Parma, “Casi di violenza sulle donne tra quattrocento e ottocento”

Il convegno è in programma sabato 26 novembre 2016 nel Salone della Prefettura

prefettura_parmaPARMA – Nell’ambito della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne l’Archivio di Stato di Parma ha organizzato, in collaborazione con le associazioni AMMI, Fidapa Pbw, Fornello Due, Inner Wheel Club, Moica, Soroptimist e Zonta Club, un convegno sul tema della violenza psicofisica subita dalle donne tra Quattrocento e Novecento. L’incontro è in programma sabato 26 novembre 2016, a partire dalle 9.00, nel salone di rappresentanza della Prefettura di Parma.

Dopo il saluto delle autorità e delle Presidenti delle Associazioni che hanno fattivamente contribuito all’organizzazione dell’evento, studiose e ricercatrice provenienti da tutta Italia illustreranno i risultati di loro studi, frutto di ricerche condotte sulle fonti documentarie conservate negli archivi pubblici e privati. L’intento del convegno è quello di fare luce sul tema della violenza psico-fisica subita dalle donne nel corso della storia, in particolare sulle forme di sopruso esercitate all’interno della famiglia (e subite come figlia, sorella, sposa, madre e vedova), ma anche, ovviamente, nel contesto della società del tempo.

Altri interessanti elementi che saranno illustrati dalle studiose provengono dalla disamina delle biografie di nobildonne, dalle vicende collegate alle figure principesche e alle donne aristocratiche del tempo, ma anche dallo studio di casi di scandali, malefici, stregoneria e adulterio, che interessavano, in particolare, i ceti meno abbienti. Mentre altre singolari e curiose informazioni sono emerse dai documenti inerenti alle pressioni psicologiche esercitate dai genitori sulle fanciulle in merito della scelta del matrimonio, oppure della vita consacrata, come pure dai casi di ingiustizie praticate nella suddivisione ereditaria tra eredi di sesso diverso. Senza dimenticare quello che è affiorante dall’esame delle fonti giudiziarie – ad esempio le grida che minacciavano punizioni a chi con la violenza avesse rapito le monache dai conventi -, e dai casi di annullamento dei voti monastici e la monacazione forzata.

PROGRAMMA DEL CONVEGNO

Prima sessione, coordina Graziano Tonelli (Direttore Archivio di Stato di Parma)
Elisabetta Venturi Alvino, criminologa, antropologa forense, Direttrice scientifica “Labo206” Laboratorio di Antropologia e Odontologia forense
La violenza sulle donne negli Stati papali tra Settecento e Ottocento.
I risultati della ricerca evidenzieranno gli aspetti di continuità e cambiamento, anche nella legislazione in materia, rispetto a oggi nei territori del centro Italia.

Elisa Novi Chavarria, Docente Università del Molise
Storie e tipologie di fonti. Un osservatorio sul Mezzogiorno moderno
Dalle fonti giudiziarie inedite aventi ad oggetto le cause di annullamento dei voti monastici sono affiorate le testimonianze delle attrici di alcuni processi istruiti preso il tribunale ecclesiastico di Napoli nella seconda metà del XVI secolo.

Maria Rosaria Pelizzari, Docente di Storia contemporanea, di Storia delle donne e studi di Genere – Università degli studi di Salerno
Il nemico in casa. Violenza domestica e di genere nei processi del Tribunale di Napoli tra fine Ottocento e prima metà del Novecento.
Dalle fonti documentarie napoletane uno studio sui casi di violenza di genere tra la fine del XIX secolo e la prima metà del ‘900, come emergono dalle carte del tribunale di Napoli.

Seconda sessione, coordina Fabrizia Dalcò (esperta in politiche di genere)
Elisabetta Dall’O’, antropologa ed etnologa
Voci in archivio. Casi di violenza sulle donne nei documenti archivistici di Piemonte e Valle d’Aosta.
Particolari casi di violenza sulle donne nei documenti degli archivi piemontesi e valdostani.

Lorenza Fumagalli, Responsabile dell’Archivio Storico Comunale di Bormio (SO); Vice Presidente del Centro Studi Storici Alta Valtellina
De violentia mulierum e altre sopraffazioni sulle Alpi Retiche fra il XV e il XIX secolo.
Notizie sui processi di stregoneria, sulle pesanti conseguenze psicologiche – economiche e fisiche sofferte dalle donne per ‘colpe sessuali’ (gravidanze illegittime, scandali pubblici, rapporti peccaminosi, copule carnali, plagi, tentate violenze) ed i maltrattamenti famigliari e sociali affiorati dalle carte degli archivi dell’Alta Valtellina.

Federica Dall’Asta, Insegnante, ricercatrice e studiosa ha condotto studi sulle fonti archivistiche parmigiane
In un vicolo cieco. Ricerche per una classificazione tipologica della violenza di genere documentata nei ducati estense e farnesiano fra il XVI e il XVII secolo.
Casi di violenza di genere emersi dallo studio delle fonti storiche e documentarie nei ducati estense e farnesiano tra il Cinquecento e il Settecento.