“Gli Ori di Parma. L’industria, il cibo, il lavoro”

Gli Ori di ParmaSabato 11 giugno l’inaugurazione della mostra a Palazzo Pigorini

PARMA – Sabato 11 giugno, alle ore 11, sarà inaugurata a Palazzo Pigorini (strada Repubblica 29A) dal Rettore dell’Ateneo Loris Borghi e dall’Assessore alla Cultura del Comune di Parma Laura Maria Ferraris la mostra “Gli Ori di Parma. L’industria, il cibo, il lavoro” (glioridiparma.unipr.it), con foto a colori e in bianco e nero di Francesco Maria Colombo.

La mostra, organizzata dalla UOS Musei dell’Università di Parma con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Parma e a cura di Gloria Bianchino, sarà aperta dall’11 giugno al 17 luglio e poi nuovamente in settembre, dal 2 al 25, con ingresso libero.

L’esposizione, che si situa nell’ambito delle iniziative legate a “Parma Città creativa della gastronomia Unesco”, sarà accompagnata da un ciclo di conferenze sul tema organizzate in collaborazione con il progetto UNIforCITY; la prima, in programma sabato 11 giugno alle ore 16, in piazzale Cesare Battisti, sarà tenuta da Elena Fava, del Dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Ateneo, sul tema Parma: arte, cultura, musica, terme, gastronomie tipiche. Il racconto turistico della città e del suo territorio nelle carte del fondo dell’APT dell’Archivio Storico del Comune di Parma (ASCPr).

I Contenuti DELLA MOSTRA

La mostra coincide con un racconto articolato e approfondito di un tema che fa parte dell’identità di Parma: l’eccellenza nella produzione del cibo. Si tratta di qualcosa per cui Parma è celebre in tutto il mondo, ma in realtà è un soggetto per nulla semplice e scontato. Da un lato l’immagine tradizionale del prodotto artigianale è quello che le pubblicità veicolano e che si è fissato in una sorta di «mito» (il parmigiano, il culatello, il prosciutto di Parma come icone leggendarie della città, allo stesso modo di Giuseppe Verdi); dall’altro lato la realtà è quella di un’industria che deve essere agguerrita per imporsi sul mercato internazionale, e che deve continuamente aggiornare le tecniche e le modalità di produzione. Come convivono questi due aspetti? Due foto presenti in mostra sono emblematiche: in una vediamo i culatelli appesi nel fresco di una cantina, sospesi a antiche impalcature di legno per la stagionatura; nell’altra vediamo gli stessi culatelli, in una fase diversa della produzione, conservati in camere asettiche, sterilizzate, razionalizzate. Qual è la «verità»? La cantina degli avi o quella sorta di Fort Knox?

La verità è molteplice, complessa e affascinante, e la mostra fotografica la investiga per raccontarla. Francesco Maria Colombo è entrato nelle fabbriche per comporre una narrazione capace di far vivere sia l’icona mitica sia la realtà industriale. Vi è riuscito stanando il vero protagonista del processo produttivo: la mano dell’uomo, il lavoro, l’opera quotidiana di chi aziona le macchine o immerge le mani nel caglio, per saggiare la consistenza di ciò che diventerà il parmigiano. Viene rivelato un mondo di immagini straordinarie, i laghi dove nuotano milioni di pomodori, la macina degli insaccati, la pelle iridata delle acciughe tolte dai barili di sale, la geometria rigorosa delle forme di formaggio appena composte, e soprattutto i ritratti degli uomini e delle donne che in quelle fabbriche lavorano, fissati nella loro identità psicologica e nella dignità della loro figura. Come spiega Gloria Bianchino, la fotografia «colta» di Colombo e il suo fitto intreccio di rimandi alle avanguardie informali, ci permettono di entrare in un racconto del cibo che allo stesso tempo è un racconto dell’arte: due realtà che in senso antropologico coincidono.

Note tecniche

La mostra è organizzata dalla UOS Musei dell’Università di Parma con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Parma, con il contributo di Unione Parmense degli Industriali e la collaborazione del progetto UNIforCITY.                                                                                        

Mostra e catalogo a cura di Gloria Bianchino

Foto di Francesco Maria Colombo

Catalogo Skira

Allestimento a cura di Maria Amarante

Si ringraziano:

  • Barilla G. e R. Fratelli S.p.A.
  • Ciacco s.n.c.
  • Delicius Rizzoli S.p.A.
  • Latteria Sociale San Giovanni della Fossa
  • Liquorificio Osvaldo Colombo s.n.c.
  • Mutti S.p.A.
  • Salumificio Dallatana s.r.l.
  • Salumificio Ducale s.n.c.
  • Sassi S.p.A.

Ingresso libero.

Apertura al pubblico: venerdì, sabato e domenica dalle ore 15 alle ore 19.

Alla mattina solo per gruppi e su prenotazione (0521 903599).

 

IL PROGRAMMA DELLE CONFERENZE (PROGETTO UNIforCITY)

  • 11 giugno, Piazzale Cesare Battisti, ore 16

Elena Fava, Dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Università di Parma – Parma: arte, cultura, musica, terme, gastronomie tipiche. Il racconto turistico della città e del suo territorio nelle carte del fondo dell’APT dell’Archivio Storico del Comune di Parma (ASCPr)

  • 2 settembre, Palazzo Pigorini, ore 17.30

Cristina Mora, Dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Università di Parma – Pubblicità dei prodotti alimentari: Il ruolo del consumatore

  • 9 settembre, Palazzo Pigorini, ore 17.30

Franco Antoniazzi, Dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Università di Parma – Dalla chimica al gelato puro: l’innovazione della tradizione gelatiera italiana nel cuore di Parma

  • 16 settembre, Palazzo Pigorini, ore 17.30

Germano Mucchetti, Dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Università di Parma – Il formaggio Parmigiano Reggiano, il futuro di una storia che viene da lontano

  • 23 settembre, Palazzo Pigorini, ore 17.30

Emma Chiavaro, Dipartimento di Scienze degli Alimenti dell’Università di Parma – I salumi stagionati nella tradizione parmense

(foto di Francesco Maria Colombo)