Parma: oggi doppio appuntamento sulla figura di Tolkien, linguista e glottopoieta

Alle ore 10.30 in Aula K2 (Plesso di via d’Azeglio) e alle ore 15 nell’Aula Magna dell’Università di Parma (Palazzo Centrale)

uniparmaPARMA – Venerdì 1° dicembre si svolgeranno all’Università di Parma due incontri incentrati sulla figura di John Ronald Reuel Tolkien: alle ore 10.30 nel Plesso di via d’Azeglio e alle ore 15 nel Palazzo Centrale di via Università.

Alle ore 15, nell’Aula Magna dell’Ateneo di Parma (via Università 12) si terrà l’incontro “Tolkien linguista e glottopoieta”. John Ronald Reuel Tolkien non fu solo un ormai celeberrimo scrittore di fantasy, ma, tra l’altro, anche un raffinato filologo e linguista. E di quell’interesse egli nutrì la sua produzione artistico-letteraria e la sua ricerca accademica.

Ai saluti introduttivi di Diego Saglia, Direttore del Dipartimento di Discipline Umanistiche, Sociali e delle Imprese Culturali, e di Davide Astori, linguista, Università di Parma, seguiranno gli interventi di Federico Gobbo, Università di Amsterdam/Torino (“Tolkien e le lingue pianificate: un viaggio tra mondi reali e mondi immaginari”), Leo Carruthers, Professore Emerito, Università Sorbonne (“Tolkien and the Anglo-Saxon language: the Old English poetry”), Elisa Sicuri, Associazione Italiana Studi Tolkieniani (“Tolkien e il sanscrito: una questione di (im)perfezione”), e Roberto Arduini, giornalista, saggista, Presidente Associazione Italiana Studi Tolkieniani (“Come e perché imparare le lingue di Tolkien oggi”).

Modera e conclude Fulvio Ferrari, Direttore del Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento, che, nella stessa giornata, alle ore 10.30 in Aula K2 (Plesso di via d’Azeglio), terrà una lezione aperta (all’interno del corso di Linguistica generale LM) dal titolo “Tolkien e la creazione di un universo: filologia, traduzione, reinvenzione”, dove illustrerà come Tolkien abbia creato il suo universo letterario a partire dai suoi interessi di filologo, linguista e medievista, e in particolare metterà in luce il complesso gioco tra lingue storiche, lingue inventate e inglese moderno, sottolineando come abbia utilizzato il concetto stesso di traduzione per realizzare il suo progetto di “nuova mitologia”.