producono sul territorio, chi li tratta, quanti vanno fuori Regione e quanti entrano. Tutto è rendicontato nel Report di Regione e Arpae da cui la consigliera Piccinini ha ricavato i dati”.

Così l’assessore all’Ambiente, Paola Gazzolo, replica alla consigliera regionale Silvia Piccinini (M5s) sullo smaltimento dei rifiuti speciali (ospedalieri, elettronici, ecc.) in Emilia-Romagna.

“I 5 Stelle dovrebbero ricollegarsi con la realtà. Si riconosca l’efficienza dell’Emilia-Romagna. Parlando di rifiuti speciali la consigliera Piccinini cerca solo di spostare l’attenzione dal problema all’ordine del giorno e che i 5 Stelle hanno, ovvero la gestione dei rifiuti urbani a Roma. Farebbero bene a trovare una soluzione strutturale, invece di gettare fumo negli occhi all’opinione pubblica”, conclude Gazzolo.