“Più moderno di ogni moderno” ritrovato uno dei primissimi articoli di Pasolini

comune di Bologna logoSarà esposto alla mostra ‘Officina Pasolini.’ Oggi, venerdì 25 marzo, visita guidata fuori programma alla mostra con il direttore Gianluca Farinelli e il docente Marco Antonio Bazzocchi

Ritrovato uno dei primissimi articoli scritti da Pier Paolo Pasolini. Nota sull’odierna poesia, questo il titolo dell’intervento pubblicato nell’aprile del 1942, su «Gioventù italiana del Littorio. Bollettino del Comando federale di Bologna».

Il documento originale sarà esposto alla mostra Officina Pasolini per gli ultimi giorni di apertura e per l’occasione, domani, venerdì 25 marzo, è stata organizzata una visita guidata fuori programma alle ore 16 al MAMbo con Gian Luca Farinelli, direttore della Cineteca di Bologna e Marco Antonio Bazzocchi, docente dell’Università di Bologna.

A questa scoperta si è giunti grazie al lavoro della Biblioteca dell’Archiginnasio – Istituzione Biblioteche che, nell’ambito del progetto “Più moderno di ogni moderno. Pasolini a Bologna”, ha messo in rete, nella sua biblioteca digitale, la rarissima rivista “Il Setaccio”, che vede Pasolini tra i suoi fondatori e tra i suoi principali animatori. L’Archiginnasio ha creato così la banca dati Pasolini ’42 che contiene la riproduzione digitale di tutti gli scritti degli esordi, pubblicati tra il 1942 e il 1943 sulle riviste bolognesi della GIL (Gioventù italiana del littorio) e del GUF (Gruppo universitario fascista), oltre alla riproduzione di Poesie a Casarsa, il primo libro di poesie, stampato a Bologna dalla Libreria Landi nel luglio 1942.

Nell’articolo Nota sull’odierna poesia, Pasolini scrive fra l’altro: “… più che di poesia è meglio parlare di cultura: in sede culturale tornerà meno appesantita la convinzione di una validità contemporanea non inferiore a quella passata. Vorrei insomma rivendicare la presenza di un valore culturale dell’odierna poesia … I giovanissimi potranno così ritrovare i valori intimi e veri della poesia …nella lirica, per esempio, di un Ungaretti o di Montale: od anche di qualche poeta più giovane, come Betocchi o Penna”. È una decisa difesa dei poeti contemporanei quella di un Pasolini appena ventenne, nello scritto pubblicato solo su «Gioventù italiana del Littorio. Bollettino del Comando federale di Bologna» e mai più riapparso in alcuna pubblicazione.

Oltre alla speciale esposizione e alla visita guidata, la giornata di venerdì 25 marzo dedicata a Pasolini è ricca di altri appuntamenti: alle ore 17 al Cinema Lumière (Piazzetta Pasolini, 2/b), verrà presentato il libro Cristo mi chiama ma senza luce (Le Mani, 2015), con gli interventi del curatore Roberto Chiesi, di Ivan Grossi (Associazione Amici dell’Osservatorio della Pro Civitate Christiana di Assisi) e Margherita Caruso (interprete della Madonna giovane nel film). A seguire, la proiezione del Vangelo secondo Matteo.

Nuova proiezione del Vangelo alle ore 20, sempre al Cinema Lumière, presentata da Margherita Caruso. Ancora una replica del film, alle ore 22.30.

L’originale del documento sarà esposto nella mostra Officina Pasolini, promossa dalla Cineteca di Bologna al MAMbo – Museo d’arte Moderna di Bologna fino a lunedì 28 marzo, quando si concluderanno le iniziative di “Più moderno di ogni moderno. Pasolini a Bologna”, il progetto speciale che Bologna ha dedicato al suo concittadino Pier Paolo Pasolini in occasione dei 40 anni dalla morte.

Nota sul progetto Pasolini ’42, a cura di Marilena Buscarini e Marizio Avanzolini:
La Biblioteca dell’Archiginnasio – Istituzione Biblioteche di Bologna, in collaborazione con altre istituzioni culturali bolognesi, dalla Biblioteca Universitaria al Centro Studi – Archivio Pier Paolo Pasolini della Cineteca di Bologna, con il progetto Pasolini ’42 dà il proprio contributo agli studi e alle ricerche sulla formazione intellettuale di Pasolini, avvenuta a Bologna tra la fine degli anni Trenta e i primi anni Quaranta.
In particolare, mette a disposizione sul proprio sito le riproduzioni digitali integrali dei primi scritti pubblicati da Pasolini, apparsi nel 1942 sulle riviste bolognesi della Gioventù italiana del Littorio (GIL) e del Gruppo Universitario Fascista (GUF), e della prima raccolta di versi, Poesie a Casarsa, pubblicata nel luglio del 1942.
In alcuni casi il materiale riprodotto è estremamente raro, come nel caso della rivista «Il Setaccio», molto nota agli studiosi di Pasolini, che però spesso hanno potuto consultare e citare solo raccolte antologiche degli articoli della rivista, nell’impossibilità di accedere all’originale.
Vi è poi un articolo sulla poesia contemporanea, pubblicato da Pasolini nell’aprile del 1942 su «Gioventù italiana del Littorio. Bollettino del Comando federale di Bologna», che non risulta citato in alcuno studio o bibliografia, e che rappresenta forse il primo articolo in assoluto di Pasolini, che nello stesso numero della rivista pubblica anche due suoi disegni.
Si forniscono inoltre dettagli inediti sul contributo di Pasolini alla fondazione della rivista «Il Setaccio», che delineano con maggior precisione l’abilità e la decisione con cui lo scrittore, appena ventenne, persegue l’obiettivo di emergere in ambito letterario e artistico nel panorama intellettuale bolognese.