Pa senza carta, il Comune di Rimini prosegue nel percorso di digitalizzazione

Nel 2015 utilizzate 10.284 risme, per un’altezza di oltre 290 metri

comune di Rimini logoRIMINI – Il Comune di Rimini è pronto per la scadenza del 12 agosto, data in cui decorre l’obbligo per i Comuni e gli enti pubblici di avviare i processi di digitalizzazione di tutti documenti amministrativi. A partire da quella data infatti le Amministrazioni dovranno cominciare a formare tutta la loro documentazione esclusivamente e nativamente in digitale, rendendo così più efficente e veloce la macchina amministrativa e migliorando i servizi al cittadino, agevolando l’accesso alle pratiche.

Per il Comune di Rimini la scadenza del 12 agosto, prevista dal DPCM 13 novembre 2014, rappresenta l’ultima fase del processo di digitalizzazione completa dei documenti e rappresenterà il completamento di un percorso organizzativo e procedurale gestito nel corso del tempo dall’Amministrazione, che ha già recepito la normativa vigente adeguando le procedure di gestione documentale alle nuove disposizioni.

“La digitalizzazione delle pratiche è una priorità per questa amministrazione – sottolinea l’assessore all’innovazione digitale Eugenia Rossi di Schio – Questa scadenza di fatto rappresenta solo uno step di un percorso che è già stato messo in piedi negli ultimi anni e che abbiamo intenzione di completare e implementare nei prossimi mesi e durante il mandato amministrativo. L’obiettivo, ambizioso ma indifferibile, è quello di azzerare la distanza tra i cittadini e la Pubblica Amministrazione, dando a tutti la possibilità di avere a portata di mano e in tempo reale i documenti e le pratiche di cui necessitano. La digitalizzazione è lo strumento di un cambio culturale che potrebbe far fare al nostro Paese un decisivo salto di qualità in ogni settore: è l’amministrazione pubblica a dover configurare se stessa secondo i tempi e i bisogni degli utenti e non viceversa. In questo senso la digitalizzazione dà corpo e vita a una sorta di rivoluzionario ‘chilometro zero’ tra istituzione e comunità”.

Altro aspetto della digitalizzazione delle pratiche riguarda il risparmio in termini ecologici e ed economici che l’addio alla carta comporterà. Già nel 2015 rispetto all’anno precedente, gli uffici distribuiti nelle diverse sedi comunali hanno avviato una contrazione nel consumo di carta, in seguito alle innovazioni introdotte e ad una maggiore attenzione contro lo spreco: dalle circa 11.365 risme di carta utilizzate nel 2014 (di cui 2.910 riciclata), nell’anno successivo si è passati a 10.284 (di cui 2.592 di carta riciclata), con un taglio di oltre un migliaio di risme. Per rendere l’idea: nel 2014 sono stati usati per pratiche e documenti una quantità di fogli pari a circa 362,75 metri in altezza di risme di carta una sopra l’altra e pari a 46 alberi; nel 2015 l’altezza 291,95 metri e circa 37 alberi. L’aspetto economico è tra tutti quello più marginale, ma non meno importante: la spesa per la carta annualmente si aggira tra i 26 e i 29 mila euro.