Refezione scolastica: a Cesena le mense meno care della Regione

CESENA – Il servizio di mensa a Cesena è il meno caro fra i capoluoghi di provincia dell’Emilia – Romagna. A indicarlo l’indagine condotta da “Cittadinanza attiva” sui costi, la qualità e le prospettive del servizio di refezione nelle scuole italiane, presentata nei giorni scorsi.
Entrando nel dettaglio, a Cesena il costo di un pasto scolastico ammonta a 4,50 euro, per un totale mensile di 90 euro, contro i 5,4 euro a pasto della media regionale. Infatti, in tutte le altre città (ad esclusione di Ferrara con 4,75 euro e Ravenna con 4,95) il pasto costa dai 5 euro in su: a Bologna e Modena 5 euro, a Piacenza 5,56, a Forlì 5,90, a Rimini 6 euro, a Reggio Emilia 6,12, per arrivare alla punta massima di 6,18 euro a Parma.

“Questo risultato è molto significativo – commentano il Sindaco Paolo Lucchi e l’Assessore alla Scuola Simona Benedetti – perché evidenzia la buona gestione economica del nostro servizi, aspetto certamente non secondario per le famiglie. Ma la ricerca condotta da Cittadinanzattiva ha raccolto, attraverso 221 indicatori, molti altri dati riferiti alla qualità, sicurezza e costi di un servizio che interessa all’incirca 10 milioni di italiani; la sua lettura ci ha fornito molto conferme sulla validità dell’esperienza da tempo consolidata nel sistema scolastico cesenate”.

“L’Amministrazione comunale – ricordano il Sindaco e l’Assessore alla scuola – investe da trenta anni risorse economiche e professionali per qualificare il servizio di refezione scolastica, che, va ricordato, compete ai comuni in tutte le scuole di ogni ordine e grado. Un attenzione che dallo scorso anno scolastico è stata riportata al confronto diretto con le famiglie, attraverso incontri nelle scuole con i genitori su alimentazione, educazione alla salute e stili di vita corretti, a cominciare proprio dal momento in cui si consuma il pasto a scuola. Si tratta di un dialogo che proseguirà anche nei prossimi mesi, con l’obiettivo di condividere con le famiglie un percorso di crescita dei bambini e dei ragazzi che veda nell’alimentazione un tassello fondamentale, sul quale genitori e scuola devono lavorare insieme. Siamo convinti, infatti, che le mense scolastiche debbano essere servizi partecipati, aperti al contributo dei dirigenti scolastici, degli insegnanti, degli studenti e delle famiglie. Per questo, crediamo molto al sistema di partecipazione attivo nella nostra città, che lo scorso anno ha potuto contare sulla presenza di 45 genitori assaggiatori, facenti parte della commissione mensa comunale, che convochiamo puntualmente (le adesioni per l’anno in corso sono aperte in questi giorni). Un sistema di coinvolgimento e confronto postivi che, a quanto risulta dall’indagine, deve ancora essere incentivato in molte città”.

Dal 1986 nelle mense scolastiche di Cesena si consumano pasti prodotti con materie biologiche e si seguono tabelle dietetiche realizzate dalle dietiste comunali con la Pediatria di Comunità, che tengono conto della stagionalità dei prodotti e dei parametri nutrizionali, ma anche della tradizione culinaria cesenate.
I pasti consumati a Cesena durante l’anno scolastico sono complessivamente 490.000, prodotti da 21 cucine operanti su tutto il territorio comunale e sporzionati in 55 mense scolastiche (distribuite in 9 nidi, 28 scuole dell’infanzia, 17 scuole primarie e 3 scuole medie). A consumarli, 9.600 fra bambini e ragazzi di cui circa un terzo mangia il pasto a scuola ogni giorno per cinque giorni la settimana.

“Ma i progetti di qualificazione del servizio – concludono Sindaco ed Assessore – non sono finiti: oltre agli incontri in calendario nei prossimi mesi in cui ribadiremo alle famiglie la fondamentale importanza del pasto consumato a scuola, come momento pienamente educativo e formativo per i ragazzi, stiamo consolidando un nuovo sistema di lotta agli sprechi che ci consentirà di redistribuire buona parte di quanto risulta recuperabile dalle mense scolastiche della città”.