Regione: Formazione. La Regione approva la qualifica di Maestro di danza

Può essere acquisita da insegnanti di danza che abbiano maturato una consistente esperienza professionale e danzatori professionisti che abbiano completato uno specifico percorso formativo. L’assessore Patrizio Bianchi: “Una necessità avvertita anche dalle famiglie, che chiedono garanzia di professionalità in chi opera nell’insegnamento della danza con bambini e ragazzi”

regione emilia romagna logoBOLOGNA –  Una nuova qualifica professionale che definisce quella figura tecnica nell’ambito dello spettacolo in grado di progettare e condurre lezioni di danza classica, moderna e contemporanea, graduando gli obiettivi didattici in relazione alle caratteristiche psico-fisiche degli allievi. La Regione Emilia-Romagna ha approvato la qualifica di Maestro di danza, che può essere acquisita da insegnanti di danza che abbiano maturato una consistente esperienza professionale e danzatori professionisti che abbiano completato uno specifico percorso formativo.

“La nuova qualifica per Maestro di danza approvata dalla Giunta Regionale è stata sviluppata su richiesta formale della Federazione Nazionale Associazioni Scuole di Danza- spiega l’assessore regionale alla Formazione e al Lavoro Patrizio Bianchi-. Una necessità avvertita anche dalle famiglie, che chiedono garanzia di professionalità in chi opera nell’insegnamento della danza con i più giovani”.

“Con la qualifica abbiamo raggiunto un duplice obiettivo- dice la presidente della Federazione nazionale danza Rosanna Pasi-: il riconoscimento di una professionalità, che restituisce dignità agli insegnanti e che dà garanzie ai genitori che alle scuole di danza affidano i loro figli in momenti anche delicati della loro formazione”.

“Dal punto di vista dei professionisti della danza, di quelli che hanno la capacità, la conoscenza, il mestiere per l’insegnamento della danza il riconoscimento della qualifica di Maestro di Danza deliberato dalla Regione Emilia-Romagna è un risultato importante- ha sottolineato il direttore di Ater Roberto Giovanardi-. Rispetto alla divaricazione estrema e solo italiana tra “libero insegnamento della Danza” e “Diploma riconosciuto dalla Accademia Nazionale di Danza a Roma”, questo riconoscimento della Regione Emilia-Romagna è una pietra miliare che distingue e qualifica chi può svolgere questo lavoro con competenza. Non è obbligatorio, non apre corsie privilegiate ma segnala una netta linea di demarcazione tra chi è e chi non è, tra chi sa fare e chi non sa fare. Non è una questione formale al contrario trattasi di pura sostanza che va convogliata al meglio per la didattica ma anche per la produzione artistica”.

“Per la nostra associazione è stato molto importante raggiungere questo traguardo, l’insegnamento della danza non può essere solo un insegnamento tecnico, ma è importante anche la valenza pedagogica– aggiunge Maria Dari dell’Istituto di ricerche e studi sull’educazione e la famiglia-. Il Maestro di Danza deve sì essere bravo nella disciplina, ma deve anche conoscere i fondamenti utili alla corretta relazione e comunicazione con l’alunno in modo da non provocare danni in bambini spesso molto giovani e che si avvicinano alla danza non competitiva per piacere e amore per il movimento. Il Certificato di qualifica professionale di Maestro di danza porta in sé l’aver seguito un percorso non solo artistico ma anche psicopedagogico”.

Per la definizione della qualifica di Maestro di Danza si è seguito l’iter classico previsto per l’inserimento di una nuova qualifica nel Repertorio regionale: istruttoria tecnica su base documentale, descrizione della figura con la supervisione di esperti del settore.

Per il conseguimento del Certificato di qualifica professionale di Maestro di danza occorre superare specifiche prove davanti ad una Commissione esaminatrice.

Per quanto riguarda i percorsi formativi, gli enti di formazione accreditati dalla Regione potranno presentare progetti per il conseguimento della qualifica in risposta ad avvisi pubblici per il finanziamento di attività formative (in questo caso l’accesso ai percorsi per i partecipanti sarà gratuita). Sarà inoltre possibile realizzare percorsi a mercato finalizzati al rilascio della qualifica, in questo caso gli enti di formazione dovranno richiedere preventivamente l’autorizzazione regionale. /BM