Il regista Mateo Zoni presenta il suo film “Il club dei 27” dedicato al mito di Giuseppe Verdi

Martedì 6 marzo, ore 21, nuovo appuntamento per la rassegna “Uno sguardo al documentario” al Cinema San Biagio

locandinaCESENA – Martedì 6 marzo alle 21.00 al Cinema San Biagio il regista Mateo Zoni presenta il suo film “Il club dei 27”; a dialogare con lui ci sarà il Direttore del Conservatorio “B. Maderna” Paolo Chiavacci.

Con questa produzione, a metà strada tra documentario e fiction, Zoni esplora il mito di Giuseppe Verdi: un artista rubato alla solennità, ai busti e alle celebrazioni, portato nell’Italia di oggi, a spasso nelle sue terre tra Parma e Piacenza. E lo fa seguendo le vicende del quattordicenne Giacomo Anelli, che dall’età di 11 anni ha un sogno: entrare nell’esclusivo “Club dei 27”, ristrettissimo sodalizio di melomani con sede a Parma, dove ognuno dei soci porta come nome il titolo di un’opera del Sommo Maestro, che sono appunto 27.

Accompagnando Giacomo nel suo percorso, il film rivela perché ancora oggi Verdi sia l’autore d’opera più rappresentato al mondo, perché ogni giorno nel pianeta almeno due volte al giorno vada in scena una Traviata e perché certe storie non smettono di appassionare.

L’appuntamento fa parte della rassegna “Uno sguardo al documentario”, realizzata in collaborazione con la Federazione Italiana cinema d’essai dell’ Emilia-Romagna.

Prossimo appuntamento lunedì 26 marzo, con ospite il regista Enrico Basaldella a presentare il suo film-documentario “A traves da obra”.

Matteo Zoni

Nativo di Parma, nel 2001 Zoni ha diretto il documentario “Fassbinder: dritto al cuore di Alexanderplatz” prodotto e trasmesso da RaiSat Cinema. Nel 2004 il Centro Cultural de Belém gli ha commissionato “Rashomon o delle verità”, legato alla messa in scena della piéce teatrale “Rashomon” di Ryunosuke Akutagawa. Nel 2011 ha collaborato con Gianni Amelio per la produzione di “Il primo uomo”, tratto dal libro incompiuto di Albert Camus. Prima de “Il club dei 27”, nel 2011 aveva già trattato le tematiche adolescenziali nel documentario “Ulidi piccola mia” e nel cortometraggio “Elena, un giorno d’estate”.