A Parma “Lo scrigno della memoria”

Lo scrigno della memoriaLa guerra di Vaifro Agnoli e di Medardo Venturelli, mostra documentale all’archivio comunale fino al 31 maggio

PARMA –  E’ stata presentata ieri, nella sede dell’Archivio Storico Comunale di Parma, in via La Spezia 46/a, la mostra documentale: “Lo scrigno della memoria: fotografie e lettere dal fronte, la guerra di Vaifro Agnoli e di Medardo Venturelli” a cura di Fausto Corsini.

L’iniziativa è promossa dall’Archivio Storico Comunale di Parma in collaborazione con l’Istituto per i Beni Culturali Regione Emilia – Romagna, nell’ambito della settimana della didattica in archivio. Sarà aperta dal 2 maggio al 31 maggio, con i seguenti orari: lunedì e venerdì dalle 8.30 alle 14.30; martedì, mercoledì e giovedì dalle 8.30 alle 17.30 e, su prenotazione, per le scuole contattando il numero: 0521 – 031034. All’iniziativa hanno collaborato i ragazzi della 3° b Grafica dell’Istituto Toschi. La mostra è stata presentata da Enrica Caffarra responsabile della struttura operativa protocollo e archivi del Comune, dalla professoressa Gabriella Agnoli figlia di Vaifro, dal curatore Fausto Corsini e da Corrado Truffelli amico del dottor Vaifro Agnoli.

“L’archivio comunale si conferma come una realtà dinamica – ha spiegato Enrica Caffarrra – e non solo come luogo di conservazione della memoria, grazie a questa mostra che ripercorre aspetti inediti della I Guerra Mondiale”.

La professoressa Gabriella Agnoli ha tracciato un ricordo del padre e la scoperta di alcuni suoi aspetti riemersi grazie alla foto scattate da lui sul fronte della I Guerra Mondiale: immagini di grande impatto emozionale e dall’alto valore storico.

Il curatore, Fausto Corsini, ha ripercorso le tappe che lo hanno portato al recupero delle antiche lastre fotografiche ed alla riproduzione delle foto, grazie alla collaborazione di diversi soggetti.

Il professor Corrado Truffelli ha ricordato il medico Vaifro Agnoli. “E’ questa una bella occasione per rendere testimonianza ad un uomo, il dottor Vaifro, che ha operato per tanti anni a Viarolo con dedizione e umanità e che ha lasciato un ricordo indelebile nei suoi pazienti”.

Vaifro Agnoli è stato il medico condotto di Viarolo. Nella cura agli ammalati univa la sapienza clinica all’umanità personale. Sebbene siano passati quasi 50 anni dalla sua morte, avvenuta nel 1967, vi sono ancora persone che lo ricordano con affettuosa ammirazione e rimpianto. A lui il Comune di Parma ha intitolato una via.

Una cassa in legno, rimasta chiusa per un secolo, viene aperta e mostra lastre in vetro. Un fotografo e ricercatore, Fausto Corsini, intuisce di cosa può trattarsi, sviluppa quelle numerose lastre e gli appaiono immagini di ottima qualità: le fotografie che Vaifro Agnoli aveva scattato al fronte nella prima guerra mondiale. Esse testimoniano la dura vita dei soldati, i rari momenti di svago, l’aspra natura circostante sotto la neve, gli alloggiamenti, le baracche, le armi. E’ la Vallarsa. Corsini ripercorre quei luoghi, ora diversi ma ben riconoscibili. La mostra consiste nell’esposizione delle fotografie dal fronte di Vaifro Agnoli.

Medardo Venturelli è un contadino, chiamato al servizio militare già dal 1912. Da subito inizia un frequentissimo scambio di lettere con la sua fidanzata Maria. Una cassetta in legno raccoglie tutte le sue lettere ed alcune fotografie. Sono lettere d’amore, di impegno verso la fidanzata, di rassicurazione. I suoi pensieri sono fortemente rivolti alla vita: a quando potrà ritornare a casa e sposarsi, ai lavori nei campi che la sua famiglia, senza il suo aiuto, conduce difficoltosamente. Un accenno alla guerra: “sono ancora qui sperando che presto finirà anche questa guerra così schifosa che per noi è la nostra rovina per tutti”. Durante una licenza nel 1916, viene concepito il figlio. Poi, durante una breve licenza, qualche tempo dopo, Medardo riesce a sposare Maria e a riconoscere il figlio. I suoi pensieri vanno a quando potrà ritornare e vivere con la moglie e il figlio.

La mostra consiste nella esposizione delle lettere, con qualche fotografia, di cui l’ultima ritrae un monumento ai Caduti in cui compare il nome di Medardo Venturelli, morto in guerra a 25 anni.
Nel 1919 gli fu attribuita la medaglia di bronzo al Valor Militare che venne consegnata alla famiglia.

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