Piacenza: Destinazione del fondo anticrisi comunale, tutte le informazioni

Palazzo Mercanti_500PIACENZA – Il Comune di Piacenza, in accordo con le Organizzazioni Sindacali CGIL, CISL e UIL ha deliberato di destinare il Fondo Anticrisi 2016, pari a 100.000 €, a integrazione della misura nazionale denominata SIA (Sostegno per l’inclusione Attiva).
Il Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA) è una misura nazionale di contrasto alla povertà che prevede l’erogazione di un sussidio economico alle famiglie in condizioni disagiate, nelle quali siano presenti minorenni, figli disabili o donne in stato di gravidanza accertata.
Il sussidio è subordinato a un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa predisposto dai servizi sociali del Comune, in rete con i servizi per l’impiego, i servizi sanitari e le scuole, nonché con soggetti privati ed enti no profit.
Il progetto coinvolge tutti i componenti del nucleo familiare e prevede specifici impegni per adulti e minori, sulla base di una valutazione globale delle problematiche e dei bisogni. L’obiettivo è quello di aiutare le famiglie a superare la condizione di povertà e riconquistare gradualmente l’autonomia.
Per accedere al beneficio il nucleo familiare deve ottenere un punteggio relativo alla valutazione multidimensionale del bisogno uguale o superiore a 45 punti. La valutazione tiene conto dei carichi familiari, nonché della situazione economica e lavorativa.
Il Comune di Piacenza, dal 2 settembre al 31 ottobre 2016 ha accolto, istruito per quanto di competenza e trasmesso a INPS 170 domande di cui, a seguito dell’istruttoria di competenza di INPS, solo 34 sono state ammesse al beneficio. La parte predominante delle domande non accolte è stata esclusa per non aver raggiunto la soglia dei 45 punti. A Piacenza, al 31 ottobre 2016, si trattava di 98 nuclei (428 persone).
Per aiutare queste famiglie escluse, d’accordo con le Organizzazioni Sindacali, l’Amministrazione Comunale ha deciso di investire il Fondo Anticrisi 2016 a integrazione della misura nazionale del Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA), di cui al Decreto Ministeriale del 26 maggio 2016.
“Ritengo questa una scelta coerente con la nostra politica, in particolare per la logica di collegare l’erogazione del contributo alla costruzione di un piano (in collaborazione tra Servizi sociali, Centro per l’impiego e, se necessario, Azienda Usl) che preveda la responsabilizzazione del nucleo beneficiario e il suo inserimento in percorsi e interventi di politica attiva del lavoro con l’obiettivo di favorire l’occupabilità”, dichiara l’Assessore al Nuovo Welfare Stefano Cugini. “Inoltre – aggiunge – l’erogazione mensile del contributo consente proprio di lavorare a un progetto condiviso con l’utente e di monitorarne l’andamento, cosa che più difficilmente si riesce a fare con la modalità del bando e dell’erogazione in un’unica soluzione”.

In sintesi, ecco come funzionerà:
1. Si formerà la graduatoria in base al punteggio ottenuto nella valutazione SIA. In caso di parità di punteggio si considererà l’ordine cronologico di presentazione della domanda.
2. Verrà erogato un contributo anche in questo caso mensile, della durata di 6 mesi che, analogamente al SIA, sarà liquidato a cadenza bimestrale.
3. Sulla base dei punteggi ottenuti nella valutazione multidimensionale relativa al SIA verrà determinata la collocazione in tre fasce correlate a tre differenti importi del contributo mensile per ogni componente del nucleo familiare (e attribuibile fino a un massimo di 5 componenti):
– Punteggi uguali o superiori a 40 e inferiori a 45: contributo massimo;
– Punteggi uguali o superiori a 30 e inferiori a 40: contributo medio;
– Punteggi inferiori a 30: contributo minimo.
4. Si manterrà l’impostazione del SIA con riferimento ai piani di attivazione. Ogni beneficiario del contributo comunale dovrà quindi sottoscrivere un piano che preveda forme di attivazione e responsabilizzazione: interventi per favorire il reinserimento lavorativo (attività responsabilizzanti, tirocini, attività di formazione professionale), assunzione di impegni di cura, prevenzione e tutela della salute, etc., comunque nella prospettiva del perseguimento di una maggiore autonomia e del superamento della condizione di povertà.
5. Verrà escluso il riconoscimento del contributo del Fondo Anticrisi per l’anno 2017 dalla cumulabilità con altri sussidi comunali nell’anno 2017.