Parma: “Differenze di genere in un’ottica economico-aziendale: spunti di riflessione a 70 anni dal suffragio universale”

Giovedì 9 febbraio 2017, alle ore 16, nell’Aula Magna del Palazzo Centrale dell’Ateneo, in programma il seminario organizzato da Federica Balluchi nell’ambito del progetto “Con gli occhi delle donne”

uniparmaPARMA – Proseguono le iniziative organizzate dall’Ateneo nell’ambito del progetto congiunto “Con gli occhi delle donne”, promosso da Università di Parma e Comune di Parma per celebrare il settantesimo anniversario del suffragio femminile in Italia.

Giovedì 9 febbraio 2017, alle ore 16, nell’Aula Magna del Palazzo Centrale dell’Ateneo (via Università 12) si terrà il seminario Differenze di genere in un’ottica economico-aziendale: spunti di riflessione a 70 anni dal suffragio universale.

L’evento organizzato da Federica Balluchi, docente di Economia aziendale all’Università di Parma, si aprirà con i saluti di Maria Cristina Ossiprandi, Pro Rettrice alla Didattica dell’Ateneo di Parma, e di Federico Pizzarotti, Sindaco di Parma.

Moderatore dell’incontro sarà Paolo Andrei, docente ordinario di Economia aziendale presso il Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Parma.

Il seminario offre una prospettiva di riflessione sulla questione di genere con riferimento al mondo professionale e imprenditoriale, in realtà private e pubbliche.

In particolare, sono sette le relazioni che verranno presentate in tale occasione:

1) Uguaglianza di genere e innovazione sociale (Giuseppina Iacoviello, Ricercatore di Economia aziendale presso l’Università di Pisa; Arianna Lazzini, docente associato di Economia aziendale presso l’Università di Modena e Reggio Emilia): il contributo analizza l’apporto che le donne possono offrire alla costruzione dell’Europa di domani e, di riflesso, il ruolo che potranno in essa rivestire, anche alla luce dell’essenzialità della creazione di un nuovo modello di crescita e sviluppo basato sull’innovazione sociale coerentemente con l’obiettivo di rendere l’Europa smart, sustainable and inclusive entro il 2020;

2) Le quote di genere nella governance delle società quotate italiane (Katia Furlotti, docente associato di Economia aziendale presso l’Università di Parma; Veronica Tibiletti, docente associato di Economia aziendale presso l’Università di Parma; Silvia Triani, PhD Student presso l’Università di Parma): il lavoro indaga, tramite le informazioni riscontrate nei documenti di rendicontazione socio-ambientale delle società quotate italiane, l’eventuale relazione esistente tra le politiche di genere attuate e la presenza femminile negli organi di governo aziendali, con l’obiettivo di comprendere se le società che riservano cariche esecutive al genere femminile sono quelle che manifestano anche un atteggiamento positivo e concreto verso la tematica del genere e delle pari opportunità, attraverso l’adozione di significative politiche di genere;

3) Le studiose italiane di ragioneria e di economia aziendale: mosche bianche o cigni neri? (Maria Gabriella Baldarelli, docente associato di Economia aziendale presso l’Università di Bologna; Mara Del Baldo, docente associato di Economia aziendale presso l’Università di Urbino): il lavoro illustra un’analisi del percorso scientifico e professionale delle donne, studiose e docenti di materie aziendali nell’università e nell’accademia in Italia sulla base del numero di articoli pubblicati all’interno della Rivista Italiana di Ragioneria ed Economia Aziendale, la rivista più antica e ad oggi ancora attiva;

4) Oltre le differenze di genere. Iniziative a confronto (Antonella Paolini, docente ordinario di Economia aziendale presso l’Università di Macerata; Daniela Mancini, docente Associato di Economia aziendale presso l’Università di Napoli Parthenope): il contributo propone una riflessione in merito alle iniziative da mettere in campo nei diversi settori per comprendere i passaggi chiave che conducono verso la giusta composizione del contributo maschile e femminile all’interno della società, nelle diverse attività economiche, sportive, artistiche che la contraddistinguono. Tutto questo nella convinzione che la valorizzazione delle differenze di genere, e non la loro eliminazione, passi attraverso l’uguaglianza di genere ma si concretizzi, nel lungo periodo, in una equità di genere;

5) L’attenzione alle diversità di genere nella programmazione delle università italiane: il ruolo del Comitato Unico di Garanzia (Luisa Pulejo, docente ordinario di Economia aziendale presso l’Università di Messina): la relazione illustra un’analisi del ruolo che può svolgere il Comitato Unico di Garanzia (CUG) perché vengano tenute in considerazione le diversità di genere nel processo di programmazione nell’ambito delle istituzioni universitarie del nostro Paese. In tale ottica, il contributo evidenzia come sia necessario strutturare i sistemi informativi in modo da individuare le differenze esistenti nella collettività di riferimento in termini di ruoli, attitudini, opportunità di accesso ai servizi e, in relazione a tali differenze, “riconsiderare” la programmazione dell’attività da svolgere tenendo conto degli effettivi bisogni espressi e latenti;

6) Rilevanza di genere nella governance dell’Ateneo di Parma (Federica Balluchi, docente associato di Economia aziendale presso l’Università di Parma; Katia Furlotti, docente associato di Economia aziendale presso l’Università di Parma; Riccardo Torelli, PhD Student presso l’Università di Parma): con riferimento agli ultimi 70 anni, il contributo analizza la rilevanza del ruolo femminile nei processi decisionali dell’Ateneo di Parma attraverso, anzitutto, lo studio del contenuto degli Statuti col fine di verificare l’evoluzione della struttura degli organi dell’Ateneo e, successivamente, mediante la consultazione degli annuari e dei decreti col fine di rilevare la presenza femminile nei principali organi di governance;

7) Rilevanza di genere nella governance e ruolo del Comitato Unico di Garanzia (CUG) nel Comune di Parma (Marco Ferretti, docente associato di Economia aziendale presso l’Università di Parma; Giovanna Albertelli, Presidente CUG del Comune di Parma): la relazione propone un’analisi statistica del contesto aziendale del Comune di Parma, individuando, sia a livello di governance sia a livello di dipendenti, le principali caratteristiche di genere correlate al ruolo e al livello stipendiale. Il lavoro approfondisce inoltre le principali correlazioni tra il genere, lo stato di famiglia, le richieste di ferie e di permessi, anche in base a leggi speciali che impattano sulla gestione del lavoro, della carriera professionale e del proprio privato. In questo ambito, importante il ruolo del CUG del Comune di Parma, istituito nel 2011, per la valorizzazione del benessere di chi lavora e per la lotta alle discriminazioni.

Alla fine del seminario è previsto un breve aperitivo.