Piacenza: L’assessora Piroli, “Abbiamo sempre operato per le pari opportunità, contro le discriminazioni”

comune piacenzaPIACENZA – “Questa Amministrazione comunale ha sempre operato per sviluppare nella comunità piacentina le pari opportunità e per affermare i diritti civili di tutti i cittadini, senza alcuna distinzione”. A ribadirlo è oggi l’assessora con delega alle Pari Opportunità, Giulia Piroli: “La questione della sede da utilizzare per celebrare le unioni civili – commenta – è meramente organizzativa. Come precisato dalla mia collega di Giunta, Giorgia Buscarini, la si è affrontata in maniera provvisoria proprio per rispondere immediatamente alle richieste di poter esercitare un diritto, ma sarà meglio definita nel tempo. Dico con convinzione che anche questo ingranaggio sarà perfettamente oliato a breve termine, perché è palese che non ci possano essere differenze rispetto ai criteri e ai luoghi che il Comune utilizza per i matrimoni civili. Non possono esistere discriminazioni tra matrimoni di serie A e unioni civili di serie B”.

“La nostra Amministrazione – prosegue Giulia Piroli – ha sempre lavorato su tutti i fronti per promuovere le pari opportunità, contrastando pregiudizi e discriminazioni. Mi preme ricordare le iniziative contro l’omofobia e la promozione delle politiche di genere a partire dalle scuole, oltre all’attiva collaborazione con tutte le associazioni e i soggetti che su questi temi si impegnano sul nostro territorio. Parliamo di questioni importanti, che hanno risvolti concreti nella vita di tante persone e che, a maggior ragione per questo, non dovrebbero essere oggetto di strumentali polemiche politiche che non portano alcun beneficio ai cittadini, ma servono solo ad alimentare uno scontro interno ai partiti”.

“Invece di festeggiare questa svolta fondamentale – conclude l’assessora Piroli – si è voluta scatenare una tempesta in un bicchiere d’acqua, con starnuti conseguenti a raffreddori prevedibili. Peraltro, sono sicura che avrà modo di rivedere la sua posizione anche il senatore Lo Giudice, che nel 2014 aveva presentato un’interpellanza parlamentare proprio per condannare l’affossamento del questionario Agedo contro l’omofobia nelle scuole: un fatto purtroppo accaduto a Piacenza, per il quale si era indignato come la sottoscritta, a differenza di esponenti locali di marcata sensibilità che, all’epoca, erano rimasti in silenzio. Anche questa volta, come sempre, l’Amministrazione comunale risponde con fatti concreti, determinata nel proseguire con la propria politica di inclusione e di apertura sulle pari opportunità e sui diritti civili”.